giovedì, Febbraio 20

Perchè Matteo Salvini annienterà le nostre famiglie Conosce perfettamente l’utilizzo e l’efficacia dei meccanismi paranoici, è capace di piegare le volontà altrui ad una narrazione falsa, facendola apparire verosimile, anzi, vera. Insomma: una fabbrica di voti

0

Lo stile di vita è il modo caratteristico con cui ciascuno di noi, nella sua originalità, tende a raggiungere i propri obiettivi, è la nostra impronta digitale, la fotografia quasi perfetta del nostro mondo interiore. Le sue principali caratteristiche sono la coerenza e la costanza, che possiamo rilevare facilmente, pescando, in vari segmenti della vita di un individuo, episodi a caso. Unendoli con un tratto di penna ricaveremo a una linea diritta, come una freccia che indica la direzione di marcia.

L’osservazione del comportamento di Matteo Salvini lascia intravedere criticità che a me non paiono compatibili con l’esercizio democratico del potere, si intuisce un animo violento e colmo di risentimento, conseguenza di presumibili e dolorosi fallimenti nella vita privata che ora cercano ferocemente compenso. Non c’è amore nelle sue idee e nelle azioni conseguenti,  parla costantemente alla parte infantile degli individui convincendoli che la colpa è del compagno di giochi, innescando in chi ascolta senza un necessario corredo autocritico corto circuiti violenti.

Un tratto comune con tanti personaggi negativi della storia. Non solo, come costoro conosce perfettamente l’utilizzo e l’efficacia dei meccanismi paranoici perché lui stesso, come molti di quelli, presenta tratti di personalità infiltrati da tale distorsione. Uno svantaggio se considerato oggettivamente, una fabbrica di voti se in mano a personaggi capaci di piegare le volontà altrui ad una narrazione falsa, facendola apparire verosimile, anzi, vera.
Le modalità sono le stesse usate con successo ottant’anni fa in Germania, gli esiti sono analoghi, anche se per adesso, all’inizio è sempre così, contenuti. Lui indica il bersaglio, in modo subliminale o esplicito, le menti influenzabili eseguono. Prima fa massacrare sui social Liliana Segre dai suoi accoliti, poi fa finta di indignarsi, salvo tradirsi quando invoca Checco Zalone senatore a vita, invece di certe cariatidi. Si, perché per lui, una meteorina, vale più di tutti i padri costituenti messi assieme.

Terribile l’episodio che in queste ora ha avuto come vittima il quotidiano ‘la Repubblica’, una piccola notte dei cristalli, né più né meno. Anche qui, durante un comizio lancia la condanna, e i membri della setta colpiscono.

Il suo primo strumento di lavoro, come gli omologhi nella storia e nella cronaca, sono gli istinti territoriali, che utilizza in modo spregiudicato, connettendo arbitrariamente le naturali insicurezze presenti nell’animo dei cittadini con presunte minacce provenienti dall’esterno. Così riesce a superare la realtà, facendo apparire l’Emilia Romagna, incredibile paradosso, forse la regione culturalmente e amministrativamente più avanzata d’Italia, una sorta di tugurio. La narrazione paranoica è più forte dei cinque sensi.

Alla credulità popolare arriva attraverso due vie d’accesso prevalentiDa una parte c’è drammatizzazione, sostenuta dalle straordinarie doti attoriali innate, come dimostrano i brevi filmati delle sue partecipazioni a un telequiz su una televisione nazionale. Molto giovane e già padrone della scena, capace persino della battuta a effetto. Quei pochi fotogrammi, quella disinvoltura, ma già il fatto stesso di trovarsi in quella cabina, parlano di una persona assetata di visibilità, compenso ad una vita fino ad allora inconcludente perché mutilata di talento, che cerca l’ultima chance nella generosa lotteria della politica, diventata per troppi inetti il regno delle seconde possibilità.

Dall’altra lavorando ossessivamente, aiutato dalla spregiudicata squadra di consulenti informatici, sul tasto delle fobie, le paure irrazionali che albergano dentro di noi, in genere silenti, ma pronte a sgusciare fuori dai recinti appena qualcuno fa saltare i chiavistelli.

Sui collaboratori di Matteo Salvini, complici a tutti gli effetti di questa strategia comunicazionale ai confini della legalità, bisognerà aprire un discorso a parte, perché diventa oramai vitale individuare delle precise fattispecie di reato. La virtualità determina il mondo, i suoi effetti sono talmente amplificati rispetto a quelli che si possono ottenere utilizzando strumenti della realtà tridimensionale, che le pene devono essere commisurate. Ne va del futuro delle nostre famiglie e del Pianeta.

Le fobie albergano in ognuno di noi, figlie di strutture primordiali ma anche di ignoranza, di pregiudizi, di fragilità e insicurezze di ogni genere, comprese quelle legate alle incertezze del domani. Sono anticorpi che possono essere risvegliati a sproposito da narrazioni volontariamente distorte, funzionali a costruire disegni di dominio sulle collettività, non fondati su ragioni di servizio ma da ipertrofica volontà di potenza. Dovremmo ricordare che la politica non è una comunità di recupero per ex bambini viziati o trascurati.

Probabilmente questa inclinazione manipolatoria era già presente nell’infanzia del segretario leghista, in genere taluni tratti, che si svilupperanno nel corso della vita, sono visibili nei primi anni, bastano un paio di ricordi d’infanzia per dimostrarlo, tuttavia si può anche fare l’operazione inversa, leggere gli effetti e risalire alle cause, vista, come si diceva, la continuità e la coerenza dello stile di vita.
Possiamo quindi leggere nelle pieghe di alcuni episodi più recenti, a cominciare, tanto per dire, da quelli raccontati del suo professore delle scuole superiori di Milano, che parla di uno studente che palesava in modo esplicito un feroce razzismo contro i meridionali. Venti anni dopo viene sorpreso dalle telecamere a Pontida mentre canta, insieme ai sodali leghisti, in modo non certo lusinghiero, contro i napoletani ‘puzzolenti’. Un paio di anni fa tratta con disprezzo, mentre visita un campo nomadi,dei bambini che gli avvicinano troppo, un rifiuto selettivo se consideriamo che quando èin caloreelettorale, cioè sempre, scatta selfie con cani e porci.

Mettere un Paese, un enorme insieme di famiglie, nelle mani di persone del genere, potrebbe scaturire un clima di violenza dagli esiti imprevedibili, perché la rabbia e l’intelligenza dei difensori dei diritti e della democrazia sono molto più forti, ma anche più nobilmente motivate,di quella dei mediocri. Alla fine di questo presumibile braccio di ferro tra il diritto e la prepotenza, la comunità uscirà a pezzi mentre per il vero responsabile non ci saranno né punizioni né bunker, semmai un lungo e corposo vitalizio, perché il soggetto non possiede l’epica e neppure i gesti dei grandi dittatori, si accontenta solo della loro arroganza, usata per spremere voti da tutte le Bibbiano d’Italia senza avere la minima idea di come si risolvono i problemi delle persone.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore