giovedì, Agosto 22

Parolin a Mosca, la visita attesa in agosto

0

Il ‘matrimonio’ tra il Vaticano e la Russia sembrava già suggellato dal trasferimento, in Maggio, delle spoglie di San Nicola di Bari a Mosca, dove l’antico vescovo turco, famoso anche per aver dato inizio alla leggenda di Babbo Natale, è venerato anche dalla Chiesa Ortodossa. Il corpo del Santo è stato dunque trasferito da Bari alla Cattedrale di Cristo il Salvatore a Mosca. La Cattedrale stessa è simbolo della nuova faccia della Russia del ventunesimo secolo: l’edificio era stato demolito dalle autorità sovietiche durante la campagna di feroce scristianizzazione della nuova Repubblica comunista, ma è stato ora ricostruito.

Spazzata via l’ideologia comunista, il popolo russo è ‘tornato all’ovile’ abbracciando in massa la riscoperta fede ortodossa, per decenni tenuta nascosta dallo spazio pubblico e ora vero collante morale della nuova Russia. La collaborazione tra Vaticano e Russia poggia dunque su solide basi e non si ferma certo con il ‘dono’ della reliquia da parte delle autorità romane. Si attende infatti, per la seconda metà di Agosto, la visita a Mosca del Segretario di Stato della Santa Sede, Pietro Parolin sostanzialmente la seconda personalità più importante in Vaticano dopo lo stesso Papa. L’ultima volta che un Pontefice si è recato a Mosca, è stato nel 1988, per il millesimo anniversario della cristianizzazione della Rus di Kiev, lo Stato ‘padre’ della Russia zarista e moderna.

«Stiamo verificando se questa visita potrà aver luogo. E’ stata pianificata per lungo tempo e ora tutte le condizioni sono favorevoli […] penso che incontrerò il Presidente Putin e le alte cariche della Chiesa Ortodossa Russa, questa deve essere una visita ai massimi livelli», ha dichiarato Parolin.

Il riavvicinamento, per i credenti, non può non far pensare alle profezie di Fatima: il secondo ‘segreto’ parla infatti della ‘consacrazione della Russia al cuore immacolato di Maria’, forse profetizzando una rinascita dalla fede nel Paese dopo la parentesi comunista. Segni di apertura e amicizia si erano già visti con la lettera inviata dal Pontefice al Presidente Vladimir Putin in occasione del meeting dei G20 in Russia nel 2013. Storico anche l’incontro di un anno fa, a Cuba, tra Bergoglio e Kirill, il Patriarca di Mosca, il primo incontro tra queste due cariche degli ultimi 1000 anni. Durante tale visita la visione politica comune tra le due Chiese – e il Cremlino – si era delineata nel comune obiettivo della protezione dei cristiani, vittime di persecuzioni e massacri in tutto il mondo. Amicizia dunque non solo tra autorità religiose, ma che include anche le cariche laiche: ogni visita a Roma di Putin ha sempre visto il Presidente russo recarsi a San Pietro.

D’altronde, e non è certo un segreto, Putin è un fervente cristiano ed è noto per essere – in Russia come altrove – un difensore dei valori tradizionali ortodossi. Non è strano, dunque, che il Presidente veda nella Chiesa di Roma un potenziale alleato ideologico. Non si sa ancora quali saranno gli argomenti discussi dai due politici, ma fonti russe speculano – comprensibilmente – sulla centralità della questione siriana: la multiconfessionalità della nazione mediorentale – messa tra l’altro a dura prova dai massacri della guerra e dei gruppi jihadisti islamici – ne fa un Paese fondamentale anche all’interno del discorso ecumenico e interreligioso portato avanti da Bergoglio. D’altro canto, come si sa, la Russia è l’alleato numero uno del Governo di Damasco.

Se in Siria una posizione comunque sulla questione dei fedeli cristiani è possibile, ben più spinoso è lo scenario in Ucraina: l’aiuto umanitario della Santa Sede non può essere, e non è stato, ignorato da Mosca. I fedeli della Chiesa Greco-Ucraina Cattolica – la terza confessione del Paese dopo i fedeli del Patriarcato di Kiev e quelli el Patriarcato di Mosca, con una fetta del 15% della popolazione – hanno ricevuto ingenti aiuti da parte del Vaticano (12 milioni di euro). I greci-ucraini sono però fortemente opposti alla Russia, restando fedeli al regime di Kiev.

Non potranno non pesare, inoltre, le dichiarazioni di Papa Francesco in occasione del recente G20 di Amburgo: la ‘frecciatina’ di Bergoglio, che ha dichiarato di «temere alleanze pericolose tra alcune potenze», era evidentemente indirizzata all’attesissimo incontro tra Putin e Donald Trump, il Presidente già fortemente criticato dal Pontefice.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore