giovedì, Ottobre 1

Perché al-Qaeda ha ripreso a pubblicare la rivista Inspire?

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di Jasim Muhammad* – È stato pubblicato l’ultimo numero (il 14) di Inspire, incentrato sul ricordo dell’11 settembre. Questo numero della rivista in lingua inglese ha passato in rassegna gli eventi degli attentati alle due torri di New York e all’edificio del Pentagono e dettagli storici già trattati in precedenza dai media. La pubblicazione di questo numero rappresenta un tentativo dell’organizzazione al-Qaeda di riorganizzarsi dallo Yemen.

Si ricorda che la rivista era pubblicata sotto la supervisione di Anwar al-Awlaki, ucciso nel settembre del 2011 da un drone americano in Yemen.

Questo numero si concentra su:

Le operazioni dei ‘lupi solitari’, in particolare:

  • l’operazione portata a termine in occasione della maratona di Boston del 15 aprile 2013 per riportare alla memoria gli attentati dell’11 settembre 2001; gli attentati hanno avuto luogo sulla linea del traguardo della maratona, alla quale parteciparono oltre 27 mila persone, mentre decine di migliaia erano radunate ai lati della strada per seguire l’evento.
  • l’operazione Charlie Hebdo a Parigi nel gennaio 2015: il 7 gennaio 2015 le autorità francesi hanno dichiarato che un attacco armato aveva colpito la sede della rivista satirica Charlie Hebdo a Parigi, causando la morte di 11 persone e ferendone altre dieci, cinque delle quali erano in condizioni critiche. L’Agence France-Presse ha affermato che l’operazione era stata condotta da due persone poi datesi alla fuga.

Il discorso dei neri negli Stati Uniti e l’argomento delle violazioni dei diritti dell’uomo da parte delle autorità statunitensi. Ciò significa che l’organizzazione al-Qaeda gioca sulla corda delle cattive politiche o delle politiche insufficienti e imperfette per acquisire nuovi combattenti e sostenitori, che troverà ampia adesione e vitalità negli Stati Uniti, e probabilmente che assisterà a un afflusso di combattenti neri dall’Europa, dall’Africa e da altri stati. Gli africani potrebbero quindi essere un elemento fondamentale nell’esecuzione delle prossime operazioni. È probabile gli stessi redattori della rivista siano neri americani.

I dettagli dell’esecuzione degli assassinii con un metodo nuovo, cioè con le armi da fuoco e non con i coltelli o le armi bianche, con lezioni sull’uso della pistola e dei silenziatori. La rivista ha dato anche lezioni di intelligence, a cominciare dalla modalità di esecuzione degli assassinii, che è nota presso i servizi di intelligence e include: la scelta dell’obiettivo, l’individuazione del momento opportuno, la programmazione dell’operazione, la raccolta di informazioni a distanza, la raccolta di informazioni tramite fonti vicine e altri mezzi e metodi del lavoro dei servizi segreti, fino agli assassinii tradizionali, che non rappresentano una novità.

La rivista include anche quello che hanno scritto su di essa i giornali britannici, tra cui il Daily Telegraph, secondo i quali oltre 4000 visitatori in Gran Bretagna accedono al sito e il numero 14 è stato scaricato 55000 volte solo in Gran Bretagna.

 

La rivista Inspire e Azan

La rivista Inspire è stata una buona fonte per i giovani estremisti e ha contribuito all’acquisizione di nuovi combattenti dalle cellule individuali e specialmente negli Stati Uniti e in Europa, dopo aver fornito loro dettagli sull’azione degli esplosivi e sulle misure di sicurezza che aiutano i ‘jihadisti’ a nascondersi e non essere soggetti a osservazione e sospetti. Gli attentati della maratona di Boston del 15 aprile 2013 hanno dimostrato le persistenza e l’efficacia delle cellule individuali. La rivista Inspire era pubblicata dall’organizzazione al-Qaeda in Yemen sotto la supervisione dell’americano Samir Khan, saudita di nascita, e di Anwar al-Awlaki, fino alla loro uccisione in Yemen nell’ottobre del 2011 causata da un drone.

La rivista elettronica portava la firma di Al-Malahem Media, il ramo mediatico dell’organizzazione al-Qaeda nella penisola araba e includeva esperienze di vita dei ‘jihadisti’ e loro interviste. Al-Awlaki è stato descritto come ‘ispiratore’ di al-Qa‘ida dopo che è riuscito ad acquisire nuovi elementi giovani, e alcuni lo hanno definito il nuovo Osama bin Laden. In seguito, cioè dopo l’interruzione della pubblicazione della rivista Inspire, è uscita un’altra rivista in inglese dal titolo Azan, pubblicata dall’organizzazione dei Talebani nel Khorasan. Questa ha sostituito la rivista elettronica Inspire che è stata pubblicata dall’organizzazione al-Qa‘ida nella Penisola Araba fino all’uccisione di Anwar al-Awlaki.

La rivista Azan è considerata una fonte per le informazioni, l’addestramento, gli armamenti e l’operato ‘jihadista’ ed è rivolta agli individui che desiderano eseguire questo tipo di operazioni terroristiche. Nell’intervista con il giornale tedesco Deutsche Welle sul suo libro German Jihad (Jihad tedesco), il ricercatore tedesco Guido Steinberg chiarisce le peculiarità dei seguaci tedeschi di al-Qa‘ida e il cambiamento della strategia seguita dall’organizzazione in Occidente verso il ‘jihadismo individuale’, e critica le politiche arabe sbagliate per la lotta al terrorismo.

‘Lupi solitari’ è un’espressione di intelligence che allude alla comparsa di uno o più individui, non organizzati o non subordinati a un’organizzazione piramidale che dia loro istruzioni e disposizioni per l’esecuzione di operazioni terroristiche, che si occupano in prima persona della pianificazione e dell’esecuzione entro le proprie possibilità.

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