sabato, Gennaio 25

Parliamo di terrorismo e dell’elefante field_506ffbaa4a8d4

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«Parliamo dell’elefante» suggeriva Leo Longanesi nel riepilogare gli anni italiani dal 1938 al 1946. Quelli delle leggi razziali, la guerra, il crollo, l’inizio della rinascita, periodi cruciali che lui, comunque e prudentemente, raccontava nell’immediato dopoguerra. E quindi «Signori, parliamo dell’elefante; è la sola bestia di una certa importanza di cui si possa parlare in questi tempi, senza pericolo». I nostri elefanti, o almeno quelli di cui intendiamo trattare ora, non sono tanto gli assassini di ispirazione islamica fondamentalista, di cui tutti si occupano e contro cui tutti imprecano. Giustamente, per carità di dio, ma gli ‘elefanti’ che pure ci esterrefanno sono i nostri dichiaratori a ciclo continuo che pur di parlare di ciò di cui poco o nulla sanno ne inventano d’ogni genere: se il magico macinino del caffè delle favole produceva inesaustamente, similmente loro producono inesauste sciocchezze. Ed è questo oggi il nostro elefante.

Il primo posto è dell’immarcescibile Maurizio Gasparri che non sapendo come coprire la propria, quella sì inesausta, ignoranza in termini di islamismo (come di quasi tutto il resto dell’umano scibile, politico o meno che sia) dinnanzi alla domandina televisiva semplicesemplice del primo Luca Telese che passava di lì su quanti fossero i musulmani in Europa continuava a reagire urlando e starnazzando. E, naturalmente, non rispondendo. Uno spettacolo da vedere e, quando capiterà, rivedere, perché più istruttivo di mille discorsi. Gli si affianca, pur con l’innegabile distinguo di una certa conoscenza della materia, la ‘pazza idea’ del direttore de ‘Il Foglio’ ferrariano, Claudio Cerasa. Che, su evidente ispirazione del fondatorementore, propone nientepopodimeno che «l’Europa chieda a Netanyahu di commissariare la nostra sicurezza. Pazza idea contro il terrore. Date al premier israeliano le chiavi dell’Ue, chiedete ai Tusk e compagnia varia di astenersi per qualche mese dal mettere bocca sulla sicurezza del continente». Sì, proprio il leader israeliano Benjamin Nethanyahu, che avrà pure nel Mossad un efficientissimo servizio segreto, ma quanto a frenare strutturalmente i ‘nemici’ non è che abbia raggiunto in proprio dei fondamentali successi. E così vanno i nostri ‘elefanti’, di iperbole in iperbole, di invenzione in invenzione. O magari no.

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