lunedì, Agosto 3

PD e Forza Italia al collasso, Salvini dilaga Espugnati tradizionali fortini rossi; M5S rivela tutta la sua strutturale fragilità

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Di per se non è un risultato sorprendente, quello delle elezioni di ieri. E’ accaduto quello che era facilmente intuibile e prevedibile. PD al collasso (ma anche Forza Italia), Matteo Salvini dilaga.

Non c’era ragione che il Partito Democraticotenesse‘ e vincesse anche nelle amministrazioni dove tradizionalmente ha governato. Perchè al di là della disaffezione testimoniata dall’alto numero di astensioni, ormai larghi settori di opinione pubblica votanodi pancia‘, sulla base di simpatie o antipatie (e il PD paga ancora l’effetto Matteo Renzi e giglio toscano); e sull’effettosuggestione‘: e qui il leghista Matteo Salvini è abilissimo nell’intercettare umori che per quanto immotivati e sbagliati, sono comunque prevalenti. D’altra parte è ancora presto perchè finiscano gli effetti ‘luna di miele’ di cui beneficia ogni nuovo Governo. Anzi, le polemiche innescate da francesi, tedeschi, spagnoli, per quanto le si possa ritenere fondate, hanno contribuito a rafforzare la figura di Salvini, e a far apprezzare la sua politica ‘muscolare’.
Per riassumere: si raccoglie quello che si semina.

Il segnale che viene da Pisa, Massa, Siena, Imola, Terni è forte e chiaro. Per il centro sinistra è stata una vera e propria debacle. Regioni-feudo come l’Emilia Romagna, la Toscana, l’Umbria sono state espugnate. C’e’ ben poco di che consolassi con Ancora, Teramo, altre limitate realtà. Il PD (ma anche Forza Italia, se il caso di Imperia ha un significato), sono allo sbando. Una rotta alla Caporetto. E come a Caporetto la responsabilità va ai dirigenti passati per la loro spocchia; ai presenti per le loro miopie; e i militanti sono quei ‘soldati’ che fanno quel che possono per arginare, in attesa -per ora vana- di qualcuno che sappia ipotizzare una linea del Piave e riconquistare fortini fino a ieri inespugnabili.
‘Omnia mutantur’, dice a ragione Ovidio. Che però saggiamente fa seguire il ‘tutto cambia’ a ‘nihil interit’ (nulla perisce). Non periranno certo, da oggi, gli italicivizi‘ come quello di andare in soccorso del vincitore; e neppure ‘l’eterno italico fascismo‘, tante volte denunciato da Vitaliano Brancati, Ignazio Silone, Leonardo Sciascia.

Che accadrà ora? Il dominus è Salvini. Può decidere, come tanti sospettano, di puntare a elezioni anticipate a novembre, così  da fare il ‘pieno’ e governare da premier. Per quanto l’interessato lo neghi, è una possibilità che da tempo ha messo in conto. Da Berlusconi è  finora venuto un secco ‘NO’, ma la voce di Forza Italia è flebile, pochissimo influente. Il M5S rivela, non da ora, tutta la sua strutturale fragilità. In settimana Beppe Grillo calerà a Roma, ma Davide Casaleggio, Luigi Di Maio e compagnia non hanno molte carte da spendere. Di fronte a una possibile strafexpedition leghista non sarà facile opporre una linea di contenimento.
Di certo non questo PD. E per fare un esempio: qualche giorno fa Oliviero Toscani ha una bella idea, e lancia una iniziativa politico-pubblicitaria: un appellopolitico lanciato a Paolo Gentiloni, Carlo Calenda, Graziano Delrio, Maurizio Martina, Emma Bonino «e altri».  Come il nuovo costume impone, twitta: «Sono pronto a fare una foto di gruppo per un grande manifesto di resistenza. Questa fotografia sarebbe l’occasione per  discutere del grande futuro che ci aspetta. Ci state?». Gentiloni risponde: «Grande!», Calenda: «Pronto», Emma Bonino: «Ottima idea».
Una fotografia ‘uniti’ per discutere…Grande, pronto, ottima idea… Che abbiano avuto bisogno del ‘suggerimento’ di un manifesto in comune, sia pure con la geniale ‘regia’ di Toscani, per discutere, qualcosa dice. E non autorizza un particolare ottimismo per quel che riguarda il ‘grande futuro che ci aspetta’.
Poi si apprende che Toscani è infervorato: «Organizziamoci! La sinistra deve cominciare a ragionare. Quanto sta accadendo è peggio del fascismo, perché democraticamente imposto».
Bene per quel che riguarda l’organizzazione, ammesso che si sappia, voglia, riesca a trovare un filo comune. E per dire (non si tratta di mera questione semantica): si auspica e si vorrebbe lavorare per favorire e costruire ‘unità’, o ‘unioni’? Bene anche che si cominci a ‘ragionare’, ammissione che finora il ragionamento latita (e del resto i risultati di questa lacuna sono sotto gli occhi di tutti). Ma è una affermazione che lascia perplessi. Quella relativa a quel che sta accadendo: ‘è peggio del fascismo perchè democraticamente imposto’.    E’ di questo che si invita a ragionare? La  ‘democratica’  imposizione?
Non ci si deve stupire se Salvini vince e dilaga.

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