martedì, Luglio 7

Prescrizione: il vero obiettivo è ben altro Il vero fine: modificare profondamente la natura del nostro processo. Sdoppiamento delle carriere tra Magistrati giudicanti e Pubblici Ministeri, abolizione del principio della obbligatorietà dell’azione penale, PM elettivi, che sia il Ministro a decidere quali questioni perseguire e quali abbandonare

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Prescrizione. Una volta di più i nostri politici -sedicenti politici, meglio, il nome che gli spetta è ‘politicanti’-, sanno solo dare il meglio di sé nella caciara, nell’inciucio, nel perseguire interessi oscuri o almeno non limpidi, nel non perseguire né studiare, né approfondire e risolvere i problemi del Paese, dell’Italia, che significa degli italiani. E quindi: agguati, trucchi, proposte subito ritirate, minacce oscure e chiare, allusioni, mezze promesse, rumore. Perché? Interessi innominabili e innominati esclusi, la preoccupazione unica di costoro ègrattarequalche voto, nell’unico modo che sanno: acquisendovisibilità’ cioè, perdonatemi il termine, facendo casino, e cercando di favorire qualcuno che si possa sperare possa produrre voti: avete letto bene, favorire chi può produrre voti.

Quest’ultimo, va detto subito e poi basta perché la sensibilità degli italiani in merito è ancora troppo bassa, quest’ultimo è un elemento tutt’altro che trascurabile, visto che il problema non è tanto quello di solleticare l’interesse dei ‘potenti’ in grado di convogliare voti, quanto di solleticarli per indurli, attraverso i tecnici di cui possono disporre perché non privi di danaro, a ‘muovere’ voti. Per cosa, non è sempre chiaro, anche se, per quanto riguarda il tema della prescrizione, io una ipotesi la avrei, ma ne parlo alla fine.

Mi spiego meglio, anche se sono certo che già molti hanno perfettamente capito.
Negli anni 50 e anche 60, ‘orientarel’elettorato, cosa che si è sempre fatta nella storia per cosa oscena che sia, era fatto attraverso meccanismi certo potenti, ma scoperti: i preti in Chiesa, gli Agit-Prop in strada, eccetera, uniti ai ‘sorrisi’ naturalmente; una prebenda per certe categorie, un’altra per altre e, specialmente, prebendone ben nascoste per la classe dominante’.
L’autostrada del sole, fu fatta in otto anni, e portò valanghe di voti, non certo in assenza di un ‘interessamento’ di Agnelli, tanto per fare un solo esempio.
Oggi, però, non è più così. Lo sappiamo tutti benissimo, anche quelli che non ci credono. Basterebbe la trasmissione limpida e sconcertante di Corrado Iacona per togliere ogni illusione sulla ‘spontaneità’ del voto, ma per farlo, per suscitare interessi, indurre pensieri e convinzioni e quindi, alla fine, voti, non bastano più i preti, occorrono meccanismi molto più sofisticati e … costosi. Che si muovono se c’è unritornoeconomico, non solo un voto a Tizio o Caio.

Fare ammuina, dunque, serve a questo, o almeno, ad essere generosi ma molto generosi, anche a questo. Solo così si può spiegare che quattro politicanti disperati (ad esempio gli italoviventi che non si spostano dal 4% e cominciano a sentire puzza di bruciato!) si gettino nellabattagliaridicola sulla prescrizione.
A me Matteo Renzi non piace, ancora meno mi piace Maria Elena Boschi, mi fa venire l’itterizia Ettore Rosato e Roberto Giachetti mi provoca desideri irrefrenabili di fuggire all’estero, ma non sono degli stupidi, o più precisamente, sono furbi, molto furbi, come, del resto, la gran parte dei nostri politicanti. Sono furbi e quindi una battaglia del genere sarebbe semplicemente folle: c’è il coronavirus, il PIL che scende, il debito pubblico che sale, la disoccupazione a go-go, alla prima pioggia mezza Italia si scioglie e crolla, nessuno fa più figli, le imprese chiudono, le tasse salgono e uno si occupa di prescrizione! E invece è proprio così.

Certo, interessa molto agli avvocati, che sbandierano la Costituzione. Bah, gli articoli, dicono, 24, 27 e 111 … visto che al lotto il numero più alto giocabile è il 90, non posso proporvi di giocarli e quindi cerco di spiegare in due parole di che si tratta, e perché quegli articoli, sbandierati, non significano nulla.
L’articolo 24, dice che la difesa è un diritto inviolabile: la difesa non la prescrizione!
L’articolo 27 dice che l’imputato è considerato innocente fino alla sentenza: con la prescrizione puoi esserlo per sempre, senza la prescrizione puoi essere un ‘non innocente’ eterno in chi guardi al fatto. L’articolo 111, qui la cosa è addirittura un po’ comica, è quello che stabilisce una durata non eccessiva del processo.
Dicono i difensori della prescrizione che se la si abolisce, puoi restare sotto processo all’infinito; ma allora l’interesse di un innocente è di arrivare subito a una sentenza, non a prolungare a dismisura il giudizio. Diversa la situazione per un colpevole, che ovviamente se riesce a fare scattare la prescrizione, la fa franca. Nessuno ricorda mai, né gli avvocati né i politicanti, che quella norma fu introdotta proprio perché i giudizi in Italia durano troppo, tanto che la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia migliaia di volte (avete letto bene, migliaia, ci costa quanto una mezza finanziaria!) per l’eccessiva durata del processo, non solo penale, per cui quella disposizione deve indurre a modificare le procedure e quant’altro per finire i processi prima non per prolungarli fino alla prescrizione. Ripeto, un innocente non ha bisogno della prescrizione, anzi! Un colpevole, e quindi il suo avvocato (che fa benissimo, è il suo mestiere) ha interesse a perdere tempo per fare scattare la prescrizione.
Lo ripeto e me ne prendo tutta la responsabilità: la prescrizione è un istituto che serve solo a chi delinque; chi è innocente ha interesse a fare in fretta.

E qui è il vero punto, quello serio e difficile da affrontare e superare, anche perché da un lato, devi avere capacità tecniche notevoli per evitare le lungaggini dei processi, e dall’altro, devi organizzare il sistema in modo da rendere i processi più rapidi e … meno numerosi. Ne ho parlato qualche giorno fa.

Ma qui si toccano interessi pesanti e delicati. Interessi di categorie, interessi perfino economici, perché, specie nel processo civili, la possibilità di tirarla in lungo certe volte vale più della ‘vittoria’ nella causa o almeno sminuisce il valore di chi ‘vince’. E quindi gli interessi che si muovono sono molti e pesanti e coinvolgono, diciamocelo chiaramente, sia gli avvocati (troppo ancora organizzati in studi piccolissimi e quindi poco ‘agili’), sia i giudici che potrebbero, per così dire, abbandonarsi comodamente sulle poltrone, tanto per fare una sentenza non c’è fretta e poi si può sempre farsi ‘distaccare’ in un Ministero, piuttosto che lavorare nei Tribunali, ecc., anche se, a onore del vero, i Magistrati italiani sono quelli che fanno mediamente più sentenze in Europa.

La soluzione trovata finora (se ben capisco) prevedrebbe che la prescrizione scompaia solo se uno sia condannato anche o solo (?) in appello. In sostanza lariforma Bonafedecosì sarebbe del tutto annacquata, ma … il punto sarebbe mantenuto.
In realtà, diciamocelo chiaramente, la legge Bonafede non è illiberale, come dicono alcuni (sarebbe ‘liberale’ permettere a un delinquente di farla franca? Boh) è soltanto stupida, perché pianta la bandierina nella sabbia e non nel cemento di una riforma seria.

E quindi con le proposte di mediazione (il ‘lodo’ Conte … chi sa che significa!) gli stellini avrebbero la propria bandierina piazzata lì. Chiunque abbia sale in zucca, sarebbe felicissimo: in pratica la prescrizione resta dov’è. Ma a Renzi non basta, vuole di più o altro.

Perché, dice Renzi, prima si devono modificare le regole processuali per rendere i processi più brevi e solo dopo si potrà abolire la prescrizione. Bene, bravo Renzi: anche io nel mio piccolo ho parlato di una cosa del genere.

Ma riformare i processi civili e penali è cosa lunga, complicata, per addetti ai lavori e visibilmente questo Governo e questo Parlamento non sono in grado di fare nulla del genere, a parte che gli interessi da ledere sarebbero tantissimi e con questo Governo tenuto in piedi con lo sputo, figuriamoci.
E allora questa battaglia potrebbe essere diretta più a chi ha orecchie per intendere che ai cittadininormali’.

Quelli con le orecchie’, infatti, potrebbero fare due cose: da un lato fare propaganda nascostamente per i combattenti anti-prescrizione. Ma dall’altro, potrebbero mettere le mani nella riformadel processo, specie penale, per constatare che accelerarne lo svolgimento è molto difficile, a meno che … non si modifichi profondamente la stessa natura del nostro processo. Come? Mah, per esempi, favorendo lo sdoppiamento delle carriere tra Magistrati giudicanti e Pubblici Ministeri e magari abolendo il principio della obbligatorietà dell’azione penale, cosa molto desiderata in particolare dalla destra in questo Paese, e infine, hai visto mai l’appetito vien mangiando, decidere che i PM siano elettivi e che sia il Ministro a decidere quali questioni perseguire e quali abbandonare.
Sono matto io, o sospettoso, o ci sono già varie e circostanziate e molto ben ‘difese’ proposte in materia? No, no, …. Fino a prova contraria, ho ragione io. Ce ne siamo dovuti occupare lo scorso anno (qui sotto potete rinfrescarvi la memoria), era il tempo delle cene eleganti con l’Annalisa e la crème de la crème, del Governo gialloverde, di Bonafede e Salvini.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.