lunedì, Gennaio 27

Papa Francesco e Ratzinger: Cristo non può avere due vicari La Chiesa non può avere due papi. Ma su questo equivoco molti ‘giocano’, e hanno giocato e giocheranno. Ratzinger che aspetta a dire che lui è un sacerdote come gli altri, e basta?

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Ipocrisia. Ne parlo, ne ho parlato molte volte. Ma non si finisce mai.
Certe volte, però, riesce difficile non stupirsene e perfino scandalizzarsene. Scandalo che non nasce dal fatto in sé, ma dal fatto che certi comportamenti, a dir poco ipocriti, sono devastanti per l’insegnamento che danno, per l’effetto che producono, perfino non voluto, perfino in buona fede, apparentemente, qui è d’obbligo aggiungerlo.

Che la situazione della Chiesa Cattolica universale, oggi, sia alquanto complicata è evidente a tutti. La situazione, quasi unica, di avere due Papi non può non generare perplessità. Non dovrebbe, ma lo fa. Un Papa ha rinunciato alla sua mansione. Uso questo termine perché non so usarne un altro, ma per un cattolico quella del Papa non è una mansione, ma una missione, consacrata dal fatto che, se non ricordo male, l’elezione del Papa è sì una ‘elezione’, ma è, per così dire, sovraintesa dallo Spirito Santo, o ricordo male? Potrei citare il Catechismo o che so io, ma mi piace citare lo splendido articolo, secco preciso senza fronzoli, di Maria Antonietta Calabrò, e la veramente notevole trasmissione di Riccardo Iacona su Rai3 di una limpidezza unica. Da cui un’unica cosa deriva chiaramente, cosa lo ripeto perfettamente ben nota: la Chiesa non può avere due Papi, è impossibile. Ma del resto è così sempre e dappertutto: non esiste un Paese con due Governi, con due Capi dello Stato, con due re; come non può esistere in uno Stato, meno che mai può esistere nella Chiesa, visto che il Papa, questo lo ricordo anche io, è il Vicario di Cristo, che significa che è ilportavoce ufficiale’ (consentitemi di sorridere un poco) di Dio. E non è pensabile che ci siano due portavoce, convocidiverse.

Perfino pochette, perfino Giggino hanno un solo portavoce, poi ogni tanto lo smentiscono pure, ma in Italia tutto è possibile! Solo che Dio, per fortuna almeno lui!, non usa twitter, e quindi non può smentire, ci si deve fidare del portavoce.
Ma sorvoliamo.

È chiaro che Papa Francesco sta cercando, tra mille difficoltà, di fare due cose difficilissime e per certi versi rivoluzionarie.
La prima è eliminare la copertura infame che fino ad oggi è stata data a certi gravissimi inaccettabili abusi non della Chiesa, ma di sacerdoti ed educatori cattolici. Parlo della pedofilia, non della omosessualitàchi sono io per giudicare» disse, se non ricordo male, circa l’omosessualità. Ed è importante questo, perché distingue (lo dico nel mio piccolo di laico che cerca di capire) tra la vita personale, i sentimenti, le pulsioni individuali, che sono intime e, appunto, personali di ciascuno e che riguardano solo la persona di ciascuno, e la violenza sugli altri, in particolare sui bambini, dove si manifesta l’aggravante straordinaria dell’uso dell’autorità e, peggio, dell’affetto e della stima cheviolenta’ veramente anche più della violenza fisica.
In questa lotta chiara e difficilissima il Papa, quello attuale, è stato lasciato solo. Tra l’altro proprio dal suo pavido predecessore che, imbelle, non ha saputo affrontare il macigno e lo ha deposto sulle ginocchia del successore, scrollandoselo coraggiosamente di dosso. Dovrebbe bacargli i piedi per quello che gli ha lasciato in eredità; e dovrebbe essere il primo a gridare ad alta voce contro chi accusa (e ci vuole una faccia di bronzo degna di miglior causa!) Francesco di avere per un po’ ‘coperto’, e lui? Un’infamia, che sorvola sulla ovvia necessità di valutare bene, di essere certo di fronte ad una cosa così grave e devastante, male istruita dal predecessore: non atto di qualche singolo negli ultimi mesi, ma atto di molti, comportamento massicciamente praticato, da decenni se non secoli. E invece ha taciuto, immerso nei suoistudi’, mentre il suo successore combatteva, salvo a lasciarsi sfuggire giudizi sprezzanti sulle capacità teologiche del suo successore: giudizi poi rinnegati, naturalmente.

