mercoledì, Settembre 23

Prezzo del carburante, una discesa scenario possibile Nell’ultima settimana, un impianto medio di carburanti, ha venduto un -75/80 %, in campo raffinazione con un – 35 %. Se la situazione non avrà una correzione di mercato a stretto giro, sicuramente anche i prezzi alla pompa dovranno adeguarsi al ribassi

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Situazione attuale, oggi 20 Marzo 2020: Petrolio vicino ai 27 dollari al barile in continua discesa.
E’ partiamo proprio da qui e da questa situazione che ha subito un forte e repentino cambiamento solo da una settimana all’altra
(vedasi quanto abbiamo detto scorso venerdì)

Sono in tanti in questi giorni che mi chiedono se, visto l’andamento del prezzo del petrolio in continua discesa, non possa seguire anche un vertiginoso calo dei prezzi della benzina e, perché ancora non c’è stato.
Prima di rispondere a questa domanda, però,bisogna analizzare, dati alla mano, alcuni elementi di fondamentale importanza che contribuiranno agli scenari futuri e alla determinazione dei prezzi sulle Stazioni di Servizio

Oggi una pompa di benzina o il gestore, da contratto con la Compagnia Petrolifera, su un contratto di gestione (così è chiamato il Contratto commerciale che lega il Benzinaio alla Compagnia Petrolifera), guadagna circa 3 centesimi di Euro a litro venduto attraverso sistema di ‘self-service’ e circa 5 centesimi di Euro sul servizio del ‘servito(con Operatore). Vuol dire che ogni volta che viene venduto un litro di benzina nella stazione di servizio, quel gestore guadagna circa 3/5 centesimi.
In questo modo diamo evidenza anche ai Lettori di quale sono i veri guadagni sul carburante e quanto una pompa di benzina fatica a vivere se non ha al suo interno anche i servizi Non-Oil (bar, lavaggio, ed altri) che, concorrono con soddisfazione al guadagno dell’Impianto ed al regime economico generale.

Detto questo, ad oggi la situazione, da dati reali pervenuti nella Divisione Rete Carburanti di FederPetroli Italia, sono quelli che, nell’ultima settimana, un impianto medio di carburanti, da venerdì 6 marzo a venerdì 13 marzo, ha venduto circa 2.000 litri di carburante, con una differenza del venduto dalle scorse settimane che varia di un -75/80 %.

E’ facile fare il calcolo che quel gestore, a lordo di imposta, con duemila litri ha guadagnato(considerando 5 €/Litro) circa 100 Euro in una settimana, decurtato tasse, costi, telefonia ed altro, arriviamo al limite di un costo di un panino, senza la bevanda!

Questa è la situazione di oggi, non solo, le aziende che trasportano carburante hanno avuto un altrettanto calo da evidenza che un trasportatore che in genere giornalmente veicola circa 80 automezzi (autobotti) negli ultimi giorni ha avuto uscite giornaliere per circa 4/7 autocisterne.

Situazione difficile come in tutti i settori, però, ancora i prezzi del carburante restano alti.

Nonostante il Covid-19, le raffinerie stanno continuando a raffinare (processo dal petrolio grezzo all’ottenimento di benzina e gasoli) greggio che è stato acquistato ad un determinato prezzo pre-Coronavirus.

E’ come se tutti i negozi di maglioni invece di vendere un capo a 100 euro, dovrebbe scontarlo di colpo a 10 euro, perché nell’ultima settimana il costo della lana è diminuito vertiginosamente.

La situazione delle raffinerie in Europa non è meno complicata. Nonostante il calo del prezzo del greggio e la situazione, le raffinerie come industria necessaria ai consumi giornalieri sono operative, anche se con riduzione di personale e adeguamento ai Decreti Legge e alle disposizioni di ogni singolo Stato.

Ad oggi si lavora in campo raffinazione con un – 35 % e con un surplus di carburante nei depositi che non si riesce a smaltire, se consideriamo che il trasportato esce meno perché il consumo è diminuito e l’impianto carburanti vende meno per poco traffico, la scala del valore industriale rallenta di conseguenza.

