mercoledì, Novembre 25

Per Renzi ‘va tutto bene’, ma nel PD è prossima la resa dei conti Da Napoli vanta i successi del suo PD, ma anche i petali del fu giglio toscano cominciano a sfilacciarsi

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Ora, per tornare alla situazione economica del Paese, alle rose e ai fiori annunciati dal Presidente del Consiglio: Standard & Poor, agenzia americana che dà i voti ai agli stati in merito alla tenuta dei conti, ‘promuovel’Italia: il rating, per la prima volta negli ultimi 15 anni, passa da BBB-A3 a BBB-A2. L’agenzia riscontra «adeguate capacità di rispettare gli obblighi finanziari. Tuttavia, condizioni economiche avverse o cambiamenti delle circostanze sono più facilmente associabili ad una minore capacità di adempiere agli obblighi finanziari assunti». BBB-A2 questo significa. E’ quello che indica anche il BBB-A3. Dunque? La ‘promozionesi deve al fatto che Standard & Poor «riscontra migliorate prospettive di crescita sostenute da un aumento degli investimenti e una crescita costante dell’occupazione»; e si fa riferimento alla soluzione della crisi delle banche. Chi paga per questa ‘soluzione’ (i cittadini, essendo un intervento pubblico) poco interessa all’Agenzia. E l’occupazione? L’Agenzia prende a riferimento fonti ufficiali come l’Istat; cifre e dati ‘aridi’, che però non riferiscono il fatto che si tratta di occupazione in buona parte precaria.
E’ comunque un fatto che la Commissione europea chiede conto al Ministro Pier Carlo Padoan di unbuco‘, circa 1 miliardo e 700 milioni che non compare nella lettera di Bilancio 2018 inviata a Bruxelles. «Deviazione significativa» (così la definiscono i commissari) dalle richieste di risanamento del deficit; chiedono una risposta entro martedì. Dal Ministero rispondono che si tratterebbe di un problema relativo a metodi di calcolo diversi. Padoan con il commissario agli Affari Economici Pierre Moscovici, ha un ottimo rapporto. I due hanno convenuto che all’Italia sarebbe stato sufficiente, per il 2018, un ‘aggiustamento’ strutturale del deficit dello 0,3 per cento: cioè 5,4 miliardi rispetto ai 5 preventivati. Un aggiustamento dei conti da garantire in modo credibile. Ma a Bruxelles i funzionari della Commissione, hanno scoperto che c’è  un buco nel Bilancio pari allo 0,3 per cento. In sostanza, mancano cioè 1,7 miliardi.
E per quel che riguarda l’occupazione interna: circa il 70 per cento si tratta di nuovi contratti a termine: quattro giovani su dieci un lavoro a termine. Dal Mezzogiorno sono disponibili a lasciare l’Italia il 45 per cento dei giovani; dal Nord il 31 per cento. Si può dare un’occhiata a “Garanzia giovani”, l’iniziativa che si rivolge ai giovani che hanno un’età compresa fra 15 anni (compiuti) e 29 anni (fino al giorno precedente il compimento del trentesimo compleanno), che non sono occupati e non frequentano percorsi di istruzione, formazione o tirocinio. Il 70 per cento delle 438 mila proposte di ‘politica attiva’ è dato dai tirocini, 500 euro al mese, senza contributi e tutele e solo il 26 per cento diventano contratti, il 14 per cento si tratta di bonus occupazione, a termine, la formazione 8,1 per cento, apprendistato 0,1.

«Tout va très bien, madame la marquise», canta Ray Ventura con les Collégiens. Il guaio di questo Paese è che è dominato da una leadership politica (si fa per dire), strutturalmente egocentrica, che pensa di poter contare solo su se stessa, e diffida di tutti se non di plaudenti fedeli, e non si accorge di quello che accade nel mondo che li circonda. Pensano che il loro modo di governare sia l’unico giusto, buono, possibile. Chi dissente è un disfattista. Queste persone, quando si accorgono che la loro parabola è in fase calante, accentuano l’innata diffidenza e, al pari del biblico Sansone, sono disposti al suicidio con tutti coloro che li circondano. Per questo sono più pericolosi di quando sono sugli altari. Il discorso vale per Renzi, ma non solo per lui.

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