martedì, Settembre 29

Premio Nobel, dalla dinamite che fa scoppiare la Pace agli scandali Un simbolo della pace mondiale disonorato da molti premiati e dallo stesso Comitato per la sua assegnazione

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Il premio Nobel, considerato il traguardo più prestigioso della terra, nonché il riconoscimento più importante dell’umanità, nasce il 27 novembre 1895 e prende il nome da Alfred Nobel, un chimico e imprenditore norvegese, divenuto famoso per la scoperta della dinamite e per aver inventato il primo detonatore cosiddetto sicuro.

Raggiunse i suoi obiettivi dopo molti esperimenti, non privi di incidenti mortali, in uno dei quali perse la vita proprio il fratello Ludvig. La sede delle sperimentazioni fu uno stabilimento tedesco, dove lo scienziato provò ad utilizzare una polvere inerte, composta da farina fossile, per ottimizzare l’utilizzo della nitroglicerina, dando così il via alla produzione della dinamite. Grazie a questa invenzione e a molte altre varianti di esplosivi, divenne uno degli uomini più ricchi del mondo, costruendo un vero e proprio impero economico. Viene spontaneo chiedersi come l’inventore e il produttore di esplosivi, che portano alla mente di ognuno di noi immagini di guerra assai lontane dal Premio Nobel per la pace, possa essere invece il fondatore e fautore di tale riconoscimento.

Tutto scaturì da un equivoco, nato intorno al necrologio apparso su una testata francese dopo la morte del fratello Ludvig, a Cannes; a seguito di un esperimento di stabilizzazione della nitroglicerina che finì in tragedia. Il giornale francese riportò nel necrologio, erroneamente, il nome di Alfred Nobel, anziché di Ludvig, apostrofandolo come unmercante di morte’ divenuto ricco trovando il modo di uccidere il maggior numero di persone nel più breve tempo possibile.
Questo episodio lo colpì a tal punto che iniziò a preoccuparsi di come lo avrebbe ricordato il mondo dopo la suaveramorte; da quel momento il suo chiodo fisso fu di trovare un sistema per lasciare ai posteri un ricordo di sé talmente positivo da oscurare l’associazione del suo nome a uno strumento di morte.

Nel 1895 l’idea, scrisse di suo pugno un testamento di quattro pagine, nelle quali dopo aver destinato sufficienti beni alla famiglia, incaricò gli esecutori testamentari di investire tutto il restante patrimonio con il fine di destinare il ricavato a un Premio che portasse il suo nome da corrispondere a coloro che, nell’anno precedente, avessero favorito il benessere dell’umanità distinguendosi nel favorire la fisica, la chimica, la medicina, la letteratura e, soprattutto, la pace. In quel lontano 27 novembre del 1895, Nobel si concentrò prevalentemente sul Premio Nobel per la Pace, il più importante di tutti, e scrisse egli stesso la definizione che avrebbe dovuto condurre le generazioni a seguire all’assegnazione di tale riconoscimento: Il Premio Nobel per la Pace sarebbe stato assegnato alla «persona che più si è prodigata o abbia realizzato il miglior lavoro ai fini della fraternità tra le Nazioni, per l’abolizione o la riduzione di eserciti permanenti e per la formazione di congressi di pace».

La prima assegnazione del Premio Nobel per la Pace avvenne nel 1901, furono premiati Henri Dunant, il fondatore della Croce Rossa e ideatore delle Convenzioni di Ginevra e Frederic Passy, il fondatore della Società d’Arbitraggio tra le Nazioni (prima società per garantire la pace). Negli anni a venire, altri vincitori illustri sono stati Thomas Woodrow Wilson, nel 1919, in qualità di Presidente degli Stati Uniti e promotore della Lega delle Nazioni; Martin Luther King, nel 1964, come attivista per i diritti civili e Capo della  Southern Christian Leadership Conference (movimento afroamericano per i diritti civili); Henry Kissinger, nel 1973, segretario di Stato degli Stati Uniti, per aver partecipato come negoziatore agli Accordi di pace di Parigi per la fine della guerra del Vietnam; Madre Teresa di Calcutta, nel 1979, per la sua esistenza al servizio delle persone meno abbienti e come fondatrice delle Missionarie per la carità; Tenzin Gyatso (Dalai Lama), nel 1989, per l’espressa contrarietà all’uso della forza nella lotta per la liberazione del Tibet e Nelson Mandela, nel 1993, per aver favorito la formazione di un Sudafrica democratico a discapito del precedente regime dell’apartheid. Questi sono solamente alcuni esempi di chi ha ricevuto tanto riconoscimento al valore del proprio lavoro e della propria vita. Il fattore che accomuna ciascuno di loro è quello di aver voluto favorire lo sviluppo della pace senza l’utilizzo di alcuna forma di forza, ma solamente attraverso il dialogo e la cooperazione tra i popoli.

