lunedì, Luglio 6

Perchè il film ‘Joker’ è così controverso? Le opinioni attorno a quest'opera hanno cominciato ad essere divergenti, con commenti euforici contrastati da critiche anche relativamente pesanti

0

Gli Oscar, che si terranno il 9 febbraio 2020, sono già in subbuglio per uno dei film più controversi di tutti i tempi: ‘Joker’ di Todd Phillips, la storia delle origini del nemico più famoso di Batman. Ma come mai questo film è così controverso e dibattuto? 

Ecco come tutto è iniziato…

L’ascesa del grande interesse attorno a ‘Joker’ iniziò nel momento in cui i grandi festival del cinema d’autunno annunciarono i loro programmi a fine estate. In questa occasione infatti, venne ufficializzata la presenza di questo film ai festival di Venezia e Toronto, oltre ad essere protagonista di una ‘proiezione speciale’ durante il New York Film Festival. Ecco quindi come le opinioni attorno a quest’opera hanno cominciato ad essere divergenti, con commenti euforici contrastati da critiche anche relativamente pesanti. Il clou si è però raggiunto quando a ‘Joker’ è stato assegnato il Leone d’Oro a Venezia, il premio più prestigioso del festival. 

Di cosa parla ‘Joker’?

Per chi non l’avesse ancora visto su miradetodo, il film parla della triste storia di Arthur, che da clown diventa leader di un regno del terrore. Arthur, un aspirante comico, soffre di una patologia che lo fa ridere incontrollabilmente in momenti inopportuni ed è trattato come uno zerbino da quasi tutti, tranne che da sua madre. Ingiustizia dopo ingiustizia, la rabbia di Arthur aumenta sempre più, rafforzata anche dal fatto che gli viene negato l’accesso ai farmaci per la sua salute mentale, fino ad arrivare ad uccidere. Da qui inizia la sua cupa avventura.

Ma come mai è così controverso?

In poche parole, la controversia gira attorno ad un concetto: quanto può essere considerata la dis-avventura di Joker come un viaggio di un eroe per coloro che amano ricorrere alla violenza insensata? Arthur viene infatti, in certi momenti, presentato come un ‘bravo ragazzo’ in balia di una società a cui non importa nulla di lui e ricorda un po’ troppo gli eventi di cronaca reale che si verificano regolarmente, soprattutto negli Stati Uniti. E’ quindi da perdonare? Phillips riesce in qualche modo a stigmatizzare le malattie mentali pur sostenendo i crimini di Arthur. Il regista mostra che il cervello di Arthur lo rende un mostro, pur trovando la sua mania sia divertente e anche – da certi punti di vista – eroica. Phillips ha respinto l’idea che il suo film potrebbe essere accusato di qualsiasi violenza nella vita reale. Lui stesso dice: «E’ un film su un personaggio immaginario in un mondo immaginario e la speranza è che la gente lo prenda per quello che è».  

Inoltre, l’attore che impersonifica il Joker, Joaquin Phoenix ha aggiunto: «Non penso che sia responsabilità di un regista insegnare al pubblico la moralità o la differenza tra giusto o sbagliato». Le osservazioni sono assolutamente legittime e ‘Joker’ non è certo il primo film della storia a raccontare di un inquietante antieroe. Gran parte del disagio su questo film è, in particolare, radicato in un particolare evento: l’orribile sparatoria di Aurora che ha avuto luogo alla proiezione del film di Batman The Dark Knight Rises’, dove l’assassino James Holmes era vestito da Joker e si impersonificava totalmente con esso.

In conclusione, gran parte del panico che si è creato attorno al film sembra puramente una classica situazione pre-internet, un periodo in cui alcune persone temevano che ‘Natural Born Killers’ e Marilyn Manson sarebbero riusciti a spingere i giovani a commettere omicidi. Nel film ‘Joker’, in realtà, c’è veramente poco da temere e, se dovessimo temere un’opera del genere, ce ne sono tante altre che dovrebbero essere messe in croce tanto quanto questa. E alla fine, malgrado le miriadi di controversie, l’entusiasmo ed il successo del film sono stati fra i più sentiti nella storia del cinema. Le stime riportano infatti un guadagno di circa 155 milioni di dollari grazie alle proiezioni in tutto il mondo. Il film può essere oscuro e nichilista, ma alla lontana davvero minaccioso.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore