venerdì, Agosto 23

Grecia tra proteste, Troika e Pil e che affonda

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La Grecia continua a vivere il suo momento di profonda crisi. Violenti scontri sono scoppiati nelle ultime ore ad Atene fra polizia e contadini arrivati da Creta per protestare contro le nuove tasse. Pietre e cassonetti dati alle fiamme da parte dei manifestanti, con le forze dell’ordine che sono state costrette ad intervenire con gas lacrimogeni e manganelli, il tutto per impedire che penetrassero nel ministero dell’Agricoltura.

Nel mirino, come detto, l’aumento delle tasse sugli agricoltori e dei contributi per le pensioni nel settore agricolo, misure che si sono rese necessarie, secondo il governo, per mantenere gli impegni con l’Europa e continuare sul piano di austerity già varato dall’esecutivo, con l’avallo della Troika. E proprio i rappresentanti internazionali sono tornati ad Ateneper discutere con Alexis Tsipras le nuove riforme strutturali che il Paese deve attuare per sbloccare i fondi per il terzo salvataggio della Grecia, che sembra non voler uscire dalla crisi. Una nuova recessione è in atto, con un Pil che ha registrato un calo dell’1,2% nell’ultimo trimestre del 2016, mentre gli analisti prevedevano ‘solo’ un calo dello 0,4%. Numeri che preoccupano i greci e l’Europa intera, visto che il dato rischia di mettere ulteriore pressione sui negoziati tra Atene e i creditori internazionali per la la seconda revisione del terzo programma di salvataggio da 86 miliardi di euro.

E non è tutto:  secondo i dati di gennaio comunicati dalla Banca di Grecia, le famiglie (per 0,562 miliardi) e le imprese (per 0,972 miliardi) hanno ritirato 1,534 miliardi di euro dai depositi bancari a gennaio rispetto a dicembre 2016, portando così il livello totale dei depositi a 119,75 miliardi, il livello più basso dal 2001.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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