giovedì, Novembre 14

Quanto è difficile fare il sindaco in Italia? field_506ffb1d3dbe2

0
1 2 3


Poche settimane fa un nutrito gruppo di sindaci italiani, supportati dall’Anci, ha deciso di scrivere una lettera pubblicata sull’Huffington Post in cui hanno messo sul tappeto tutte le difficoltà che quotidianamente incontrano nello svolgimento del loro compito istituzionale. Questa lettera è stata scritta in maniera bipartisan da amministratori di centrosinistra (Enzo Bianco, Antonio Decaro, Giuseppe Falcomatà, Daniele Manca, Roberto Scanagatti, Bruno Valentini) e di centrodestra come Guido Castelli, Umberto Di Primio, Paolo Perrone.

All’appello si è aggiunto un lungo elenco di sindaci, anche di importanti città italiane, come Piero Fassino (sindaco di Torino) e Dario Nardella (sindaco di Firenze) che hanno voluto sottoscrivere la lettera esprimendo il loro totale assenso nei confronti degli aspetti enunciati in forma epistolare e chiedendo implicitamente un maggiore supporto da parte delle istituzioni sovra-territoriali. In particolar modo, gli amministratori locali lamentano di essere costantemente sotto la lente di ingrandimento dell’opinione pubblica, oggetto di scontro politico, e a volte diventano capro espiatorio di situazioni che hanno responsabilità molto più ampie.

Chiedono maggiore supporto, anche economico, da parte del Governo per adempiere alla programmazione e agli obiettivi prefissati, e risorse oculate per assumere personale qualificato che contribuisca a migliorare i servizi ai cittadiniFare il Sindaco è diventata una missione sempre più complessa” commenta Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria, uno dei firmatari della lettera che per giorni ha animato il dibattito pubblico. “Il primo Cittadino è ormai divenuto il principale, se non l’unico, catalizzatore delle aspettative della gente, il più delle volte ben oltre le sue competenze. I cittadini chiedono risposte e i Sindaci rappresentano un avamposto, spesso solitario, delle istituzioni sul territorio. E non è facile dare seguito a queste aspettative, soprattutto con la fase di difficoltà finanziaria che vivono molti enti locali in Italia” aggiunge il primo cittadino calabrese.

Decidere significa imboccare una strada che inevitabilmente esclude altri possibili percorsi. Fuori da ogni retorica, la linea amministrativa, basata spesso sulla coerenza degli obiettivi annunciati (in campagna elettorale), a volte, rischia di cozzare con la realtà dei fatti e dei bilanci quando poi ci si insedia consiglio comunale. Infatti, quando la giunta è ormai composta (e talvolta anche in fase di composizione) iniziano i veri problemi perché bisogna fare i conti con la situazione presente e anche con l’operato delle precedenti amministrazioni. A quel punto accade che gli obiettivi programmatici prefissati rischino di sgretolarsi o quanto meno di ridimensionarsi. A volte succede che bisogna perfino deviare rispetto alle premesse (e alle promesse) fatte ai propri concittadini, pur tenendo conto che l’interesse collettivo deve essere preponderante.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore