sabato, Settembre 21

‘Piattaforma Rousseau’ antidemocratica; democrazia diretta incostituzionale Il ‘sistema’ è affidato ad una azienda privata, con interessi privati, in particolare nella comunicazione, cioè nella ‘pubblicità’ politica, e la democrazia diretta è in contrasto con la Costituzione

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Se c’è una cosa su cui rivendico la primogenitura è la disistima per gli stellini come partito, come struttura, come ‘progetto’, specialmente perché è quello che non hanno, e in particolare non ho mai avuto dubbi sulla ‘scioccheria’ stupida e arrogantepretenziosa e incoltabanale epropagandistica della ‘piattaforma Rousseau’, che bistratta il nome di un grande pensatore, abbassandolo al livello di un venditore di stracci.
Sorvolo sull’arroganza ancora più insopportabilesulla supponenza di un tal Goffredo Bettini (già ‘spalla’ di Veltroni) oggi ‘vate’ apodittico e supremo del PD, che vuol ‘civilizzare’ gli stellini: «Spetta a noi migliorare gli altri. Civilizzarli alla politica, alla competenza, alla responsabilità», roba da matti!, e meno male che dopo aggiunge: «Ma ci spetta anche cambiare noi stessi» … ecco, se cominciasse da lui stesso!

Ciò premesso, confermo tutto.

Ma, francamente, non capisco molto le obiezioni durissime di molti costituzionalisti, o meglio persone che hanno a che fare con il diritto costituzionale, che in questi giorni compaiono su vari giornali.

È un fatto nonché certoevidente, che quel ‘metodo’ è del tutto antidemocratico. Non sbaglio nel termine: ‘anti democratico’, cioè contro l’idea base della democrazia. Insomma illiberaleautoritarioautocratico e per di più aristocratico: insomma, pensato e voluto per distruggere la democrazia, per immaginare uno Stato in cui la democrazia sia sostituita da un’altra cosa, non democratica, questo è palese. E mi spiego.

Il ‘sistema’, innanzitutto è affidato ad una azienda privatacon interessi privatiin particolare nella comunicazione, cioè nella pubblicità commerciale e nella ‘pubblicità’ politica, e qui già la cosa ‘puzza’ parecchio. Casaleggio non è solo un sondaggistaè un comunicatore. Non è un delitto, è un mestiere rispettabile; che poi alcune persone meno rispettabili lo facciano non toglie il fatto che il mestiere in sé sia rispettabilissimo. Ma, sta in fatto, che un ‘comunicatore politico’ cerca di fare in modo che il suo cliente (un politico appunto, o un partito) presenti il suo ‘prodotto’ nel modo migliore, più accattivante e più rispondente alla volontà e alle tendenze della gente cui si rivolge.
Non voglio dire che il suo scopo sia deliberatamente di distorcere la realtà del ‘pensiero’ del politico e della realtà che descrive e propugna, ma certamente se qualcosa di negativo in quel pensiero c’è, si guarda bene dal dirlo. Se uno fabbrica salami che, alla lunga, danneggiano il fegato (cioè sempre!) di tutto parla meno che del fegato, no? Non per caso, infatti, le regole, scritte e non, della comunicazione e della pubblicità, purtroppo solo talvolta, impongono di sottolineare i rischi di certi prodotti, come nel caso delle medicine o delle scommesse, ecc.

E quindi, già solo per questo permettere, anzi, volereche una azienda del genere creigestisca e curi l’immagine e le decisioni di un partito politico è, a dir poco, sconveniente.
Nulla di male in sé che lo faccia, ma sarebbe opportuno e bene che si dicesse chiaramente quali siano i rischi di una cosa del genere; non mi pare che vi sia nulla del genere in atto, anche se qualche timido segnale comincia a vedersi, se per esempio si tiene conto che da qualche anno i ‘sondaggisti’ sono tenuti ad accompagnare i propri sondaggi con l’indicazione del metodo utilizzato, delle persone scelte per farlo ecc. Per i ‘comunicatori’, invece, non mi pare che via sia nulla del genere.

Ma tant’è. Si può solo dire che sarebbe bello che gli stellini chiarissero questo aspetto della loro esistenza, anche se dubito molto che lo faranno, meno che mai che lo faccia Casaleggio.

Altra questione è il fatto che gli stellini -o meglio Casaleggio, Grillo ecc., coloro che controllano il partito e le sue strutture e meccanismi di decisione- affermino sempre e con chiarezzache intendono realizzare un sistema di ‘democrazia diretta’, resa possibile con l’uso di risorse e strumenti elettroniciil che è molto discutibile, per almeno due motivi.
Uno, ovvio, che la democrazia diretta, comunque la si interpreti, è l’esatto opposto di quanto prescrive la nostra Costituzionee un partito politico che propugni soluzioni e metodi in contrasto con la Costituzione non dovrebbe essere ammesso in un Paese civile, o meglio, dovrebbe essere costretto ad affermare chiaramente che il suo progetto implica una profonda trasformazione della democrazia prevista dalla nostra Costituzione.
Voglio dire che, beninteso con tutte le cautele del caso, tra un partito che voglia re-instaurare il fascismo e uno che voglia instaurare un meccanismo di democrazia diretta non vedo grandi differenze dal punto di vista giuridico costituzionalePosto, cioè, che a mio parere proibire è sempre sbagliato (salvo casi estremi), non si tratterebbe di proibirema di stabilire che certe cose devono essere chiare e trasparenti, rese note e chiaramente a tutti, ivi compresa la loro contrarietà alla Costituzione vigente.
A mio parere, già solo questo basterebbe. Ma non si fa, e questo, nel caso degli stellini, è gravissimo: parlano di ‘democrazia diretta’ come se fosse una cosa ovviamente bellissimama nascondono il fatto che sarebbe incostituzionale e, per di più, costituzionalmente parlando, irrealizzabileperché potrebbe funzionare solo se si potesse garantire a TUTTI, ma proprio tutti, i cittadini di poter partecipare attivamente e informati davvero alle decisionie non certamente con un sì o un no, ci vuole altro.
La verità è che la democrazia diretta funziona in gruppi molto piccoli di persone, e nemmeno sempre. Perfino i partecipanti alla ‘scampagnata’ descritta nel Decamerone, eleggevano ogni giorno un ‘re’!

L’altro motivo di perplessità sulla validità cioè sulla effettiva corrispondenza del metodo alla volontà della gente, è la metodologia con la quale si realizzano queste votazioni.
Lo abbiamo ben visto: votano solo centomila personeiscritte al sistema già da due anniil metodo con cui quelle persone sono state scelte è ignotole stesse persone scelte sono ignote, non voglio dire che potrebbero essere fasulle, ma quando gli organismi degli altri partiti votanoi votanti sono notila garanzia che i voti espressi siano effettivamente conteggiati così come espressi manca, perché il sistema è un software nelle mani di chi lo ha realizzato e solo lui sa come e se funziona: lungi da me immaginare che ci siano trucchi, ma la democrazia vuole trasparenza e qui non ce ne è.
Bisogna fidarsi? Ebbene proprio questo è il puntoSe gli stellini si fidano, come dicevo ieri, facciano pure, sono fatti loro. Se per loro, o meglio per i dirigenti, quel sistema va bene per decidere cosa fare: affari loro.
E aggiungo anche, qualche costituzionalista arriccerà il labbrose un sedicente premier’ condiziona l’accettazione di un incaricoperfino di un incarico già ricevuto ma accettato con riserva o anche accettato senza riservaal voto espresso da quel sistema, domando scusa, ma che male c’è? Certo, ci fa una figura barbina lui e il suo partito, certo mette in difficoltà la Repubblica, certo fa perdere tempo al Paese, certo ‘offende’ il Capo dello Stato, ma non lede la Costituzione: il Capo dello Stato in applicazione della Costituzione gli affida un incarico e lui non lo accetta per motivo di Rousseau, così come potrebbe per litigio con la moglie o per dolori lancinanti di pancia. La Costituzione che c’entra?

Altro, sia chiaro, e ben altro sarebbe se questo metodo becero e infantile e eterodiretto si volesse imporlo al Paese: se cioè si volesse trasformare il nostro sistema democratico in una forma di democrazia diretta così organizzata. Ma, salvo quanto detto prima, questa, ora come ora, non è l’intenzione degli stellini.

Sacramentare contro questa sciocchezza infantile e incolta, finisce solo per attribuirle un valore politico e sociale che non ha e non può avere.
La Costituzione, però, non viene nemmeno sfiorataLo è certamente molto più che sfiorata con i cosiddetti decreti sicurezza e altri provvedimenti di questo e altri Governi e Parlamenti, ma che gli stellini decidano, sia pure in ritardo e quindi con maleducazione, in quel modo, lo ripeto ancora una volta sono affari loro, e servono solo a documentarne la pochezza, a tutti i livelli, teatranti e comunicatori inclusi.

Certamente, e mi duole di doverlo ripetere, è molto, ma proprio moltissimo, più grave che il Presidente incaricato sia stato incaricatoprecedentemente da un Capo di Stato straniero, e precisamente statunitense, che afferma testualmente che Conte è un buon Presidente e che è «a very talented man who will hopefully remain Prime Minister». Ora, al di là del fatto che ‘primi ministri’ noi non ne abbiamo, una frase del genere è, questa sì, di una gravità senza precedentie, questa sì, in patente e plateale violazione della Costituzione e della autonomia del Presidente della Repubblica e quindi dello Stato Italia: una violazione grave del principio di sovranità. Confesso il mio stupore per il plumbeo, ma rumorosissimo silenzio dei costituzionalisti italiani in merito.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.