lunedì, Dicembre 16

Per Ursula Von der Leyen un rompicapo di Commissari Oggi a Roma ancora alle prese con la formazione di una squadra competente e allineata ai suoi obiettivi programmatici, la Presidente si confronta con il suo limite, la riluttanza dei leader dell'UE

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Oggi il tour europeo della Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha toccato Roma, dopo che in settimana era stata in Spagna e Croazia, per un incontro con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. «Sono qui a Roma per ascoltare e chiedere il sostegno dell’Italia, perché dovremo dare una risposta unita e forte alle sfide. Superare le divisioni nord-sud, est-ovest, Paesi piccoli e grandi. Una Ue unita ha bisogno di un’Italia forte e prospera» , ha affermato von der Leyen nel corso delle dichiarazioni alla stampa con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. 

«Siamo consapevoli delle importanti sfide che ci attendono, abbiamo bisogno di individuare delle soluzioni sostenibili. Sul tema delle migrazioni io vorrei proporre un nuovo patto per le migrazioni e per l’asilo», «Abbiamo bisogno di una nuova soluzione, di una nuova boccata d’aria»  ha aggiunto Von der Leyen, «vogliamo che le nostre procedure siano efficaci, efficienti ma anche umane. Non è un compito facile ma abbiamo capito tutti che non esistono risposte facili»

Conte da parte sua ci ha tenuto a sottolineare «Al centro delle nostre discussioni ci sarà anche la nomina del Commissario italiano, rivendichiamo un portfolio economico di primo piano, adeguato alle ambizioni e alle responsabilita’ che l’Italia vuole assumersi. Siamo disponibili ad offrire e a concordare il profilo di un candidato che sia il più possibile adeguato a svolgere bene questo ruolo, nell’interesse dell’Italia e dell’Europa».  Possibile che  Von der Leyen riesca rimettersi in aereo con uno o più nomi in testa, ma ufficialmente il nome del candidato Commissario italiano non c’è ancora, in quanto la Lega tarda a decidere, dopo il ritiro di Giancarlo Giorgetti.

In effetti, il vero problema che ora la Presidente si trova a dover risolvere in questo caldo agosto europeo è proprio il nodo della squadra dei Commissari: metterla insieme e e convincere i membri del Parlamento europeo (deputati europei) ad approvarla  in modo che possa entrare in carica il 1 ° novembre.

Von der Leyen nel suo discorso del 16 luglio  -giorno della sua elezione- si è impegnata su alcuni punti molto complessi: organizzazione di conferenza sul futuro dell’Europa -che potrebbe significare anche discutere del riassetto dei poteri di Parlamento, Commissione, Consiglio- , realizzazione di un piano per far fronte alle violazioni dello stato di diritto, lavorare ai riequilibrio dell’Unione che oggi appare divisa tra Nord-Sud, Est-Ovest, tra Paesi piccoli e più grandi o tra Paesi più giovani e più vecchi. 

Per mettere in pratica queste idee, la Presidente eletta avrà bisogno di un efficace team di commissari, preparati e molto allineati, convinti degli obiettivi fissati dalla Presidente.
Gli Stati membri nominano i loro candidati alla carica di commissario, è il Presidente che decide quali ruoli ricoprono. Non tutti possono avere un portafoglio strategicamente importante, quindi von der Leyen dovrà opporsi agli Stati membri che provano a metterla sotto pressione mentre abbina i candidati ai lavora sui profili e i compiti da assegnare loro. 

Nel suo intervento al Parlamento europeo, von der Leyen ha promesso che la sua Commissione sarebbe stata equilibrata dal punto di vista del genere e che avrebbe chiesto agli Stati membri di offrire un candidato femminile e maschile. Diversi Paesi hanno ignorato l’invito e hanno presentato solo un candidato maschile. «Dovrebbe chiedere a questi Paesi di suggerire anche una candidata. Essere fermi con questi Stati membri recalcitranti la aiuterebbe a conquistare i deputati che temono di essere sotto il controllo delle capitali dell’UE», sostiene in un report Agata Gostyńska-Jakubowska,  ricercatrice presso il Center for European Reform.

Nomi e incarichi nel rispetto di quanto promesso e nella speranza di avere collaboratori in gradi di portare avanti il programma sul quale è stata eletta è un grande rompicapo. «Von der Leyen dovrebbe assegnare alcuni posti di alto livello a rappresentanti dell’Europa centrale e orientale e della Scandinavia, che la aiuterebbero a garantire il sostegno degli eurodeputati di questi Paesi», secondo Gostyńska-Jakubowska.

La nuova Presidente  dovrebbe anche «seguire l’esempio di Jean-Claude Juncker e organizzare il lavoro del suo college attorno a ‘team di progetto’ per realizzare le sue sei priorità: 1) un Green Deal europeo; 2) un’economia che lavora per le persone; 3) un’Europa adatta all’era digitale; 4) proteggere lo stile di vita europeo; 5) un’Europa più forte nel mondo; e 6) una nuova spinta per la democrazia europea».

Dovrebbe incaricare i vice presidenti di gestire i progetti di gruppo e chiedere loro di filtrare qualsiasi iniziativa che non corrisponda alle sue priorità. «Ci sono anche alcuni problemi nelle linee guida politiche di von der Leyen, come la sicurezza informatica, che toccano più di una delle sue priorità. Sarebbe meglio affrontarli con ‘task force’ flessibili che uniscano esperti di varie direzioni generali e del segretariato generale. Questo tipo di installazione flessibile, gestita da un commissario, consentirebbe alla Commissione di rispondere rapidamente e in modo completo alle nuove sfide emergenti».

Von der Leyen in tutto questo si troverà di front i  limiti del suo potere, che risiedono nella riluttanza dei leader dell’UE a compiere passi ambiziosi verso la risoluzione dei problemi più urgenti dell’UE, conclude Gostyńska-Jakubowska.

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