Come si suol dire però, ‘non tutto è oro ciò che luccica’, purtroppo, infatti, il disgregarsi dei valori nella società moderna e la superficialità che la contraddistingue si è riflesso anche nella gestione del Premio Nobel. Non tutti sono risultati degni di tale riconoscimento e in più di una circostanza il Comitato per l’assegnazione ha evidenziato una deprecabile noncuranza nel porre rimedio a situazioni imbarazzanti e trovandosi quindi al centro di scandali a risonanza mondiale.

Nel 1991 fu assegnato il premio Nobel per la Pace a Aung San Suu Kyi, leader birmana, accusata ora, 2018, di aver favorito la pulizia etnica della minoranza musulmana dei Rohingya.
Il rapporto della Missione d’inchiesta delle Nazioni Unite sulla Birmania ha appurato che i leader del Paese hanno permesso alla componente militare di compiere crimini di guerra e non hanno fatto nulla per impedire il genocidio dei Rohingya. A Suu Kyi non è stato revocato il premio Nobel, perché il comitato ha sostenuto che il regolamento non prevede alcuna ragione che possa portare al ritiro del premio dopo l’assegnazione.

Ci sono stati negli anni varie occasioni in cui il premio non è stato assegnato, a parte gli anni di guerra, a volte perché all’interno dei comitati Nobel dell’Accademia delle Scienze non si è riusciti a trovare un accordo su di un candidato. Il premio per la fisica del 1921, ad esempio, fu tenuto in stand by a causa di alcuni influenti fisici svedesi che continuavano a contrastare la candidatura di Albert Einstein e la teoria della relatività generale.  Alla fine, la soluzione fu quella di dare ad Einstein nel 1922 il premio del 1921, specificando che il premio era per la scoperta dell’effetto fotoelettrico, e non per la relatività. Un altro clamoroso casonel 1919, quando, a guerra appena terminata, si decise di premiare in chimica il padre delle armi chimiche, il tedesco Fritz Haber, che con le sue scoperte causò la morte di migliaia di persone. La decisione provocò uno shock tale che la cerimonia di premiazione fu disertata dagli altri premiati e la polemica raggiunse livelli così pesanti che il premio per la chimica non fu più assegnato fino al 1921.
Ma i premi scientifici sono stati fermi anche per ragioni legate all’ottenimento di vantaggi personali dei facenti parte i Comitati di assegnazione. Soprattutto negli anni Venti, i membri svedesi dei Comitati Nobel si sono macchiati di atteggiamenti e decisioni che hanno sollevato scandali per più di 14 anni; infatti, dal 1921 fino al 1935 i premi scientifici non furono assegnati in quanto i Comitati Nobel attinsero ampiamente alle risorse del premio per finanziare le proprie ricerche.

Il 2018 vede di nuovo lo scandalo aleggiare sui Nobel. Il premio per la letteratura non assegnato verrà raddoppiato nel 2019 a causa dello scandalo che ha investito il fotografo Jean-Claude Arnault, 71 anni, marito della poetessa Katarina Frostenson, membro dell’Accademia svedese dal 1992, accusato di molestie da 18 donne tra cui la principessa di Svezia. L’uomo si è proclamato estraneo a questi fatti e per protesta il comitato ha ottenuto un numero di dimissioni da record ma, nonostante non sia stata presentata ufficialmente nessuna denuncia, le autorità hanno comunque avviato un’indagine culminata con l’archiviazione causa la mancanza di prove e che nel frattempo i reati si sono andati in prescrizione.

Non ci resta che attendere il 2019.

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