domenica, Aprile 5

Presto quasi per tutti il volo senza gravità La corsa al turismo spaziale può rappresentare la commercializzazione di una fascia bassa di prodotti ma sicuramente di un forte interesse economico.

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Chi si è lasciato affascinare dalle missioni spaziali ha forse tutti i diritti di pensare che l’uomo nella sua potenza possa essere in grado di superare ogni difficoltà e quindi di spingere la propria razza oltre ogni limite prefissato. Si è iniziato con qualche passeggiata sulla Luna, il corpo celeste più vicino alla Terra, poco più di 380.000 km. Un affare da poco, qualcuno penserà, dopo aver superato tanta distanza con la propria autovettura. In effetti le cose non stanno proprio così…

Ora si pensa a Marte. Dopo la Luna è il mondo che ci dista di meno, che nel momento di massima vicinanza alla Terra, avvenuto nel 2003, era a 56 milioni di km. di distanza, ma è una cosa che capita per ragioni orbitali solo una volta ogni 50.000 anni, quando Marte si trova nel punto più vicino al Sole della sua orbita (perielio) e la Terra in quello più lontano (afelio). Pertanto non si può dare una risposta precisa sulla reale distanza, ma si possono fare dei calcoli e delle stime basate su alcuni dati certi che ci proponiamo di elencare accanto a chi ci legge. La distanza massima con il Pianeta Rosso è quando i due pianeti sono alla massima distanza dal Sole e si trovano ai lati opposti e il dato vale circa 401 milioni di km. In media però, il valore è 225 milioni di km. Un valore che di per sé significa poco. Il 27 luglio di quest’anno i due corpi saranno al punto di massima vicinanza, ad appena 57,6 milioni di km. di distanza.

E però lo spazio non è solo Luna e Marte. Anzi, accanto a questi obiettivi che hanno una grande colorazione di immagine politica e di supremazia tecnologica, sanno molto bene i militari quanto sia importante l’orbita bassa, quella ideale circonferenza che abbraccia la Terra con un’altitudine compresa tra l’atmosfera e le fasce di van Allen, ovvero tra 160 e 2.000 km. È là che si addensano stazioni spaziali, satelliti spia e tutto quello che ci fa stare in ansia ogni volta che finisce la missione e i relitti ci piovono in testa.

Ma accanto a queste immaginazioni, c’è chi sta prendendo molto più sul serio le possibilità di utilizzo dello spazio per fini ludici. I nostro affezionati lettori non pensino, speriamo, che ci sia una contraddizione in quanto esprimiamo. In realtà il turista è la persona che quando smette di lavorare, fa lavorare gli altri. La definizione è più o meno così, riportata da un grande geografo dello scorso secolo. E oggi ci sembra fin troppo scontata la definizione, ma se pensiamo, appena 200 anni o poco più, il privilegio di viaggiare per diporto era dato solo ai più abbienti. Che fortunatamente spesso erano tanto acculturati da averci lasciato tracce importanti. Ora il business che si prospetta che inizialmente sarà destinato alla solita categoria dei più fortunati, ovvero di quelli che gli inglesi definiscono invidiosamente “nati con il cucchiao d’argento in bocca“ (be born with a silver spoon in one’s mouth) sembrerebbe cavalcato da Virgin Galactic di Richard Branson, che con la SpaceShipTwo VSS Unity ha completato il primo volo suborbitale di prova, attraverso un lanciatore convenzionale, lo spazioplano Model 339 SpaceShipTwo(SS2) dotato di un motore a razzo ibrido, sviluppato da The Spaceship Company, una joint venture fra Scaled Composites di Burt Rutan e Virgin Group. I due soci tengono a dire che non sono stati richiesti fondi governativi per questo progetto. E l’affermazione ci fa vedere quanto l’America sia distante dall’Europa!

Teniamo a soffermarci un istante non sull’aereo, del tutto innovativo con le sue fibre di carbonio quanto sul pilota che ha effettuato la manovra: è Nicola Pecile, un friulano che viene dai ranghi dell’Aeronautica Militare Italiana e pilota di Tornado (circa 6.000 ore di volo) presso il Reparto Sperimentale Volo di Pratica di Mare, che ha ricoperto il ruolo di direttore delle operazioni e istruttore per piloti collaudatori e sperimentali al National Test Pilot School (NTPS) nel Mojave (California), l’unica scuola civile riconosciuta dal Society of Experimental Test Pilots al mondo. Un tecnico molto dotato, che ha studiato anche a La Sapienza di Roma e in Francia, alla EPNER, l’école du personnel navigant d’essais et de réception. Un altro cervello formato in Italia e esportato a grandi progetti all’estero!

Pecile è stato coadiuvato da Mike Masucci, canadese di nascita ma con evidenti origini nostrane. Ebbene, se siamo arrivati fin qui non è solo per magnificare quelle persone che hanno trovato ben altra destinazione dei propri sogni all’estero. Questo sembra un disco incantato che speriamo possa cicatrizzare il nuovo governo che prima o forse poi dirigerà l’Italia. Visto che le intenzioni sono state dichiarate da tutti gli schieramenti. Con quali risorse e programmazioni non si sa, ma aspettiamo comunque.

Dunque, dopo anni di test l’azienda americana sta validando un sistema per trasportare passeggeri senza particolare preparazione fisica a 46.000 piedi di quota (per sapere in metri basta dividere grossolanamente per tre) che intende portare in orbita. Per adesso si parla di sei passeggeri paganti per ogni missione. I primi turisti spaziali che potranno così assaggiare i piaceri di una ridotta gravità. Al momento il biglietto sarà molto costoso ma se il volume di affari sale -e questo è prevedibile- la tariffa scende. Il servizio potrà essere utilizzato anche dagli astronauti nella prima fase della loro formazione. E non sarà un business marginale. Oggi il settore privato annovera un altro successo. Il 31 ottobre 2014, però durante un test il primo esemplare di SpaceShipTwo Enterprise, subì un tragico cedimento strutturale dopo soli 13 secondi all’accensione del motore e 5 secondi dopo l’azionamento del sistema di frenatura aerodinamica. In quell’evento il pilota Peter Siebold riuscì a eiettarsi a 16 km. di quota attivando il suo paracadute in assenza di ossigeno a una temperatura che toccava i -70 gradi C. Manovra quasi impossibile che lui stesso ha raccontato: «Ho ripreso conoscenza durante la caduta verso la Terra e ho dato il pollice alto a un aereo che seguiva l’astronave per dire che sì, ero vivo». Una prognosi di ferite multiple alle spalle che gli hanno imposto tre giorni di ospedalizzazione.

Nessuno scampo per il copilota Mike Alsbury che rimase ucciso nello sgretolamento della cellula.

La corsa al turismo spaziale quindi può rappresentare la commercializzazione di una fascia bassa di prodotti ma sicuramente di un forte interesse economico. Oggi Virgin Galactic è in competizione con Blue Origin di Jeff Bezos, il patron di Amazon. La sua sede è sede a Kent, un sobborgo d Seattle, dov’è situata la sua area di ricerca e sviluppo focalizzandosi sui voli sub-orbitali. Una bella gara, a cui speriamo di assistere per provare sensazioni nuove. A 250.000 dollari a persona, anche con il rischio di vomitarsi addosso, è proprio un’esperienza da provare.

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