martedì, Agosto 4

PD: le ragioni di un en plein La vittoria schiacciante, figlia dell'astensionismo e della paura

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Scrivo buon’ultima, dopo aver fatto commentare, folleggiare, sparare a zero tutti i sicumeristi di professione, i proprietari della verità rivelata. Dopo che Marco Travaglio lo è diventato di nome e di fatto, perché il suo idolo si è dimostrato con i piedi di cera. Dopo che il PD ha spruzzato ebbrezza del successo senza la misura che occorre sempre applicare in un settore, com’è la politica, dove c’è un preoccupante parallelismo fra le meteore e le ere geologiche.

Dopo che i Fratelli d’Italia sono stati restituiti a Mameli, senza neanche photoshop. E i litigiosi dell’estrema sinistra locale si sono conquistati anche la loro libbra di carne, protetti dalla bandiera di un giovane leader d’importazione. E, quasi quasi, in prospettiva dei Mondiali di calcio, ritorneremo, dopo 20 anni di potenziale confusione, a poter urlare Forza Italia!’, senza temere di essere fraintesi.

Insomma, ho a disposizione una messe di commenti che hanno analizzato fino allo spasimo i risultati elettorali, come al solito col paraocchi nazionale, malgrado votassimo per una consultazione di respiro europeo. Potrei fare la turibolante di qualcuno, oppure scegliere il ruolo, comme d’habitude, di contestatrice, di bastian contraria.

Quando ci sveglieremo dall’ubriacatura del 40 e più per cento conquistato dal PD alle urne, vedremo che la vittoria non è poi così netta, perché l’astensionismo ha attratto più elettori di Renzi. E questo non solo secondo una fisiologia che ci sta facendo sempre più avvicinare a modelli europei –in Belgio, ad esempio, dove il voto è un obbligo, si arriva al 90%, come ai bei tempi degli italiani divisi fra DC e PCI e che, invece, attualmente, si trovano mescolati in una broda che non è né carne né pesce, tant’è senza ideali chiari e condivisi -, ma anche in quanto tale astensionismo diventa espressione di una diffusa perplessità verso una politica che manca di ‘visione’, nazionale e europea e, per mimetizzare questa vacuità, ricorre ai performer e alle loro battute. A teatro sarebbe da spellarsi le mani. Ma affidare loro il nostro destino?

Preciso che non sono stata un’astensionista; non ho votato scheda bianca; non ho annullato la scheda con un articolo improvvisato ad hoc sul perché li consideravo tutti una manica di arrivisti, incuranti dei problemi del Paese.

Alle 10 del mattino di domenica ero già al seggio vicino casa e la mia sezione, la 2152 di viale del Pinturicchio, mi ha fatto la sorpresa di una compagine di presidente, segretaria, scrutatrici (e forse anche rappresentanti di lista), otto in tutto, completamente femminile.

Devo dire che questo mi ha messo di buonumore  -sono proprio una femminista sfegatata… – ed ho votato più veloce della luce, anche se in maniera del tutto diversa rispetto all’intenzione con cui ero uscita di casa.

Questo fenomeno sperimentato in prima persona mi ha dato una chiave di lettura senza mediazioni di ciò che è accaduto nella mente degli italiani  -quelli che si sono recati a votare- concretizzatosi nei risultati a sorpresa rispetto alla vigilia.

Quelli che hanno perso dovrebbero fare un autodafé e non prendersela con gli elettori, bensì con sé stessi, che hanno comunicato scenari assolutamente destabilizzanti, confondendo le acque fra una consultazione europea e i nostri regolamenti di conti interni.

La sguaiataggine di Grillo è stata il suo harakiri, facendo scappare un elettorato che lo aveva adottato precedentemente come portavoce della propria protesta. L’anno trascorso dalle precedenti elezioni è servito come banco di prova della pochezza del Movimento, che ha mandato in Parlamento qualche persona equilibrata e un’accozzaglia di dilettanti allo sbaraglio.

La campagna elettorale per le Europee ha esaltato tutte le manchevolezze di una forza politica’ che non sa esprimere altro che dissenso e livore. Che si schiaccia su copioni cabarettistici, senza proporre nulla di concreto o di alternativo.

Credo che il comizio di Piazza San Giovanni abbia allontanato più che avvicinare l’elettorato a Grillo. E non perché parlare di Enrico Berlinguer sia un tabù  -dopo che è stato persino veltronizzato, c’è stato l’assalto alla diligenza a contenderselo-  ma era così paragnosta l’operazione di Gian Roberto Casaleggio di impadronirsi di un Lare della sinistra   -anche perché, ormai, siamo sinceri, la sinistra s’è squagliata-   che moltissimi potenziali elettori sono scappati a gambe levate.

Per salvarsi la faccia, nel corso della giornata elettorale, un’ancella M5S ha fatto girare la bufala di un ordine di scuderia del Viminale, per annullare i voti indirizzati ai grillini. Poi ci si è messo anche un militante ha fotografato la scheda in cabina e si è beccato un arresto, e tutto ciò ha dato la misura della loro assoluta follia.

Anche la debacle di Forza Italia è riconducibile ad una valanga di chiacchiere senza senso e che non avevano alcuna attinenza con l’Europa. In più, quel leader in decomposizione, oltretutto privo di elettorato attivo  -per la condanna, gli è stato tolto anche lo status di votante. E lui non ha perso l’occasione per ammiccare, dicendo che un po’ gli è mancato il dover votare. Certo, non ha potuto fare passerella e battute dinanzi ai fotografi al seggio! Ma ci ha pensato la sua Maintenon, recandovisi con la Maria Rosaria Rossi …, una specie di rivendicazione del potere femminile sul loro co-badato-  era davvero il maggiore elemento di scoraggiamento al voto per il suo Partito ad personam. Che comunque ha raccolto oltre il triplo dei voti del suo transfuga Angelino, con un effetto che, malgrado si tratti di elezioni europee, è prevedibile si riverbererà sulla composizione del Governo. 

Questo florilegio di riflessioni, sommate insieme, paiono la ricostruzione del mosaico di motivazioni che ha incanalato il voto verso il PD. Un voto che non premia Renzi, ma lo assume come scudo contro le derive. Non s’illuda, così come 2,5 milioni di elettori son fuggiti da Grillo, se le sue si riveleranno promesse di marinaio, i suoi votanti saranno pronti ad abbandonarlo: #matteononstaresereno.

 

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