sabato, Luglio 20

Politica culla di razzismo e intolleranza

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Una specie di età dell’oro all’incontrario. Emergono ovunque uomini politici che sembrano provenire direttamente dal brodo culturale delle camicie brune germaniche, esasperando e accelerando i processi degenerativi in atto, anche nell’universo della rete, dove si possono celare pulsioni arcaiche inconfessabili, che partoriscono, tra le altre, le aggressioni che da tempo vengono riservata alla Presidente della Camera, Laura Boldrini. Potrebbero sembrare eventi slegati tra di loro ma nell’era del web tutto si tiene.

Non credibile la presa di distanza del Presidente americano dalla violenza dei suprematisti bianchi, responsabili dei gravi disordini di questi giorni. Solo un modo tardivo per smarcarsi dalle conseguenze di un clima torbido e pericoloso da lui stesso creato, attraverso atteggiamenti e affermazioni che rimandano agli esordi di fenomeni totalitari. Negli Stati Uniti non accadrà perché il sistema di potere possiede solidi contrappesi, ma i danni collaterali sono già evidenti. Prendono fiato istanze antisociali e uomini politici che le alimentano e le rappresentano, nessuno di questi individui è attratto da un’idea di bene comune, i loro passi sono ispirati dal bisogno di dividere e creare macerie, perché in un mondo frantumato non servono intelligenza e idee, basta l’istinto territoriale. Siamo indietro nel tempo, nei millenni che precedono l’ultima glaciazione.

Forse dovremmo ricordare chi c’era al potere durante il G8 di Genova, sarebbe interessante dare un’occhiata alla compagine dei ministri di allora, tra i quali quello degli Interni autorizzò la Polizia a sparare in caso di violazione della zona rossa. Dubitiamo che il comportamento delle forze dell’ordine, in quei caldissimi giorni di luglio del 2001, sarebbe stato lo stesso con vertici governativi diversi.

Ma torniamo ai giorni nostri. Dopo avere ricordato il trattamento subito dalla Presidente della Camera, passiamo a un’altra signora, che nel caso specifico significa differente visione dell’uomo, differente gittata intellettuale e politica. Si tratta della Sindaca di Lodi, una leghista. Vivo in Lombardia da quasi mezzo secolo e non riesco ancora a capire di quale materia siano fatti i leghisti, sebbene possieda qualche opinione, che tengo per me. La signora firma un’ordinanza sulla sicurezza, termine generico, il vero obiettivo sono i mendicati, possibilmente stranieri, per i quali è prevista la misura dell’allontanamento dal comune, da effettuarsi a cura della polizia locale.

«Per alcuni la raccolta dell’elemosina sembra diventata quasi un lavoro, con sistemi di turnazione. E non si tratta solo di stranieri», precisa la signora, cercando di prevenire qualche sospetto di razzismo, sentimento che sappiamo essere estraneo alla cultura della Lega. Notevole anche l’altra precisazione, ossia che la raccolta dell’elemosina sembra quasi diventata un lavoro, insomma è finito il tempo benedetto in cui lo si faceva solo per darsi un tono, magari in Costa Smeralda. Inutile ricordare che l’accattonaggio, a meno che non sia molesto, non è reato e che certe ordinanze sono facilmente impugnabili da opposizioni che non vogliano nascondersi dietro la durezza altrui per giustificare i propri dubbi in materia. Dovremmo metterci anche d’accordo sulla definizione di ‘molesto’, speriamo non significhi turbare le signore ingioiellate che escono da messa e fanno lo struscio in via Roma.

La mia casa è collocata lungo una strada di passaggio, dunque molto esposta alle citofonate dei ragazzi extracomunitari, che fanno ciò che faremmo tutti se ci trovassimo nelle loro condizioni. C’è una Giunta progressista, quella precedente era di centrodestra, con Sindaco che non si perdeva una messa, e guarda caso era arrivata un’ordinanza anti-accattonaggio. Poi quella Giunta, così solerte con gli indifesi, finì per buona parte in prigione, per fatti di corruzione. Strane coincidenze. Ognuno mendica come può, ma preferisco la dignità di quelli che chiedono alla voracità di coloro che arraffano.

