lunedì, Settembre 28

Partiti: ‘buoni a nulla, ma capaci di tutto’ Il nuovo che avanza è un insieme di avanzi, e le pratiche concrete sono sempre le stesse, solo che in passato almeno mangiavano usando le posate

0

In una certa pagina del suo fluviale ‘Guerra e pace‘, Leone Tolstoi racconta di ‘partiti’ che pascolavano presso la corte dell’imperatore Alessandro, ed era imminente, inevitabile la guerra con l’armata napoleonica. Uno di questi ‘partiti’ – che tra loro si contrapponevano e si osteggiavano – , l’ottavo per la precisione, era il più numeroso, il più forte: rispetto agli altri stava come 99 sta a 100. Persone a cui nulla importava della pace o della guerra, come scongiurarla o vincerla: «Desideravano soltanto un’unica cosa, la più importante di tutte: la maggior quantità di vantaggi e di piaceri personali». E così operavano «in quell’acqua torbida di intrighi che, incrociandosi e aggrovigliandosi, fervevano al gran quartiere generale dell’imperatore…».
Non siamo alla corte dello zar Alessandro, non c’e’ un Napoleone alle porte.
Non c’e’ neppure l’ombra della tragica grandezza di quei conflitti (e neppure un Tolstoi capace di trasfigurare storie che potrebbero essere soggetti da telenovela in immortali capolavori). Abbiamo, piuttosto, un’Italietta che non riesce a far onore al suo essere e al suo essere stata; che ha dato e può benissimo ancora dare lustro e lezioni al mondo; e si riduce a triste, neppur divertente, caricatura, dobbiamo ringraziare, per questo, una classe politica passata e una, diciamo cosi, classe politica attuale.
Si deve a Marco Pannella una preveggente definizione  che perfettamente e sinteticamente descrive l’esistente: ‘buoni a nulla, ma capaci di tutto‘.
I capaci di tutto sono quelli al Governo. Capaci della loro manifesta incapacità, arroganti della loro potenza e impotenza insieme. Un Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che praticamente non esiste; è come l’Agilulfo di Italo Calvino. Al suo fianco un Matteo Salvini e un Luigi Di Maio che gli fanno da scudieri; ognuno impegnato a produrre una quantità difumo mediatico fatto di proposte bizzarre, contraddittorie, ad alto tasso demagogico; e al momento del dunque, un nulla fatto di niente. Poi tutt’ intorno una corte di nani e cortigiani che fanno ridere e piangere insieme. Una corte dei miracoli che crede alle scie chimiche, mette in discussione la validità dei vaccini, crede ai microchip sottocutanei a nostra insaputa, parla di complotti notturni per modificare relazioni tecniche che prevedono le conseguenze negative di decreti governativi…insomma, un circo Barnum (che i circhi non si offendano).

Poi, i buoni a nulla, le cosiddette opposizioni. Su di loro meglio stendere un pietoso velo: incontri un dirigente del Partito Democratico e ti accorgi che quello è capace di far polemica con se stesso; ne incontri due, e ti danno tre opinioni che confliggono tra loro; fanno una segreteria unitaria che deve durare tre mesi, e un’ora dopo già sono frantumati. Su una cosa, però, i buoni a nulla e i capaci di tutto sono uniti e compatti: nella spartizione del potere, nel sedersi a tavola per i posti. Poi naturalmente, Lega e Cinque Stelle si prendono la carne, alle opposizioni lasciano ossi con pochi brandelli, ma questo accadeva anche ai tempi di Matteo Renzi. E’ accaduto con le cariche istituzionali, con le presidenze delle Commissioni, con i vertici della Cassa depositi e prestiti, la Rai e altri centri di potere reale.

Il nuovo che avanza è un insieme di avanzi, e le pratiche concrete, quelle effettive, sono sempre le stesse; solo che in passato erano più attenti alle forme, diciamo che mangiavano usando le posate e ogni tanto pulendosi con il tovagliolo prima di bere. Oggi mangiano con le mani e bevono come capita.
Per le istituzioni hanno disprezzo. Il Parlamento è diventato  un luogo per ratificare decisioni prese altrove. Accadeva anche in passato? Certamente. Ma almeno le commissioni discutevano i decreti, e il Parlamento era il ‘teatro’ dove maggioranza e opposizioni si confrontavano e misuravano. Oggi il Parlamento è in perenne vacanza. E viene accolto con pensoso sussiego la  boutade di un Beppe Grillo che mostra di aver così tanta fiducia nella sua democrazia etero-diretta dal clan Casaleggio che ora propone elezioni per sorteggio: una lotteria e un grande fratello insieme.

Giova guardare il concreto: provvedimenti del Governo, a parte annunci e tweet, pochissimi; attività parlamentare: zero; provvedimenti varati: demagogie ad alto tasso di incostituzionalità come quello relativo ai vitalizi; sedute sospese e assenza clamorosa del Governo quando si parla di terremotati; opposizioni che non sanno e non vogliono neppure imporre un dibattito parlamentare sul comportamento del Ministro dell’Interno riguardo l’immigrazione; fakes news a gogò
Pochissimi i baluardi: il Quirinale, per esempio; ma il Presidente della Repubblica, che già fa tanto, non può tutto, ci sono limiti che non può oltrepassare (e giustamente non vuole neppure).

Ecco questo è lo scenario che ci circonda. Il lettore non si deprima, sia ottimista: il peggio deve ancora arrivare.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore