domenica, Gennaio 20

Pasolini. “Io so”

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Io so‘ scriveva Pier Paolo Pasolini sul ‘Corriere della Sera‘ il 14 novembre 1974. Quaranta anni dopo, quasi quarantuno, le sue parole parlano. Ché Pasolini è vivo, e non solo metaforicamente. E la questione del suo ‘corpo mai sepolto’, tema ricorrente nella riflessione sulla sua opera e persona, efficacemente ripreso da Fabrizio Gifuni su ‘la Repubblica‘ del 3 novembre 2015, è piuttosto la questione di un corpo inseppellibile, perché mai realmente morto.

Abbiamo iniziato a raccontarlo, in una inedita narrazione, nel quarantennale della scomparsa: Pasolini. La scomparsa preparata. Dopo aver ripreso la sua efficacia di analisi come chiave per comprendere le vicende di Mafia Capitale: Il ‘Palazzo’ di Mafia Capitale e Pasolini. “Io so”, noi sapevamo.

 

E lanciamo una nostra Proposta. Dall’ottobre 2015 è stata avviata una raccolta di firme per istituire una Commissione Parlamentare di Inchiesta sul mistero della morte di Pasolini. Che, ribadiamo, piuttosto dovrebbe essere sulla sua scomparsa. Ma, sopra tutto, proponiamo che venga istituita una Commissione di Indagine sull’ancor più affascinante mistero della sua non scomparsa.

 

Ché Pasolini è vivo.

 

 

Pubblichiamo l’Intervento di Pier Paolo Pasolini. Al netto delle occorrenze temporali (in primo luogo i riferimenti al ‘golpe’ e al contesto internazionale), un profetico e lucidissimo antivedere, che può costituire strumento di ulteriore lavoro. Per l’oggi e per il domani.

 

Pier Paolo Pasolini  Cos’è questo golpe?

Corriere della Sera‘, 14 novembre 1974

 

Io so.
Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpe istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del vertice che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpe, sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli ignoti autori materiali delle stragi più recenti.
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).
Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l’aiuto della Cia (e in second’ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il ’68, e in seguito, sempre con l’aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del referendum.
Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l’altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l’organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggio grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari.
Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.

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