sabato, Dicembre 7

Petrolio, a che punto siamo Il Petrolio mondiale oggi vive una crisi, non tanto economica, ma una crisi d’identità, ovvero non riuscire più a dare una connotazione geografica e di quote di mercato ad una delle risorse più antiche del nostro pianeta: l’Idrocarburo

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Oggi, con particolare onore e piacere, inizio questa nuova avventura con una testata che da più anni segue il sottoscritto e l’organizzazione che mi onoro di presiedere quale FederPetroli Italia.
Vi farò compagnia ogni settimana, o meglio, ogni week-end, e cercherò, sfruttando al massimo la mia esperienza, di portare alla vostra attenzione la lettura di analisi sulle tematiche energetiche o meglio denominate dell’Oil & Gas internazionale e dei rispettivi comportamenti sui maggiori mercati finanziari, analizzando le variabili geopolitiche e sociali dei Paesi hub principali della risorsa energetica, sicuro e speranzoso che le informazioni, le note, gli upgrade e quant’altro, possano essere elemento di confronto ed analisi e dare un contributo, seppur minimo, alle vostre attività e conoscenze.
La Redazione non me ne vorrà, se in questa prima uscita, rivolgo un ringraziamento davvero grande al Direttore -Maria Margherita Peracchino- che da anni, per il sottoscritto, è una figura di dialogo e di confronto e che gode della mia particolare stima. Ringrazio il Direttore ma la squadra del ‘L’Indro’ nel suo insieme, visto che da anni correggono, elaborano e valutano scrupolosamente le nostre interviste, addentrandosi, spesso, in situazioni e labirinti dialettico-verbali di settore che fanno perdere il sonno, GRAZIE!

Ho ritenuto, come avrete letto dal titolo, di iniziare questo appuntamento settimanale o del week-end, sperando che possa essere un valido veicolo di opportunità di analisi per la settimana successiva. Lo start-up migliore, a mio avviso, è quello di iniziare a parlare di cosa sta succedendo in questo variegato e complesso Mondo che tutti chiamiamo dell’Energia internazionale o quello che più preferisco dellenuove rotte geopolitiche ed economiche del Petrolio’, quindi non c’era titolo migliore che iniziare con ‘Petrolio, a che punto siamo’.

Il Petrolio mondiale oggi vive una crisi, non tanto economica, ma una crisi d’identità, mi riferisco al non riuscire più a dare una connotazione geografica e di quote di mercato ad una delle risorse più antiche del nostro pianeta: l’Idrocarburo.

I media inondano le nostre case, da anni, di terminologie come ‘Fracking’, ‘Shale Oil’, ‘scisti bituminosi’, guerre, mega giacimenti, corruzioni e accordi particolari per questo Oro Nero che da tanti è desiderato, ma allo stesso tempo tanto disprezzato da considerarlo un cancro donato da Madre Terra.

La verità è che siamo qui a parlare e confrontarci grazie a LUI, è una risorsa del sottosuolo, che condiziona da secoli i nostri usi, costumi, modi ed attimi di vita. Con i molteplici impieghi da la possibilità di produrre, colorare, diversificare, riscaldarci, spendere e vivere nel suo insieme, e per questo è una materia tanto contesa da condizionare le strategie politiche, economiche, commerciali e sociali di interi Paesi e continenti.   

Però, un tempo Petrolio voleva dire Arabia Saudita, deserto, uomini con abiti tradizionali arabi e un Mondo industriale tanto lontano ma più vicino di quanto si pensi: chiamato Benzina. Proprio quell’elemento chimico che all’inizio delle nostre giornate condiziona e ci permette di lavorare ma, in questi ultimi anni, di riflettere ed interrogarci sul quella famosa spesa o meglio definita ‘Bolletta Energetica’ delle nostre famiglie.

Oggi tutti gli Stati sono detentori di idrocarburo, una risorsa naturale, e non perché si sia materializzato con una bacchetta magica in pochi anni, ma perché è sempre stato lì, immagazzinato e protetto in quella così definitatrappola petroliferache un tempo non si riusciva a scovare ma che oggi, con le tecniche di prospezione sismica e rilevamento tridimensionale o quadrimensionale, riesce a dare ricchezza anche a chi sapeva di essere sfortunato per non avere nel sottosuolo quel desiderato Petrolio.

