giovedì, Dicembre 12

Quel miracolo di invenzione di nome Camilleri Con quella sua ironia da levarti la pelle, sono certo che sta ridacchiando e dolcemente sbeffeggiando quel rozzo politicante che si augurava che la sua morte avvenisse presto

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Condivido, per quel che vale la mia condivisione, il titolo di ‘Huffington postsulla morte di Andrea Camilleri, di cui cita la vita spesa tra un fascismo e un pre-fascismo. Beh, diciamo, tra un fascismo e l’altro.

È morto silenziosamente e, mi pare, silenziosamente sarà accompagnato al cimitero, silenziosamente per dire che non vuole i riflettori della notorietà, pur essendo riuscito a dare di sé (e non solo, per favore, del Commissario Montalbano) una immagine vivida, potente, di uno che sa e dice e non si limita a scrivere romanzi gialli, più o meno di successo. Sarebbe svilente per lui, anche se certo non tocca a me dirlo e quindi subito mi fermo, ‘ridurloal Commissario: ha fatto e detto molto, ma molto di più e molto ma molto piùalto’. Anche, nel dipingere un personaggio profondamente umano, vero, sincero, capace di sentimenti, prima (ma non a prescindere) dalla legge, ma mai ‘sopra’ la legge. 

Quante ne avrebbe da insegnare a chi dice ‘legge’ per dire ‘comando’, anzi, per dire la sua volontà, il suo ‘pensiero’. Non so se Montalbano-Camilleri fosse comunista, come Camilleri-Camilleri era e fu a lungo dipinto da quella RAI, cui, pur bistrattato, ha dato moltissimo, tanto più di tanti, tantissimi altri. Da quella RAI, oggi quello che è ma non voglio qui scadere nella politichetta nostrana, che non potrà (proprio così, non potrà, a suo marcio dispetto) non onorarlo, magari di mala voglia, magari scegliendo cose secondarie rispetto alle tante primarie, ma non potrà non ricordarlo, spero, almeno con rispetto.

Certo, sono certo, con quella sua ironia da levarti la pelle, sono certo che sta sorridendo, anzi, ridacchiando e dolcemente sbeffeggiando quel rozzo politicante che si augurava che la sua morte avvenisse presto per potersi finalmente, la RAI, che ormai controllava e controlla, liberarsi di quel Montalbano a tanti politicanti insopportabile, perché retto, cioè diritto, onesto, leale e umano: il contrario, invero, di entrambi.
Come possono certi politicanti non solo capire, ma amare o almeno rispettare chi la pensa diversamente, anzi chi pensa! E, dico, starà, immagino, sorridendo di scherno a quel politico che oggi si trova a dibattersi in una marmellata appiccicosa e viscida, puzzolente, schifosa. Starà sorridendo irridente, per dirgli in realtà: la vita è così e, forse, non conviene sbeffeggiare troppo gli altri, specialmente se non se ne comprende il costrutto.

Ma tant’è. Chi sono io per ricordarlo?

Eppure apprezzo la sua morte silenziosa e … rapida. Apprezzo la sua morte che è stata priva, almeno spero e credo, di quella orrenda fase di dipendenza, di mancata autonomia, di mani altrui che ti toccano, ti massaggiano; di quella fase fatta di affetto e rispetto formali, perché dovuti quando non semplicemente pagati, per lo più privi di anima, se non altro per stanchezza. È l’unica cosa, detto fra di noi, che mi terrorizza, quando sarà il momento.

E infine solo una parola di, umile, commento alla sua opera. Dove ha cercato, in modo geniale, quel linguaggio che tanti prima di lui hanno cercato in Italia e cercheranno: quel linguaggio pulito e corretto, ma intelligibile a tutti. Quello che, temo, mancava e manca ancora alla nostra lingua, forse troppo colta per essere la lingua di tutti, tutti i giorni. E la ha trovata, dicevo genialmente, in un misto sorprendente di (finto) dialetto immediatamente comprensibile a tutti. Un miracolo di invenzione, ma badate non banale: immediatamente accessibile a tutti, ma … con qualche piccolo iniziale sforzo, che porta subito, poi, ad una comprensione universale: un linguaggio, che diventava una lingua, da imparare prima che diventasse naturale.

Peccato. Avrebbe avuto ancora altro da dire, ma, per carità, ora non si cominci tutti a sproloquiare: ‘come direbbe Camilleri … ‘, quando addirittura e sarà immancabile. ‘come diceva Camilleri …’. Lasciatelo in pace e imparate.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.