Però oggi tutte le raffinerie del mondo sono nella stessa situazione, ovvero c’è petrolio e carburante in abbondanza, e questo porta anche ad un deprezzamento, specialmente per la materia prima principale: il Petrolio grezzo di diversa qualità sulle piazze internazionali petrolifere.

Se la situazione non avrà una correzione di mercato a stretto giro, sicuramente anche i prezzi alla pompa (costo del carburante) dovranno adeguarsi al ribasso, il problema è l’altro lato della medaglia che non sarà indolore per l’indotto industriale dellOil & Gas, ovvero ci saranno sicuramente degli adeguamenti strutturali nelle aziende per far fronte a tutto questo.

Sul piano sindacale sono già iniziati alcuni incontri volti ai piani di possibili licenziamenti e cassa integrazione e, come tutti i settori, anche le grandi compagnie petrolifere e grandi aziende dell’indotto, prima di fare i conti con i prezzi del petrolio dovranno confrontarsi con una realtà interna e sociale che non sarà una passeggiata.

La crisi che stiamo attraverso non è un mistero che abbia colto all’improvviso tanti. I possibili piani di Intervento industriali che oggi si accennano sono vani, e come tali non possono, alla data odierna, ancora prevedere quella che la situazione riserverà all’indotto industriale e quali saranno le peggiori conseguenze.

L’Energia è indispensabile, parlo di tutte le forme di energia, ma nell’essere tale, in questa ‘strana situazione’ vedremo fotografie economiche a cui non eravamo certamente preparati e per forza di cose, si adeguerà anche il prezzo del carburante.

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Sull'autore

Michele Marsiglia è presidente della FederPetroli Italia. Da più di 20 anni si occupa di progetti strategici nell’Oil & Gas internazionale. Oltre agli studi Economici Aziendali, durante la Crisi Asiatica del 1997 perfeziona la propria esperienza alla Borsa di New York (New York Stock Exchange) sulle analisi dei principali Mercati Finanziari internazionali con particolare riferimento agli strumenti derivati Futures, scambiati sulla piazza merci di Chicago. Inizia la sua carriera negli Approvvigionamenti Strategici in Outsourcing, approdando dopo alcuni anni all’Agip Petroli (oggi ENI Group) per poi gestire alcuni processi di sviluppo per importanti Raffinerie e Società Petrolifere. Da anni la sua figura è chiamata a rappresentare aziende dell’indotto industriale per Agreement strategici e di Relazioni. Fondamentale il suo coinvolgimento in Libia e in parte del Medio Oriente con particolare riferimento ai nuovi giacimenti di petrolio e gas Offshore e Onshore. Fu l’unico membro con FederPetroli Italia a relazionare in Audizione alla Camera dei Deputati con l’allora A.D. di ENI Paolo Scaroni sulla delicata situazione della nascente crisi libica nel 2011 e la verifica degli Asset Strategici nel paese nordafricano. Ha dato vita nel 2009 a “Operazione Trasparenza” iniziativa per spiegare nel nostro paese che cosa vuol dire Petrolio e Gas. E’ Consulente di Direzione ed Advisor Board per i Rapporti Istituzionali di importanti aziende petrolifere e del Non-Oil. Docente in diversi corsi di specializzazione (post diploma e post-laurea) con collaborazioni in diverse Università. Membro di Comitati Scientifici negli Organismi di studio geopolitico, da anni affronta le tematiche del Medio Oriente e del Continente Africano focalizzando l’interconnessione delle dinamiche economiche, politiche e del dialogo interreligioso nonché esperto delle nuove tecniche di ricerca petrolifera attraverso il Fracking, sviluppate principalmente negli U.S.A. È chiamato come relatore a conferenze e seminari in ambito internazionale, oltre ad essere presente con propri articoli e pareri tecnici sulla principale stampa nazionale e straniera. Complessivamente è autore di numerose pubblicazioni (papers, articoli), il suo nome appare spesso in articoli pubblicati sui principali media internazionali e nazionali, è spesso ospite in trasmissioni televisive e radiofoniche. Definito da tanti un’abile lobbista, in realtà ha sempre dichiarato: ‘’….prendo caffè in giro per il Mondo e stringo mani…...tutto qui’’.