mercoledì, Giugno 26

Psicodramma PD. O forse Psyco Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 16

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E, dunque sabato prossimo, 7 luglio (2018, e in questo caso è una notizia), si riunisce finalmente l’Assemblea Nazionale del Partito Democratico. I tempi sono stati infine accelerati, sul ritardo, perché il rischio concreto, a breve, era quello della scomparsa non dell’Assemblea ma del PD medesimo. A tutti i pensionati che indecisi tra guardare i pescatori pescare (gli allevatori allevare, i commercianti commerciare, i baresi barare) oppure passare un pomeriggio nei Centri commerciali, dove c’è un bel fresco e spesso assaggini promozionali gratuiti, suggeriamo il divertimento amaro dell’Assemblea del PD. (Anche lì, comunque, aria condizionata garantita. Pare). Il segretario sconfitto a fine 2016 sul Referendum Costituzionale e Istituzionale, e risconfitto a inizio 2018 alle Elezioni politiche nazionali, ‘riapparirà’ per la prima volta organicamente (nel senso che ha promesso un discorso organico su tutto quanto è successo, vietato pensare al doppio senso). O forse riapparirà soltanto come ‘il Natale delle elezioni passate’, con buona pace di Charles Dickens. Difficile possa esserlo anche di future. Ma si vedrà che ne sarà del PD, e di Matteo Renzi.

Per l’intanto Renzi è imbizzarrito per i non pochi che stanno mettendosi in coda alla scia, che appare divenire via via più poderosa, del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. E promette, o minaccia: «Nei prossimi giorni farò chiarezza». Spiega nel dettaglio: «Il PD ha perso la maggior parte dei ballottaggi e qualcuno ha dato a me la responsabilità. Ancora? Mi fa piacere essere considerato l’alibi per tutto, ma questa lettura del voto è poco più che una barzelletta. Credo necessario fare chiarezza: scriverò sul PD con calma nei prossimi giorni in vista dell’Assemblea». E, ricordandosi di essere stato Presidente del Consiglio affonda verso i nuovi inquilini di Palazzo Chigi: «Il tempo vola e il nuovo Governo ha già compiuto un mese. Decreti approvati: due. Uno per dare una proroga ai benzinai sulla fatturazione elettronica, uno per affrontare la questione del Tribunale di Bari. Tanti spot sui giornali, ma tra un censimento e l’altro c’è qualcuno che possa censire, o almeno ricordare, tutte le promesse della campagna elettorale?». Comprese le sue, verrebbe da dire.

Intanto Zingaretti procede imperterrito e deciso, pronto a rilanciare il futuro del PD come ha chiarito in quella sorta di Annuncio di discesa in campo e Manifesto programmatico che ha appena esplicitato al ‘Corriere della Sera’. La sua proposta per rilanciare il Partito in (grave) sofferenza consiste nel saper includere e valorizzare le forze produttive, le energie popolari e sociali, in una forma-partito radicalmente democratica, capace di conciliare una forte leadership collegiale e decisioni dal basso. Il patetico Martina (Maurizio), Segretario autoreggente, va intanto a Napoli, invocando la necessità di «ripartire dal Sud per giovani e lavoro». Probabilmente, vista l’inutilità teorica e pratica di tale affermazione, lo fa per vincere il premio al milionesimo che la ripeta. Su ‘L’Indro’ di giovedì 28 giugno, in ‘PD: che fare?’ avevamo affrontato prioritariamente la questione della corsa per la Segreteria. Ma l’appuntamento dell’Assemblea Nazionale di sabato sembra sempre più assumere le dimensioni di uno psicodramma collettivo e forse più che di giornalisti, sociologi, politologi, per esaminare ed interpretare quello che sta accadendo da quelle parti (che sembrano sempre più i dintorni del Motel di Norman Bates in Psyco) servirebbe più che altro uno psichiatra. Ma di quelli bravi.

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’