sabato, Dicembre 7

Primo Comitato Spazio del Conte Bis: inizio con promesse Circa la realizzazione, si vedrà. Certamente il primo banco di prova delle buone intenzioni è Space19+, che si svolgerà a fine mese a Siviglia

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L’11 novembre si è svolta la prima riunione del Comitato Interministeriale per lo Spazio. Era presente il premier Giuseppe Conte, il cui Governo si è insediato il 5 settembre scorso. Finalmente -diciamo noi- è venuto il tempo anche dello spazio!

«Una strategia mirata per orientare tutte le attività del comparto alla crescita del Paese» sono state le parole di Riccardo Fraccaro, il Sottosegretario che ne ha delega. E noi siamo fiduciosi che l’Esecutivo nazionale tenga nella giusta considerazione il settore, definito dagli stessi presenti «di fondamentale importanza per l’Italia» tanto che il Governo «intende promuovere una strategia di politica spaziale mirata, con l’obiettivo di orientare tutte le attività del comparto alla crescita del Paese».

Alla prima esternazione hanno partecipato i Ministri di Difesa Lorenzo Guerini e il Ministro dell’Innovazione Paola Pisano, il segretario del Comitato amm. di squadra Carlo Massagli e Giorgio Saccoccia, Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana.

L’agenda dei prossimi giorni è cruciale: la Ministeriale, ovvero la conferenza dello spazio Space19+, che si svolgerà a fine mese a Siviglia, che fa seguito alla Intermediate Ministerial Meeting, organizzata il 25 ottobre 2018 presso il Centro Europeo di Astronomia Spaziale a Villanueva de la Cañada, pone numerosi interrogativi alle istituzioni dei singoli Paesi partecipanti.
Certo è che in quella sede -o forse già prima- si deciderà il futuro dello spazio europeocon programmi su cui investire che valgono circa 12,5 miliardi ripartiti poi sulle grandi industrie che svolgendo principalmente il ruolo di sistemisti, spartiscono con un grosso indotto di piccole e medie imprese una torta assai promettente. Ovvero lavoro, creazione di ricchezza e di tecnologia, gettito fiscale.
I campi su cui operare, come è noto, sono strategici, e se le applicazioni saranno essenziali per la sorveglianza del territorio e per la geolocalizzazione. Importa sottolineare che i ministri preposti dovranno garantire con il loro impegno economico, le opportunità per fare in modo che i paesi di appartenenza siano in grado di fornire mezzi e tecnologie in grado di sostenerne lo sviluppo.

Come dicevamo, la posta è in gioco e per quanto la struttura dell’Agenzia Spaziale Europea, regista indiscusso della manovra, abbia una posizione assolutamente pacificanon sarà un caso che ci siano anche le forze armate a guidarne le battute. Personale assolutamente di alta qualificazione, ma con un occhio opportuno puntato alle proprie discipline.

Dunque, programmi civili ma con una valenza strategica di primo piano, dato che in un precedente Comitato si ammise che l’ambiente spaziale si configura oggi come una dimensione altamente congestionatacontesa e competitivai cui equilibri risentono gradualmente delle minacce di tipo asimmetrico e degli effetti della commercializzazione, aspetto quest’ultimo, che richiede costante attenzione.
L’Asi svolge un ruolo essenziale sul piano della ricerca scientifica e dello sviluppo del sistema Paese, dunque con una valenza importante nelle trattative, ma deve aver ragione Fraccaro quando afferma: «Il nostro obiettivo è rafforzare il ruolo di primo piano dell’agenzia a livello internazionale», perché al momento, in una continua ripetizione di scandali e polemiche, nella vita che l’ha accompagnata, il braccio operativo del Ministero della Ricerca non ha mai mostrato un polso forte. Forse perché i suoi presidenti , più che aver rivelato le capacità per cui erano stati designati, hanno sempre prestato un eccessivo servilismo al potere che li ha indicati. Un esempio, lo ammettiamo, in cui la politica non ha fatto il suo dovere di pianificazione tecnologica, ma più di assoggettamento ai propri interessi.
E prendiamo ancora con favore le parole del Sottosegretario: «Il Governo intende promuovere, anche in virtù della riforma della governance dello spazio, la massima sinergia con l’Asi fornendo gli indirizzi politici e coordinando le politiche del settore». Un principio che ci sta benissimo, se sarà seguito dai fatti, perché fino ad ora si sono visti sempre con maggior attenzione i territori su cui sono dislocate queste o quelle imprese, considerandoli veri e propri bacini elettorali. Un male endemico che non è servito nemmeno ad assicurare la continuità, vista la mortalità sempre precoce dei governi italiani.

Siamo fiduciosi che l’ufficio che assiste il Presidente del Consiglio nel coordinamento interministeriale, assicuri come suo dovere il supporto generale per il coordinamento e garantisca il funzionamento delle riunioni del Comitato con una serie di compiti di gran peso quali il coordinamento della tutela di interessi essenziali di sicurezza dello Stato.

Ora il governo sta valutando con serietà la questione: «Grazie ai programmi spaziali nazionali, alle cooperazioni bilaterali e alla partecipazione ai progetti internazionali l’Italia può disporre di servizi e prodotti che vengono impiegati dalle istituzioni per sostenere le politiche mirate allo sviluppo del sistema Paese e al miglioramento della qualità della vita», ha proseguito Fraccaro. È un buon motivo per sostenere la ricerca nel settore, promuovere l’utilizzo di servizi e applicazioni spaziali e rafforzare il ruolo a livello internazionale? Sinceramente pensiamo di sì, e se c’è l’intenzione di dare sempre di più priorità ai settori di eccellenza del nostro Paese, come l’osservazione della Terra e i sistemi di accesso allo spazio, ne saremo soddisfatti, e incoraggeremo che farà funzionare in tal senso la macchina statale. Se si porteranno a buon fine i più importanti progetti internazionali, a partire dalla nuova missione lunare Artemis e dal progetto di esplorazione di Marteavremo la misura che questa volta il governo abbia deciso di dare un avvio di modernità al suo operato. Per il momento non ci lasciamo affascinare dalle parole, ma staremo attenti ad osservare le azioni.

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