venerdì, Agosto 23

Propaganda elettorale, razzismo, cattiveria à gogo Dalla TAV, al reddito di cittadinanza, alla legittima difesa, fino ai vaccini, a guidare l’azione di Governo i peggiori sentimenti che i due contraenti il contratto per anni hanno alimentato nella popolazione

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Partito, a quanto pare, il mitico reddito di cittadinanza.
Ottima cosa, per carità, che sarebbe perfetta e da salutare con una standing ovation, se non fosse stata fatta, per semplice impuntatura politica, interamente a deficit come la altrettanto mitica ‘quota 100’, tanto vero che l’UE ha imposto di tenere da parte 2 miliardi per tamponare eventuali falle, che il Governo millanta come sua iniziativa. Il problema è che la sua evidente natura propagandistica (anzi la loro, dato che quota 100 è esattamente la stessa cosa) ha indotto ad affrettare convulsamente le cose, per cui nulla è realmente pronto, molte cose andranno definite e moltissime situazioni rischiano di essere alla fine illecite. Per di più i famosi ‘Nocchieri del Missipipì’ non si vedono e non si vedranno per un pezzo.

Che dire? Due semplici cose. Ora, se è vero, come sbraitano continuamente gli stellini (sì sbraitano, fateci caso, in TV urlano come matti per impedire ad altri di dire la loro … Berlusconi ha fatto scuola!), che dovunque possono verificarsi imbrogli e che ciò non basta a fermare una cosa così importante, è anche vero che con un minimo di prudenza e di cautela si sarebbe potuto evitare qualche abuso, dato anche che, trattandosi di soldi dati a persone comunque poco abbienti, ottenerli indietro non sarà facile, ma specialmente (qui la Casaleggio secondo me non ci ha pensato) il primo cui verrà richiesta la restituzione si straccerà le vesti in pubblico per la cattiveria di togliergli due soldi essendo lui (comunque) un poveraccio. Però (forse ritiro la critica alla Casaleggio), tutto ciò accadrà dopo le elezioni, mentre l’annuncio dei primi versamenti (immagino i TG a reti unificate invase da Di Maio col microfono incorporato … ci avete fatto caso? Ora va in giro così, come Crozza, secondo me se lo monta la mattina quando fa la barba), sarà dato quindici giorni prima delle elezioni. Ma siccome abbiamo a che fare con statisti di vaglia, sicuramente non è per questo che hanno fatto così … è solo un caso.

L’altro aspetto negativo, come dicevo, è che iNocchieri del Missipipìnon ci sono e non ci saranno per un bel pezzo. Il che significa che è del tutto ovvia sia la natura assistenziale del provvedimento, sia il fatto (e questa è la cosa più grave) che almeno per un anno e più, di offerte di lavoro (posto e non concesso, che di lavoro ce ne sia) non se ne vedranno, con certa gioia dei beneficati. Però si materializzeranno molte persone che vorranno lavorare otto ore per i rispettivi Comuni, non si capisce per fare che e a spese (assicurazioni eccetera) di chi.

Intanto, neanche si trattasse di una trattativa sindacale, il Governo, presieduto dall’esperto in biliardo Giuseppe Conte, siriunisce ad oltranzaper decidere sul TAV. Cosa significhi riunirsi ad oltranza per decidere, solo dio e Di Maio lo sanno … a meno che non si aspetti fino a vedere il primo che sviene per decidere in sua ‘assenza mentale’.
Quando partecipavo ai Consigli di Facoltà (ben peggio di una trattativa sindacale o politica) si diceva, senza sorridere, che vinceva l’ultimo che riusciva a trattenere la pipì. Vedremo se sarà così anche stavolta, ma sono certo che Salvini indosserà un robusto catetere. Ma insomma, tutticontanosulla abilità mediatoria di Conte, che, al di là della involontaria ironia della affermazione, non si capisce che cosa abbia da mediare: o sì o no, se no che fanno un binario sì e uno no? E dovrebbe essere sì, per evitare il finimondo, ma specialmente la stupidità e l’autolesionismo.

Contemporaneamente, in Parlamento, del quale ogni tanto ci si ricorda che è titolare del potere legislativo, ormai interamente espropriato da questo Governo illiberale, si discute la questione della legittima difesa. Una modifica dell’articolo 52 del codice penale, al solito verbosa e ridondante (ma Rocco non esiste più, purtroppo … e sì che era fascista, ma il suo codice è, era, una meraviglia) il cui unico senso è quello di stabilire che la legittima difesa si presume tale, cioè legittima, se chi agisce lo fa a casa sua e in stato di grande agitazione, anzi, testualmente, digrave turbamento’. Lo scopo è tanto evidente quanto stupido e puramente propagandistico, io infatti non condivido le grida eccessive contro questa assurdità. In ogni caso, infatti, sarà un giudice a dovere decidere: a. se c’è una difesa, b. se accade in casa propria, c. se c’è questo strano coso, il grave turbamento, se non altro per accertare se non è per caso un ‘turbamento’ amoroso, ma poi ‘grave’ che significa? Sarà comunque sempre il giudice a dover valutare, come accade oggi, solo che perderà molto più tempo a danno proprio di chi siè difeso’. A parte ciò, ‘turbamento’ (vocabolario Treccani) in senso intransitivo (Di Maio, calma, i verbi sono transitivi e intransitivi a seconda che abbiano o meno un complemento oggetto … beh, il resto se lo faccia spiegare da Casaleggio) vuol dire: «il turbarsi dell’animo o della mente; stato di alterazione psichica provocato da fatti emotivi», nota bene, ‘fatti emotivi’ non ‘fatti’ e neanche ‘stati’. Cioè il giudice dovrà accertare se per caso il difensore non sia affetto da turbamento amoroso, algesico, politico, sociale, ecc. Sorvolo sul fatto che in grave turbamento potrebbe essere stato messo proprio il presunto aggressore dal proprietario. E insomma, evviva gli avvocati, ne vedremo delle belle. Certo che il senso politico di questa legge, specie per il modo in cui viene illustrata («se uno entra in casa mia io gli sparo e basta»), è in senso inverso alla civiltà, non solo giuridica, ma alla civiltà in senso proprio.

Tutto ciò per dire che il Governo fa cose sbagliate o cattive o altro? Assolutamente no: lo sappiamo cosa fa questo Governo, non c’è nulla di nuovo.

Tutto ciò, invece, sarà il primo pesantissimo parametro di valutazione della nuova segreteria del PD, perché su questo (e sul TAV) si misurerà la volontà e la capacità di Nicola Zingaretti e dei suoi di difendere i principi fondamentali della società civile e dell’equilibrio dei conti in una visione prospettica sul futuro del Paese.

Vedremo. Spero che almeno Zingaretti capisca che ora si deve parlare chiaro, chiamare le cose con il loro nome, evitare i compromessi e le ambiguità (prima fra tutte, che si fa con Calenda?), avere il coraggio di dire a chiare lettere che le forze politiche oggi al Governo hanno per anni alimentato i peggiori sentimenti della popolazione, con particolare riferimento al razzismo, divenuto una sorta di fiore all’occhiello di molti italiani, con il corollario della cattiveria. Quella ad esempio, che trasferisce di forza dei lavoratori migranti sfruttati ancora più lontani dal posto di ‘lavoro’ (sfruttamento), evitando di fare l’unica cosa che un Governo civile dovrebbe fare: garantirgli condizioni di vita decenti e salari civili e non trasformarsi di fatto in complice di chi li sfrutta.

E infatti per non smentire la propria rozzezza umana e ‘culturale’, Salvini scrive a Giulia Grillo, Ministro inizialmente no-vax della Sanità ora non si sa, di predisporre una circolare per permettere ai bimbi non vaccinati di andare a scuola benché non vaccinati: la legittima difesa se si avvicinano a casa tua, ma se ti infettano e tu muori, il Ministro Salvini non solo non ti difende, ma crea le condizioni perché ciò accada.
Poi, speriamo che Zingaretti trovi il modo di parlare forte e chiaro anche su ciò, invece di ribadire la formula della ‘vocazione maggioritaria’ del PD: porta male, lasciate perdere!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.