Sono persone miti e sorridenti, i ragazzi che suonano al cancello, sebbene di motivi per sorridere non ne avrebbero poi tanti. Con alcuni è nato un rapporto cordiale, mi sforzo di vedere nei loro occhi quelli dei miei figli.

Una ricerca effettuata su scala nazionale fa sapere che nel nostro Paese esistono almeno un milione di posti di lavoro non assegnati, eppure i migranti continuano a essere ritenuti i responsabili della mancanza di occupazione per gli italiani. Una bugia che oramai somiglia sempre più a un delirio, un modo per trovarsi i propri ebrei, i propri meridionali, i propri neri, e sfogare le proprie frustrazioni.

Ascolto la sindaca al Tg regionale della Lombardia, afferma che loro sono stati votati per fare questo. Spero anche per amministrare, cosa più difficile e non alla portata di molta destra. Sulla stessa lunghezza d’onda il nuovo Sindaco di Sesto San Giovanni, proveniente da Forza Italia, che poche settimane fa aveva sconfitto la civile Sindaca uscente, Centrosinistra, favorevole ad una politica di accoglienza dei migranti. La campagna elettorale si è svolta in un clima di violenza e di odio contro la candidata progressista. Si è adeguato al collega della vicina Sesto, il Sindaco di Cologno Monzese, leghista, manco a dirlo. Per la cronaca, chiedere ai prefetti per conferma, i Comuni di destra non accettano quasi mai collocamenti di immigrati. Bloccare i trasferimenti statali sarebbe il minimo.

Ma siamo solo all’inizio, ci attende una glaciazione ed è prevedibile che i casi di intolleranza aumenteranno. La corsa a chi regredisce prima e meglio è stata oramai lanciata dalla destra italiana e la vita per gli extracomunitari promette di diventare pessima. I segnali sono convergenti, un piccolo assaggio era arrivato poco tempo fa Governatore della Liguria, uno dei tanti dipendenti di Silvio Berlusconi trasferiti in Forza Italia, un semplice ramo d’azienda che in Sicilia risuscita altri ex dipendenti come Gianfranco Miccichè. Il governatore ligure su Facebook aveva risposto ad un cittadino, in uno scambio che non ammette equivoci, al netto delle smentite di facciata: «Ma quando li rimpatriamo quelle bestie straniere!?!», diceva il conte-elettore, e Toti, senza pensarci un attimo: «Appena andiamo al Governo. Purtroppo la Regione non può far nulla in questo campo. Dipende tutto dal Ministero degli Interni a Roma». Poche ore prima lo stesso Giovanni Toti si era spellato le mani applaudendo papa Francesco che parlava di accoglienza. La risposta giusta sarebbe stata: «Abbia rispetto per degli esseri umani, che spesso provengono da situazioni terribili». Ma i voti, come la pecunia, non emanano odore, si prende quello che arriva.

Quando a sinistra litigano coi dotti argomenti che leggiamo sulla stampa, mostrano di non rendersi conto delle ricadute che tale immaturità proietta sulla vita delle persone, in particolare delle più deboli. Il caso dei migranti, quasi sempre dei disperati, è quello che più colpisce, ma ai contendenti la realtà interessa poco, ciò che impegna maggiormente le loro intelligenze è dimostrare che l’altro è in torto.

Il risultato è che la destra peggiore al mondo, quella italiana, si unisce e diventa competitiva, mentre l’area progressista passa il suo tempo a fare a braccio di ferro rischiando seriamente di perdere, nell’ansia di annientare il vicino di casa che si ostina a mettere lo zerbino di un colore non conforme e ignorando invece quello che sta spaccando i pilastri portanti per allargare il salone.

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