lunedì, Ottobre 21

Parigi e Berlino contro Roma, dove è sagra dell’insulto su Sea Wacth Ci sono delle domande da farci, ricordandoci la profezia di Marco Pannella, che esortava a occuparci dell'Africa, perché in caso contrario, sarebbe stata l'Africa ad occuparsi di noi

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Diario di una settimana di ‘Bau-bau’ e ‘Bla-bla’. La nave olandese Sea Wacth, e il suo comandante Carola Rackete sono diventate un caso internazionale, una babele dove la gara è a chi strilla più forte e arriva primo con il proclama più demenziale.
Sulla pelle di una quarantina di disgraziati colpevoli di essere nati in Paesi dove si muore di fame, di guerra, di malattia, e dove chiunque potendo, scapperebbe a gambe levate, si gioca una partitache ha dell’incredibile.
Incredibile che l’Olanda risponda con un’arrogante alzata di spalle, e si dica estranea e indifferente alla questione.

Incredibile che da Francia e Germania venganolezionidi bon ton per quel che riguarda accoglienza e gestione delle ondate migratorie. Ma tutto è incredibile. Meglio avrebbe fatto a tacere il Presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, che invece critica l’Italia per l’arresto della comandante della Sea Watch: «Può darsi che ci sia una legislazione italiana su quando una nave può entrare in porto e quando no, e può anche essere che ci siano reati amministrativi o reati penali. Tuttavia l’Italia non è uno Stato qualsiasi, è al centro dell’Ue, è uno Stato fondatore dell’Ue. Ed è per questo che ci aspettiamo che affronti un caso del genere in modo diverso. Coloro che salvano vite umane non possono essere criminali».

Anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, meglio avrebbe fatto a non replicare: «Da parte di Carola Rackete è stato attuato un ‘ricatto politico’ compiuto scientemente con l’utilizzo strumentale di 40 persone… Non è un’eroina, perché se sono un eroe, le mie battaglie le combatto da solo … in 15 giorni avrebbe potuto raggiungere tanti altri porti…Se la Merkel mi chiede di Carola Rackete, potrebbe essere l’occasione per chiedere a che punto è la Germania con l’esecuzione della pena dei due manager della Thyssen che sono stati condannati in Italia dopo regolare processo che si è esaurito in tutti i gradi di giudizio».

Non si capisce, francamente, perché anche Parigi ritenga di dover dire la sua. La portavoce dell’Eliseo, Sybeth Ndiaye: «si rammarica che sulla vicenda Sea Watch si sia arrivati a questa situazione perché il Governo italiano fa purtroppo la scelta di una strategia per rendere isterico il dibattito su argomenti chiaramente molto dolorosi».


Attacca poi frontalmente Matteo Salvini, che «strumentalizza politicamente traiettorie ed episodi che sono dolorosi spiegando che la Francia e l’Unione europea non sono solidali…Quando si parla di vite umane di vite di persone che hanno attraversato il mare in condizioni estremamente difficili, che hanno dei percorsi terribili, la strumentalizzazione non è affatto degna. Nel diritto marittimo c’è una regola che dice che si deve poter scaricare dei migranti nel porto più vicino e più sicuro. Bisogna che l’Italia rispetti le norme internazionali in materia. E, logicamente, l’Unione europea deve essere capace di rispondere in termini di solidarietà all’Italia».

Salvini naturalmente non si trattiene: «Al Presidente tedesco chiediamo cortesemente di occuparsi di ciò che accade in Germania e, possibilmente, di invitare i suoi concittadini a evitare di infrangere le leggi italiane, rischiando di uccidere uomini delle Forze dell’Ordine italiane. A processare e mettere in galera i delinquenti ci pensiamo noi”. E rivolto alla Francia: “Visto che il Governo francese è così generoso (almeno a parole) con gli immigrati, indirizzeremo i prossimi eventuali barconi verso Marsiglia».

A questo punto, sarebbe ora di chiedersi, seriamente:
a) Perché l’Italia diserta sistematicamente –o manda esponenti di secondo piano- i vertici europei dedicati alla questione degli immigrati, e il Governo fa la voce grossa solo all’interno dei confini nazionali?
b) Che cosa si aspetta a rivedere quel trattato di Dublino voluto e firmato dall’Italia, in base alla quale i porti più vicini devono accogliere i profughi?
c) Quanto si e incassato dall’Unione Europea per progetti di integrazione che di tutta evidenza non sono stati approntati e realizzati?
d) Quando si parla di corridoi umanitariche cosa si intende nel concreto e cosa si è fatto, si fa, si intende fare?

Queste sono le domande che attendono urgente risposta. Si è invece quasi tutti impegnati in una sagra dell’insulto, con il Ministro dell’Interno che definisce ‘sbruffoncella’ Carole Rackete, dicendo che la ragazza gli ha rotto gli attributi (naturalmente non ha usato questo termine), la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che per non essere da meno, vuole far affondare la Sea Watch, e via sproloquiando.

Tra il lusco e il brusco, intanto, accade che da oggi parta una (ennesima) raffica di rincari per le famiglie. Il Codacons ci ricorda che «dall’1 luglio scattano gli aumenti delle tariffe della luce, che cresceranno del +1,9 per cento. Aumento che avviene proprio nel momento di maggior consumo di elettricità da parte delle famiglie, in relazione all’utilizzo massiccio di condizionatori e sistemi di climatizzazione che avviene proprio in questi mesi, e che avrà un forte impatto sulla spesa energetica degli utenti». Rincarano le tariffe telefoniche già avviate a giugno: molte compagnie annunciano la rimodulazione dei propri piani tariffari sia per la telefonia fissa sia per quella mobile, con un aggravio di spesa che può arrivare a +3 euro al mese. A partire dal 15 luglio, inoltre, aumenta il costo del biglietto per i bus Atm: i milanesi dovranno mettere in conto un rincaro del costo del ticket che passa da 1,5 a 2 euro. Crescono le tariffe in tutto il settore turistico e dei trasporti: costerà di più spostarsi in aereo, treno e traghetto, soggiornare in villaggi vacanza, camping o strutture ricettive, e leggeri incrementi scatteranno anche per gli stabilimenti balneari e i servizi offerti presso i lidi di tutta Italia».

Per quel che riguarda la tassa sui rifiuti si annuncia un ulteriore aumento dello 0,9 per cento rispetto all’anno scorso. Nel corso dell’ultimo anno, spiega la segretaria confederale Uil Silvana Veronese, la tassa sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti è aumentato in 44 capoluoghi analizzati (in pratica quattro su dieci) – tra cui Catania, Torino, Genova, Trieste e Napoli – è rimasta stabile in 26 città – tra cui Milano, Roma, Bologna – ed è scesa in 35 città, tra cui Cagliari, Firenze e Venezia.

Per contro, si è tutti in attesa dell’eliminazione delle accise (o una loro parte) sulla benzina, promessa solennemente l’agosto scorso.

Per tornare ai migranti: qualcuno, si chiamava Marco Pannella, in anni lontani, ci esortava a occuparci dell’Africa: perché in caso contrario, sarebbe stata l’Africa ad occuparsi di noi. Molti lo prendevano a pernacchie; anche allora in tanti a dire: prima gli italiani. Oggi si dovrebbero riconoscere le miopie di allora, e per quel che riguarda l’oggi fare davvero molta attenzione a come opera, con estremo cinismo e spregiudicatezza, la Cina in Africa e in Sud America.
Questa la situazione, questi sono i fatti.

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