Certo, è mio dovere non cadere nel banalizzare alcune morfologie geologiche ed alcune location che per delle sedimentazioni secolari sono più ricche di idrocarburo, come il Medio Oriente. Un regione geografica bella, affascinante, odiata e invidiata che ancora oggi preserva usi, costumi e leggi che non riescono ad essere ben recepite da un Mondo più occidentalizzato e, di ribelli costumi, ma che grazie alla loro ricchezza lo rendono tale. Un grande controsenso naturale che è un dato di fatto! 

Si chiama OPEC, oggi si pronuncia con la lettera minuscola, o meglio, si dice ‘l’opec di una volta’, un’Organizzazione dei maggiori Paesi produttori ed esportatori di petrolio che, attraverso una politica unanime detta di ‘Cartello’, ha, per decenni, regolato e condizionato le strategie politiche ed economiche internazionali, volgarmente detta con la ‘sola apertura o chiusura di quei rubinetti’ che identificano l’immissione in grossi tubi, detti oleodotti o pipelines, che sono veicolo di interconnessione tra Continenti e Stati.

Oggi opec minuscolo, ma da molti anni influenzato da un paese che per quel che riguarda la tecnologia e la ricerca petrolifera è al top, gli Stati Uniti d’America, che, con la loro assodata intraprendenza commerciale ed industriale sono riusciti attraverso tecniche non convenzionali, o dette di Fracking, a toccare la parte più inverosimile del sottosuolo e far sprigionare quell’idrocarburo intrappolato nella roccia, un tempo neanche citato dai così detti ‘cercatori di petrolio’.

Oggi siamo qui, due potenze, diversi Stati e tutti con la voglia di essere leader di settoreSicuramente quello che adesso ho proposto è potuto sembrare più che un’analisi petrolifera qualcosa che ha tutta l’aria di un romanzo, ma era doveroso da parte mia iniziare con queste righe per addentrarci nel prossimo appuntamento, nell’economia reale energetica e nella politica estera che ne condiziona il suo insieme.

Un buon fine settimana a tutti e grazie

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Sull'autore

Michele Marsiglia è presidente della FederPetroli Italia. Da più di 20 anni si occupa di progetti strategici nell’Oil & Gas internazionale. Oltre agli studi Economici Aziendali, durante la Crisi Asiatica del 1997 perfeziona la propria esperienza alla Borsa di New York (New York Stock Exchange) sulle analisi dei principali Mercati Finanziari internazionali con particolare riferimento agli strumenti derivati Futures, scambiati sulla piazza merci di Chicago. Inizia la sua carriera negli Approvvigionamenti Strategici in Outsourcing, approdando dopo alcuni anni all’Agip Petroli (oggi ENI Group) per poi gestire alcuni processi di sviluppo per importanti Raffinerie e Società Petrolifere. Da anni la sua figura è chiamata a rappresentare aziende dell’indotto industriale per Agreement strategici e di Relazioni. Fondamentale il suo coinvolgimento in Libia e in parte del Medio Oriente con particolare riferimento ai nuovi giacimenti di petrolio e gas Offshore e Onshore. Fu l’unico membro con FederPetroli Italia a relazionare in Audizione alla Camera dei Deputati con l’allora A.D. di ENI Paolo Scaroni sulla delicata situazione della nascente crisi libica nel 2011 e la verifica degli Asset Strategici nel paese nordafricano. Ha dato vita nel 2009 a “Operazione Trasparenza” iniziativa per spiegare nel nostro paese che cosa vuol dire Petrolio e Gas. E’ Consulente di Direzione ed Advisor Board per i Rapporti Istituzionali di importanti aziende petrolifere e del Non-Oil. Docente in diversi corsi di specializzazione (post diploma e post-laurea) con collaborazioni in diverse Università. Membro di Comitati Scientifici negli Organismi di studio geopolitico, da anni affronta le tematiche del Medio Oriente e del Continente Africano focalizzando l’interconnessione delle dinamiche economiche, politiche e del dialogo interreligioso nonché esperto delle nuove tecniche di ricerca petrolifera attraverso il Fracking, sviluppate principalmente negli U.S.A. È chiamato come relatore a conferenze e seminari in ambito internazionale, oltre ad essere presente con propri articoli e pareri tecnici sulla principale stampa nazionale e straniera. Complessivamente è autore di numerose pubblicazioni (papers, articoli), il suo nome appare spesso in articoli pubblicati sui principali media internazionali e nazionali, è spesso ospite in trasmissioni televisive e radiofoniche. Definito da tanti un’abile lobbista, in realtà ha sempre dichiarato: ‘’….prendo caffè in giro per il Mondo e stringo mani…...tutto qui’’.