mercoledì, Luglio 24

Paraguay e Taiwan: una relazione all’ombra della Cina? I rapporti tra Paraguay e Taiwan sembrano andare a gonfie vele: ma è il caso di preoccuparsi per la Cina?

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Spesso, siamo portati a pensare che due paesi geopoliticamente vicini siano in grado di sviluppare rapporti più stretti. Ma non è sempre così. Di eccezioni – se di eccezioni si può parlare- ce ne sono tante e, tra queste, c’è il binomio ParaguayTaiwan. La città di Keelung, sull’isola di Taiwan, è precisamente sul lato opposto di Asunción, in Paraguay. Ma è evidente che questo non ha impedito alle due nazioni di godere di un ottimo rapporto economico e politico che promette bene anche per il futuro.

Nella capitale del Paraguay, a 19.900 chilometri da Taipei, la storica cooperazione con Taiwan emerge dalla statua di Chiang Kai-Shek, il leader cinese fondatore della Nazione taiwanese, che si erge in un tranquillo quartiere.

Non lontano da quella via, c’è la casa del congresso paraguaiano, costruita nel 2003 grazie ad una gentile concessione monetaria di Taiwan. Per il sessantesimo anniversario dei rapporti diplomatici tra Taiwan e il Paraguay non è mancata la costruzione di una replica dell’iconico edificio Taipei 101, circondato dai fiori nazionali dei due stati, il fiore di prugna e quello della passione.

Uniti all’inizio dal fervore anticomunista, i due mantennero un legame ben oltre la fine della guerra fredda. Oggi Taiwan invia denaro in Paraguay, veicoli della polizia e soap opera doppiate in spagnolo, ma allena studenti e ufficiali dell’esercito. Il Paraguay ricambia con materie prime, generi alimentari e supporto diplomatico.

Sembra andare tutto a gonfie vele; il 15 Agosto prossimo, il presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, si recherà ad Asunción per assistere all’inaugurazione del neo-eletto presidente paraguaiano, Mario Abdo Benítez. Il viaggio di Tsai che contempla questa come l’unica tappa, desta qualche preoccupazione per il rischio che potrebbe comportare l’ospitalità del Presidente per i rapporti di qualsiasi Governo con la Cina. Il gigante economico è sempre in mezzo ed è davvero difficile da ignorare. Insomma, organizzare il viaggio non è stata cosa semplice. Si, perché il Paraguay è l’unico alleato diplomatico di Taiwan e della sua voluta indipendenza nella regione.

Taiwan President Tsai Ing-wen smiles during an interview with Reuters at the Presidential Office in Taipei, Taiwan April 27, 2017. REUTERS/Tyrone Siu/Files

Ricordiamo che la controversia è fondata sul fatto che Taiwan, le Penghu, Kinmen e le Matsu debbano rimanere politicamente distinte dalla Cina ma legate comunque ad essa, o possano dichiarare formalmente l’indipendenza e diventare una Repubblica. Il Governo di Pechino ha a lungo spinto le controparti straniere affinché non riconoscessero Taiwan come uno Stato indipendente. Gli stati che hanno confermato di riconoscere lo status politico indipendente di Taiwan sono 19 su 177, e, di questi, 10 si trovano in Sudamerica. E cosa c’entra la Cina? Vediamolo.

Il sostegno alla causa da parte dell’America Latina è minacciato dal potere economico del gigante orientale, che impone ai paesi che vogliamo riconoscere Taiwan come indipendente di legarsi, in qualche modo, sia politicamente che economicamente, con loro. Un ricatto bello e buono?

Chiaramente, questo preoccupa Taiwan perché per lo Stato de facto è praticamente impossibile competere con gli interventi della Cina in America Latina: il flusso dalle banche di sviluppo cinesi è stato di circa 150 miliardi di dollari dal 2005. Inoltre, l’attrattiva del mercato cinese è irresistibile per la regione, e questo ha prodotto un aumento nella percentuale delle esportazioni di petrolio in Cina dal 2% nel 2005, salita al 13% nel 2016 secondo ‘Business Insider’. Sostanzialmente, il risultato di quella che chiamiamo ‘diplomazia dei libretti degli assegni’ cosi casa alla Cina, ha ingurgitato l’America Latina, uno dei più importanti bastoni di sostegno per Taiwan nel mondo. 

Ecco perché Taiwan continua a fare il filo al Paraguay, provando a mantenere viva quella fiammella di interesse affinché il Paese non ceda il passo all’influenza cinese. Come ci prova? Con l’incentivo relazionistico.

Il Paraguay, d’altronde, come abbiamo già detto, ha un ottimo rapporto economico con Taiwan. E quando si parla di commercio, occorre citare la carne, diventata un prodotto fondamentale. Nel 2014, il Paraguay ha esportato a Taiwan 880 tonnellate di carni bovine all’anno. In questo 2018, le esportazioni sono arrivate a 10.406 tonnellate; lo ha dichiarato la responsabile del commercio estero della compagnia Frigorífico Guaraní. Il positivo aumento degli scambi tra le due nazioni, rende la piccola ma popolosa Nazione di Taiwan, la quinta destinazione mondiale per la carne del Paraguay.

Ma occhio, perché, potrebbe andare meglio. Esiste, infatti, ancora un vincolo che limita il continuo sviluppo delle relazioni tra Taiwan e Paraguay: i due, non possono negoziare un accordo di libero scambio. Anche se dal 2005 si è parlato della negoziazione di un accordo simile, fino ad oggi, il processo non ha prodotto ancora alcun risultato. Perché? Probabilmente un ruolo fondamentale lo gioca l’appartenenza del Paraguay al Mercosur, che richiede agli altri membri di approvare la firma del trattato, qualcosa di difficile perché nessun altro membro dell’associazione riconosce Taiwan.

E a proposito di Mercosur, pare che Mario Abdo Benítez, presidente eletto del Paraguay, stia contemplando l’opzione di firmare un accordo commerciale con la Cina proprio attraverso il blocco commerciale. Taiwan, quindi, ha proprio motivo di temere per la sorte del suo amico sudamericano? Come ha riconosciuto uno dei ministri, il Paraguay già esporta indirettamente le merci verso la Cina, principalmente i semi di soia venduti dall’Uruguay ed oltre. 

Ma non è il caso di preoccuparsi. Per ora.

Ostacoli compresi, le relazioni tra i due paesi stanno andando bene: lo scorso anno, il Paraguay e Taiwan hanno firmato un accordo per abolire le tariffe su 54 prodotti paraguaiani come carne, succhi di frutta e alimenti per animali domestici e abbassati a zero su latte in polvere e compensato nei prossimi cinque-sei anni; Il Paraguay, a sua volta, abbasserà le tariffe su 19 prodotti taiwanesi, tra cui attrezzature sportive e inchiostro. L’accordo di cooperazione economica, firmato a metà del 2017, dovrebbe far risparmiare agli esportatori taiwanesi circa 900.000 dollari all’anno, secondo l’Ufficio nazionale di Commercio estero (BOFT).

Sebbene gli scambi tra i due paesi siano, quindi, alquanto limitati -al momento-, Taiwan riconosce l’importanza strategica del paese sudamericano. Nel 2017, le esportazioni di Taiwan nel mondo hanno totalizzato 317,39 miliardi di dollari e le sue importazioni 259,51 miliardi. 

Sono seguiti finanziamenti da parte del Paese orientale che ha pagato 4.500 alloggi sociali e l’annuncio, della fondazione di un’università tecnologica in Paraguay. A ben vedere, la scelta stessa di Luis Castiglioni per il ministero degli Esteri, si pone sulla stessa via. Castiglioni, è stato, infatti, più volte in visita a Taiwan, per il quale non nasconde una spiccata simpatia.

Taiwan

«Non siamo una superpotenza», riconosce Taiwan. «ma siamo sempre stati dalla parte del Paraguay». Per ora, insomma, ci si può sentire al sicuro.

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