giovedì, Luglio 18

Quanto è difficile creare un’app? Per creare il prodotto finale, è assolutamente necessario sapere programmare. Meglio spendere poco più ma rivolgersi a sviluppatori vicini ed affidabili

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Questa è una domanda molto diffusa e, in realtà, non esiste una risposta univoca. Il termine ‘app’ – connessa alla app economy – copre infatti una varietà di scenari differenti, da imprese straordinariamente complesse a gadget incredibilmente semplici. Ad esempio, l’app ‘Yo originariamente aveva solamente una funzione: inviare la parola ‘Yo’ a un altro utente. Nient’altro. A volte sono proprio le idee più semplici quelle che hanno più successo. L’app ha raccolto 1,5 milioni di dollari di finanziamento… sicuramente un successo per qualcosa che sembra quasi uno scherzo.

Dall’altro lato, ci sono applicazioni che hanno richiesto anni o addirittura decenni per dare una soluzione a problemi più complessi riguardanti matematica, scienze, economia e sicurezza. Sviluppatori di app autodidatti potrebbero realizzare la prossima ‘Yosenza troppi problemi, ma per quanto riguarda altre applicazioni sofisticate è richiesta sicuramente la mano di esperti con conoscenza molto più approfondita.

Ecco perché la risposta ‘dipende’ alla domanda titolo di questo articolo.

In generale poi, non è solo la complessità di un’app, ma è anche come questa al finale deve apparire a determinare la difficoltà della sua realizzazione. Una società di sviluppo tecnologico, come ad esempio Yeeply.com, solitamente divide il lavoro di sviluppo delle app in differenti fasi:

  1. Ricerca e Pre-pianificazione: in questa fase, vengono definiti concetti di più ampio raggio come lo scopo dell’app ed il mercato di riferimento. È inoltre necessario effettuare una ricerca sulle offerte dei concorrenti e su altri argomenti pertinenti.
  2.  Prototipazione mentale e disegno: è qui che si inizia a fare un piano concreto su come andrà effettivamente a funzionare l’app. Ciò comporta l’individuazione dei principali elementi di progettazione e del flusso di utenti.
  3.  Valutazione della fattibilità tecnica: le app hanno requisiti tecnici complessi. Prima di poter creare un’app, è necessario esaminare il sistema di back-end che supporta l’app e ricercare le API e altri sistemi necessari per assicurarsi che possano supportare in modo fattibile la funzionalità che si sta tentando di fornire.
  4. Prototipazione: durante la prototipazione, si costruisce un modello di prova del concetto per testare e perfezionare l’app. Da qui si andranno poi a correggere gli errori o a migliorare le funzionalitá.
  5. Progettazione e sviluppo, codifica, test, raffinazione: qui vengono corretti tutti gli errori rilevati durante la prototipazione e si procede a realizzare la versione finale dell’app, pronta per il lancio sul mercato. L’intero processo può richiedere un team considerevole di specialisti, a seconda di cosa si sta costruendo. È anche la parte del progetto che richiede la conoscenza più specializzata.
  6.  Il lancio: questo è il momento in cui l’app entra ufficialmente nel mercato.

Non c’è modo di evitarlo: la costruzione di un’app richiede – almeno un minimo, nei casi più semplici – formazione tecnica. Per creare il prodotto finale, è assolutamente necessario sapere programmare. Da qua non si scappa.

Per quanto riguarda i costi dello sviluppo di app, questi possono variare considerevolmente, a seconda della difficoltà di realizzazione e, di conseguenza, del numero di specialisti richiesti per svilupparla. Uno dei maggiori costi per la realizzazione di un’app è infatti il tempo del team di specialisti. Una squadra di sviluppo di app per dispositivi mobili di solito è costituito da circa quattro membri, che potrebbero lavorare fino a sei mesi per far decollare l’app.

E questo è solo quello che riguarda il lavoro vero e proprio richiesto per la realizzazione. Non sono da dimenticare infatti le spese legali per proteggere il prodotto e limitare la responsabilità, le tasse di licenza del software, i costi di contabilità ed eventuali altri costi associati alla della gestione di un’eventuale impresa connessa con lo sviluppo app. Non dimentichiamoci però che esistono anche molti finanziamenti per start up ed innovazioni tecnologiche, è quindi bene informarsi in questo senso.

Alcune aziende potrebbero pensare di aggirare i costi maggiori esternalizzando lo sviluppo di un’app in Paesi dove la forza lavoro costa meno, come ad esempio in India. C’è da tenere a mente però che questa soluzione riduce  i costi, ma presenta altre importanti insidie, in particolare per le piccole imprese, come ad esempio le barriere linguistiche, il fuso orario e problemi di controllo qualità che sono più difficili da risolvere quando non si ha esperienza nella creazione di app e si stai lavorando con un team così lontano. Ecco perché in questi casi è meglio spendere poco piú ma rivolgersi a sviluppatori di app vicini ed affidabili, come Yeeply.com.

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