mercoledì, Marzo 20

Putin: ‘Ritiro Usa dalla Siria per ora solo virtuale’ Il presidente russo: 'Il mondo sta sottovalutando il pericolo di una guerra nucleare'

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Il ritiro degli Usa dalla Siria? Positivo ma ancora non ci sono segnali che fanno pensare ad un imminente addio. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin affermando che in Afghanistan le truppe americane sono presenti da 17 anni nonostante i continui annunci di un ritiro. La ministra francese per gli Affari europei, Nathalie Loiseau, ha annunciato che la Francia resta militarmente impegnata in Siria, perchè «la lotta contro il terrorismo non è finita».

Ma il ritiro americano dal nord-est della Siria non è piaciuto alle forze curdo-siriane, secondo cui è «prematuro e pericoloso». «La guerra all’Isis non è terminata. Lo ‘Stato islamico’ non è stato sconfitto», affermano i vertici delle Forze democratiche siriane (Sdf). Anche l’ex ministro della difesa di Israele, Avigdor Lieberman, ha avvisato che la decisione Usa potrebbe portare ad una guerra al nord tra Israele e le forze sostenute dall’Iran.

Intanto il premier Benyamin Netanyahu, dal canto suo, annuncia che Israele «continuerà ad agire con forza contro i tentativi dell’Iran di arroccarsi in Siria. Intensificheremo gli sforzi e so che lo faremo con il pieno sostegno e appoggio degli Usa». Mentre la Turchia, come ha ammesso il ministro della Difesa Hulusi Akar, sta lavorando alla preparazione di un’operazione militare contro le milizie curde dell’Ypg, nel nord della Siria a Manbij e a est del fiume Eufrate.

Putin che invece ha lanciato anche un altro monito: «Il mondo sta sottovalutando il pericolo di una guerra nucleare», sottolineando come lo ‘sfacelo’ del sistema di deterrenza internazionale, acuito dalla decisione degli Usa di uscire dal trattato Inf, aumenta l’incertezza. E ha confermato: «Le armi della Russia servono a mantenere la parità strategica e se arriveranno i missili in Europa poi l’Occidente non squittisca se noi reagiremo. Ma io confido che l’umanità avrà abbastanza buon senso per evitare il peggio». Il tutto a poche ore dall’annuncio di nuove sanzioni da parte dagli Usa nei confronti della Russia, motivate con una «prolungata inosservanza delle norme internazionali».

Migranti e rifugiati subiscono ‘orrori inimmaginabili’ in Libia. A dirlo un rapporto delle Nazioni Unite che descrive gli abusi subiti da donne, bambini e uomini dal momento in cui entrano in Libia, durante la loro permanenza nel Paese e mentre tentano di attraversare il Mediterraneo.

In Francia, firmato l’accordo fra i tre principali sindacati di polizia, in agitazione da diversi giorni, e il ministero dell’Interno. I poliziotti, tra le varie misure approvate, avranno un aumento di stipendio immediato di 40 euro (dal mese di gennaio), una cifra che sarà aumentata di 30 euro a luglio 2019 e di altri 30 euro a luglio 2020.

In Egitto, otto componenti del movimento ‘Hasm‘, braccio armato dei fratelli musulmani, sono stati uccisi e altri 4 sono stati arrestati con l’accusa di aver pianificato attentati a obiettivi sensibili copti durante le celebrazioni per le festività natalizie. L’operazione sarebbe avvenuta nell’ambito degli sforzi condotti dal ministero per sventare i piani ostili dei fratelli musulmani volti a destabilizzare il Paese.

In Yemen invece, La Coalizione araba a guida saudita ha bombardato una base aerea delle milizie Houthi a Sanaa, dove sono stati distrutti anche un lancia razzi e un drone.

Chiudiamo con il Marocco, dove le e autorità hanno arrestato altri tre sospettati per l’omicidio di due turiste scandinave nelle montagne dell’Atlante. Un primo sospetto era stato fermato martedì e secondo il procuratore marocchino sarebbe affiliato a un gruppo islamista.

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