martedì, Novembre 19

PD: urgente bisogno di uno psichiatra Un partito ‘popolare’ che ha dimenticato il popolo, lo ha lasciato nelle mani di una congrega di gente orgogliosamente incolta, volgare, brutale, ma specialmente senza idee. Ora cosa diamine vuole fare il PD, con chi? visto che ha cancellato la propria base

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«Sperare di fare crescere l’oggetto Partito Democratico a partire dalla sua attuale collocazione elettorale (e molto probabilmente abitativa dei suoi dirigenti e dei suoi parlamentari) ovvero le Zone a Traffico Limitato delle città italiane, oppure andare in mare aperto alla conquista di quella ‘terra incognita’ che si chiama periferia (non solo geografica)?.. Non dovrebbe essere questo il dilemma di fronte al quale i candidati alla segreteria del PD avrebbero l’onere e l’onore di dare una risposta iniziale? Finora non sono neppure riuscito a sentire il famigerato ‘silenzio assordante’ di (in rigoroso ordine alfabetico che, casualmente è anche di vicinanza al Renzismo): Giachetti, Martina, Zingaretti … Il compito è non trovare casualmente un contenitore, ma formare un’organizzazione di uomini e donne, che non è una ditta (oggi piccola bottega artigiana che rischia lo sfratto), ma neppure un veicolo personalizzato.  Che è uno strumento per fare politica intesa sì come ottenere voti e conquistare cariche, ma anche come dare rappresentanza (ai cittadini, non all’indistinto popolo) e offrire capacità di governo».
Le frasi riportate qui sopra sono del professor Gianfranco Pasquino, politologo ben noto e non lontano dal PD, quindi certamente non sospettabile di ostilità preconcetta verso quel partito o ciò che ne resta.

Che il partito, che fu di Enrico Berlinguer, fosse in grave difficoltà era noto da tempo e le scorse elezioni lo hanno dimostrato in maniera clamorosa e durissima. Per vari anni quel partito, specialmente sotto la direzione di Matteo Renzi, ha condotto una politica insulsa, di amicizia verso Silvio Berlusconi e la genìa di persone che intorno o grazie a lui ruotano (e, non è un caso, ieri il Berlusconi è ‘tornato’ in campo), e di ostilità o indifferenza verso la parte più povera e sempre meno ascoltata della popolazione.
Un partitopopolareche ha dimenticato il popolo, anzi, peggio, lo ha lasciato nelle mani di una congrega di gente orgogliosamente incolta, volgare, brutale, ma specialmente senza idee nel senso migliore del termine: idee progettuali, idee di futuro, senza idee di progresso (non Instagram o i navigator/nocchieri del Missipipì!), senza coerenza ideologica, ah che bestemmia, e quindi diciamo filosofica. Il tutto per cosa? a vantaggio delle banche (in senso deteriore) e della grande industria (di nuovo in senso deteriore), degli affari in senso lato, comunque del potere fine a se stesso, come gli attuali ‘padranguangheri’ della politica italiana.

Per carità, le banche sono importanti, fondamentali in un Paese moderno, perché servono a redistribuire la ricchezza, permettendo a chi soldi non ne ha o ne ha pochi di investire per iniziare o mantenere in vita una attività imprenditoriale per piccola che sia. In questo senso l’amicizia per le banche è provvidenziale; ma l’amicizia verso le banche come strumento economico, non come strumento di potere e, magari, di arricchimento personale e degli amici.

Lo stesso dicasi per l’industria. L’amicizia per Sergio Marchionne va benissimo, ma non va affatto bene se Marchionne paga poco e male i lavoratori e porta all’estero la più grande industria italiana, cosa non di certo fatta solo da Marchionne, sia chiaro.

Tutto ciò non solo è stato fatto, ma lo si è fatto smantellando contemporaneamente l’organizzazione del partito, le sue sedi o sezioni, diventati circoli ma sempre meno numerosi, e i suoi militanti. A suo tempo, tanti ed entusiasti, ma poi sempre di più stanchi e sfiduciati, e attratti dalle facili formule degli arrembanti stellini e leghisti.
Ora, un partito che sia un partito e non solo una accozzaglia di dirigenti autoreferenziali e attenti solo ai propri interessi (magari solo politici, ma sempre propri), avrebbe dovuto chiedersi come mai le persone più logicamente vicine ad esso, se ne allontanavano a grandi passi.

