giovedì, Luglio 2

Post – coronavirus: tra le molte minacce, l’occasione per cambiamenti di paradigma ‘Analisi di Intelligence e Proposte di Policy sul Post-Pandemia COVID-19 (aprile 2020 – aprile 2021)’ della Società Italiana di Intelligence. Conclusioni

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La Società Italiana di Intelligence, guidata dal Presidente Mario Caligiuri, ha pubblicato Analisi di Intelligence e Proposte di Policy sul Post-Pandemia COVID-19 (aprile 2020 – aprile 2021)’ una ricerca, redatta dai ricercatori Roberto Macheda, Francesco Napoli, Luigi Barberio e Luigi Rucco, nella quale si cerca di unire i punti di quanto sta accadendo per definire possibili azioni nel breve periodo. Uno studio, per altro, che verrà costantemente aggiornato.

Il report si struttura in 5 aree: ricadute politiche, militari, economiche, industriali, scientifiche, con una riservata all’analisi e l’altra alle proposte.

L’Indroha pubblica il report integrale in 4 parti. Il 21 aprile le ricadute politiche e militari; il 22 aprile le ricadute economiche industriali; il 23 aprile le ricadute scientifiche e le problematiche pedagogiche Oggi pubblichiamo le conclusioni nel contesto delle quali si sintetizzano i punti salienti dell’analisi condotta e le proposte di interventi.

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CONCLUSIONI

Al dramma sanitario vissuto dal Paese, si aggiungono le prospettive per alcuni versi ancora più ampie delle ricadute economiche e sociali.

L’analisi ha preso in considerazione, in particolare, il tema del disagio sociale, accentuando sia le diseguaglianze territoriali, che quelle tra i cittadini, con l’ulteriore erosione del ceto medio e la divaricazione più severa tra ricchi e poveri.
Il disagio sociale rischia contemporaneamente di ampliare il bacino di reclutamento della criminalità e di accentuare le spinte separatiste delle aree più sviluppate del Paese. Parimenti, si stanno rafforzando le tendenze di forte contestazione alle politiche comunitarie, fino ad un potenziale allontanamento dall’Unione Europea.

A livello di policy, si è posto l’accento su misure che possano riequilibrare il divario tra classi sociali, e in particolare tra le élite dirigenziali pubbliche e i cittadini, attraverso una serie di interventi strutturali sulla riduzione dei costi della politica e dell’apparato burocratico.
È emersa la necessità di ridefinire nuovamente i poteri tra Stato e Regioni, specie in ambito sanitario. E questa potrebbe essere l’occasione giusta per avviare cambiamenti di paradigma, che in ogni caso verranno imposto dagli eventi, che bisognerebbe tentare di in qualche modo di governare, piuttosto che subirli in tutta la loro possibile violenza.

A livello geopolitico, si è posto il tema di un più chiaro posizionamento italiano rispetto alle alleanze internazionali a seguito della pandemia COVID-19, avendo come punto di riferimento l’interesse nazionale.

Sul piano militare, l’analisi ha preso in esame il probabile ridimensionamento dei fondi nel bilancio dello Stato. Utilizzando il criterio dei tagli lineari, se la riduzione del PIL del nostro Paese per il 2020 sarà quella prevista dall’FMI, la riduzione delle spese militari potrebbe essere di circa 3 miliardi di Euro. Inoltre, si è posto l’accento su ambiti di intervento che, invece, andrebberorafforzati, come la protezione del dominio cyber e la prevenzione di minacce NBC, considerato che l’attuale pandemia potrebbe non essere l’ultima.

A livello economico e industriale, è a rischio la posizione italiana sui mercati internazionali. Tale indebolimento incide sul valore reputazionale del Paese, che potrebbe essere minacciato da ulteriori infiltrazioni criminali e divenire terra di conquista da parte di altre nazioni. Il rischio è che altri Paesi, con le loro multinazionali, traggano vantaggio dal nostro indebolimento per rafforzare il proprio ruolo, specie nell’industria manifatturiera.

In questo contesto, dovrebbe essere aggiornata la normativa del golden power, completandola con la definizione, ancora non individuati, dei ‘beni e i rapporti di rilevanza strategica per l’interesse nazionale . Pertanto, in questa fase si potrebbe valutare se vietare la vendita di quote degli assetstrategici. Tra questi potrebbero essere considerati anche quelli sanitari, che andrebbero rafforzati investendo sul farmaceutico, sulle tecnologie digitali tra cui la telemedicina, nonché altri ambiti ad alta intensità di innovazione.

I rischi vanno monitorati non solo nell’immediato, ma anche nel medio periodo, poiché la criminalità organizzata, le multinazionali, le banche d’affari, i fondi sovrani e i Paesi stranieri potrebbero agire a distanza di tempo dal clamore mediatico dell’emergenza, ponendo però adesso le basi per il loro intervento futuro.
Sono state prese in considerazione alcune misure a sostegno della piccola e media impresa e della forza occupazionale da essa sostenuta. Uno di questi temi è l’incentivo al rientro della produzione da Paesi a basso reddito verso l’Italia, così come occorre predisporre le condizioni legislative e fiscali per incentivare il rientro delle sedi legali delle aziende, per incentivare il nostro gettito fiscale.

A livello scientifico si è evidenziata la necessità di rafforzare la sicurezza dei dati e delle infrastrutture digitali del sistema scientifico, in particolare delle strutture sanitarie. Si è analizzato lo stato dell’arte di alcuni fronti importanti della ricerca tra cui lo sviluppo del vaccino, la ricerca di terapie, lo sviluppo di policy sanitarie, l’utilizzo di tecnologie digitali, lo studio dell’impatto mentale e psicologico. È stata richiamata l’importanza di bilanciare il ruolo di scienziati ed esperti di Sicurezza Nazionale con quello del decisore politico.
Per quanto riguarda le policy di ricerca, più nello specifico, è stata ricordata l’importanza di fare comunque riferimento a fonti istituzionali che svolgono funzioni di coordinamento, come nel caso dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. È stato fatto notare, infine, che l’emergenza educativa non può essere affrontata semplificando ulteriormente i percorsi di studio, ma introducendo dei reali meccanismi di erogazione didattica e verifica che inducano a consolidare le conoscenze.

In tutti questi aspetti, esplicitamente previsti nella legge di riforma del settore del 2007, l’intelligence ha una funzione fondamentale, da utilizzare, valorizzare e sviluppare costantemente e quotidianamente.

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