mercoledì, Agosto 21

Quei 40 anni fantastici della musica italiana

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Dagli anni ’50 agli anni ’90 il mondo ha visto una evoluzione socioculturale molto veloce, forse troppo. Si sono stravolti più e più volte valori morali talora considerati intoccabili, ribaltandoli sino a diventare il contrario di sé stessi, ad esempio l’emancipazione della donna, il tanto agognato traguardo dei rapporti familiari (divorzio, aborto, …), la diffusione dell’uso delle droghe…e così via…Tutto questo accompagnato dall’evoluzione della tecnologia, lo sbarco sulla luna, e la realizzazione di strumenti prima pensati dalla fantascienza, poi diventati di uso comune.

Mentre nel mondo tutto questo si svolgeva in maniera piuttosto uniforme, tutto e tutti venivano accompagnati dalla musica, anch’essa, peraltro, sottoposta a identiche mutazioni.
Nel panorama internazionale svettavano mostri sacri come Elvis Presley, Led Zeppelin, Beatles, Rolling Stones e così via, mentre in Italia, pur cercando di guardare all’estero, si rimaneva molto legati al folklore popolare locale delineando la cosiddetta ‘canzonetta’.
A parte rari casi (Domenico Modugno ad esempio, Lucio Battisti un altro) sembrava non ci si riuscisse a muovere da una sorta di enpasse.
Correva l’anno 1967 (preso non a caso visto che è il mio anno di nascita) quando i Rolling Stones cantavano ‘Let’s spend the night toghether‘, mentre Caterina Caselli cantava ‘Sono Bugiarda‘.
I primi influenzarono la mia vita come idoli, Caterina come mia discografica….curioso no?
Ma arrivarono le ‘radio libere’ anche in Italia … una delle prime fu Punto Radio, di fatto, se non sbaglio, fondata da due personaggi che portavano il nome di Vasco Rossi e Gaetano Curreri.
Furono strumenti di diffusione di massa che portarono una ventata di nuovo e, proprio a partire dagli anni settanta, emersero alcuni di coloro che furono sono e saranno i pilastri della musica italiana.
Parlo di quelli che ancora ci sono, ed alla grande pure…. Nasce il rock italiano…la mitica PFM capitanata dal grande Franz Di Cioccio: più di 45 anni di carriera internazionale portando una sperimentazione d’avanguardia mai eguagliata nel suo genere. Ho avuto la fortuna di conoscere la moglie di Di Cioccio, Iaia, la loro manager … sfere d’acciaio … roba d’altri tempi, dall’altra parte il mito Vasco Rossi … il Blasco … sopra tutto … sopra tutti, una vita al massimo … canzoni che sono simboli di vita per giovani e meno giovani proiettato verso l’infinito … -la mia preferita: ‘Siamo soli‘.
Il cantautorato si arricchisce di figure eccelse come Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Francesco Guccini, Fabrizio De Andrè e tanti altri.
Sarà pure banale, ma due su tutti rappresentano, secondo me, il cambiamento del nostro Bel Paese: Gianni Morandi, l’eterno ragazzo col sorriso più bello d’Italia, con la spensieratezza e la spregiudicatezza del ragazzo degli amori estivi, l’adolescente per antonomasia; Claudio Baglioni, il poeta di quella splendida ‘Piccolo grande Amore‘ che ci ha messi tutti in ginocchio … lui non adolescente, ma con quel fascino che, col passare degli anni, è aumentato, rappresentando il periodo della nostra maturità.
Non posso non citare Renato Zero, poliedrico, pittoresco ed eterno, ‘Più su‘ fantastica… Non può mancare, quindi, una voce da pelle d’oca ed un pezzo grande della nostra musica: Loredana Bertè, con una storia pazzesca … racchiude tutte le anime della musicalità italiana. Personalmente ascolto in continuazione ‘Dedicato‘ ed entro in un mondo tutto mio.
Altre donne fantastiche come Anna Oxa, Patty Pravo, Gianna Nannini, Fiorella Mannoia, nomi illustri e mondiali come Andrea Bocelli, Eros Ramazzotti, Laura Pausini, Zucchero e molti altri, hanno fatto di quei quarant’anni anni un periodo di gloria per il nostro Paese che, a ben vedere, non ha nulla da invidiare all’estero in fatto di colossi.
Non vorrei essere esagerata, ma la conclusione che mi viene spontanea è che l’Italia dagli anni del melodramma ad oggi, è e sarà sempre un punto di riferimento musicale per il mondo intero e questo fatto ci deve far riflettere … e molto … dobbiamo stare molto attenti a produrre cose non di spessore, è una grande responsabilità.

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