Per di più ci si dovrebbe legittimamente aspettare da un partito che sia tale una linea di chiara difesa dei principi della nostra Costituzione, fondata sul lavoro (sic!), e del nostro sistema giuridico. Che ciò non sia di moda è ben noto, e con Berlusconi si è arrivati al limite massimo di quanto mai si fosse visto … cioè quasi perché ora col caso Salvini e con il caso ‘papà’-Renzi-Di Maio-Di Battista e chi sa chi altri, si è raggiunto il massimo ‘più massimo’ di prima … finora.
Del caso Salvini ho già detto molto. Ma ora le urla di Renzi & co. contro i giudici ad orologeria a causa degli arresti domiciliari dei genitori di Renzi è uno scandalo, davvero incredibile. Non occorre nemmeno parlane, la osa è evidente e lascia il re, anzi i re, nudi da fare schifo e, palestrati o meno, tra Renzi e Di Maio eccetera non saprei dove voltarmi.

Ormai la convinzione comune di tutta la politica italiana è che la Magistratura va messa sotto controllo e resa incapace di nuocere. Gli stellini, dopo tanto chiasso di ‘o-ne-stà’, ora sono sulla stessa linea con il pieno accordo dei ‘garanti’ … il solo fatto di avere bisogno di garanti, e che garanti!, è un obbrobrio. Ci si poteva aspettare che almeno il PD … Un momento, non sono ammattito: che il PD non fosse inattaccabile in materia di attacco ai giudici è cosa chiara e nota, basterebbe quello che hanno fatto e detto sui vari casi bancari e di Consip e … eccetera, nemmeno li ricordo più. Ma ora, ora che potrebbero considerarsi liberi di parlare, non avendo apparentemente nulla da perdere, proprio per laovvietàdegli arresti domiciliari dei genitori di Renzi, scatenano una bagarre invereconda, che neanche i ben noti avvocati di Berlusconi. E chi, poi, più di tutti la scatena? Il Presidente del PD. 

E sì, perché, si scopre ora, che il PD, privo di segretario in attesa che il primo che passa vada a votare qualcuno nei Gazebo del PD (già questo basterebbe a sentirsi sulla Luna) è però ricco di Presidente, in persona di un ‘giovane turco’. Sorvolo sul giovane, tutti ci illudiamo, ma turco, che vuol dire? perché?; ma, a parte ciò, come è possibile che un giovane turco sia Presidente di un partito alla ricerca di un segretario, e, ancora di più, come è possibile che il non più giovane-turco-presidente di un partito senza Segretario, decida l’iscrizione del partito al partito di Calenda?
Questa è allucinazione pura, roba da neuro-deliri … mi spiego: a me sembra di avere bisogno urgente di uno psichiatra (e bravo per giunta) perché delle due l’una o sono matto io o lo sono loro, ma siccome ‘loro’ sono importanti e potenti, e per di più turchi, il matto sono sicuramente io.

E gli aspiranti Segretari? Passano il loro tempo a dire tutto il male possibile di Lega e stellini: la solita solfa: ‘Tu hai fatto questo, ma tu lo hai fatto anche prima, no tu lo hai fatto più grosso, no sei tu che lo fai grosso e ripetuto’ … e così via all’infinito, senza costrutto, solo urli, insulti, balle. Poi, naturalmente, ciascuno parla sottovoce di tutto il brutto dell’altro concorrente, nel tafazzismo più ridicolo. Ma insomma, va bene, ma cosa vogliono fare, cosa propongono, con chi vogliono farlo, e come, alleandosi con chi … ah no, loro sono tutti veltroniani (un altro fenomeno!) vogliono un partito con la vocazione maggioritaria. E in quanto a capacità di Governo, beh la abbiamo vista, no? Chiacchiere a parte, per dirla in una parola, cosa diamine vuole fare il PD, e specialmente con chi, visto che ha cancellato la propria base? La prospettiva è Calenda? Auguri.

D’accordo, il matto sono io. E quindi, tranquilli … ho prenotato un posto in camera singola al Frullone … chi conosce Napoli, sa che è stato un ben noto manicomio, oggi vi si registrano gli animali domestici! Vi aspetto in visita.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.