L’altro tema, da fare davvero paura, è quello della riconsiderazione della tradizione (qui, spero proprio di non sbagliare, non ci sono dogmi, ma solo tradizioni) che vuole preti celibi e donne marginali.
Non voglio e non so entrare nel merito teologico della questione. So solo, come sanno tutti compreso quelli che lo negano, che nei primi secoli della Chiesa sacerdoti sposati ce ne sono stati e non pochi, sacerdoti femmine anche.
E mi fermo qui, sia perché l’argomento secondo cui Gesù era maschio e non si è sposato mi sembra di una tenuità tale da non meritare soverchia attenzione, diranno i teologi. Sia perché, da laico, non posso non guardarmi laicamente intorno e vedere che oggi la società è cambiata, ma non solo nel senso volgare che si parla molto più di sesso, ma nel senso che i rapporti umani sono cambiati, che le donne hanno un significato sociale riconosciuto, che il ‘sacrificio’ fine a sé stesso è, appunto, solo fine a sé stesso se non serve agli altri. Benissimo, ripeto del tutto laicamente, chi vuole farlo, ma non vedo perché chi non voglia non possa essere un buon sacerdote, e se poi porti la gonnella sia da escludere. Discorso, lo riconosco, del tutto laico. Lascio ai teologi il resto.
Ma un certo altro Papa di qualche anno fa, ebbe a dire un giorno che Dio è Padre e anche Madre. Per pura coincidenza morì dopo poco, venendo sostituito dal Papa più conservatore degli ultimi due secoli, e quindi il discorso non fu sviluppato -non sviluppato, ma almeno richiamato sì.

Ma ilpapa emerito’, si pronuncia.
Già, ‘emerito’, termine, confesso, del tutto incomprensibile e inadatto. Nel vocabolario Treccani: «Che non esercita più il suo ufficio, ma ne conserva il grado e gli onori, e talvolta anche lo stipendio», appunto, onore, stipendio, ma non potere, e quindi non è più Vicario di Cristo, ci ha rinunciato lui, e Cristo non può logicamente avere due vicari.
Ma su questo equivoco (che trova forma addirittura nella carta intestata personale!) moltigiocanoe hanno giocato e giocheranno, per dire abbiamo due papi, o anche ‘il papa vero è l’altro’: e perché, visto che è lui che ha rinunciato? E che aspetta a dirlo, a ricordarlo ogni momento, a dire che lui è un sacerdote come gli altri, e basta?
Ma sorvoliamo anche su ciò, perché coinvolgerebbe anche la dignità.

E dunque il papa emerito la pensa diversamente dal Papa vero e unico. Perfetto: è un suo diritto. Sì, diritto, laicamente diritto. Perché nella Chiesa Cattolica Universale, di verità ce ne può essere una sola e quindi nessuno avrebbe diritto ad avere una verità diversa, ma io sono laico, e quindi per me la verità non esiste, esiste solo la verosimiglianza e l’attendibilità, oltre che la dimostrazione scientifica di essa e, naturalmente (ma credo di essere in scarsa compagnia) la non falsificazione dei dati. Potrei anche dire, un po’ velenosamente, che per lo più la parte più ‘conservatrice’ della Chiesa tende a considerare la verità altrui bestemmia, o poco meno, se non corrisponde a quella ufficiale.
Ma tant’è. Il Papa emerito la pensa diversamente. E che ti fa? scrive un libro pensoso sulla questione, subito dopo essersi ritirato in convento, come sarebbe doveroso e averne avvertito il Papa vero? No. Lascia intendere di averlo scritto un libro -insieme ad un certo Sarah (Robert Sarah), che sostiene che di Papa ce ne è uno solo ma che aggiunge che la «Chiesa dovrebbe parlare anzitutto di Dio e non dei migranti perché non è una Ong … una Chiesa così non interessa a nessuno», strano concetto quello della Chiesa che dovrebbe ‘interessare’- e in quel libro direbbe -‘direbbe’, perché il libro non è ancora uscito, uscirà oggi in Francia … ne girano estratti, frasi, mezze parole, e lettere. Eh sì, lettere.
Perché la corrispondenza privata viene resa pubblica, scaraventata su Twitter, per dimostrare che il papa emerito ha detto x o y sul celibato? No assolutamente no, ma solo per dire che il papa emerito, avendo dichiarato di non essere in grado di scrivere un lavoro teologico sull’argomento, aveva scritto di essere d’accordo su certe, non meglio specificate, affermazioni di un altro, dette molto meglio in sette pagine perfettamente pubblicabili, ma che non avendo capito che sarebbero state pubblicate né che cosa avrebbero detto, ora si è dispiaciuto e ha tolto o fatto togliere dal suo segretario particolare … la propria firma dal libro, già stampato e in uscita … eccetera.
Come si faccia a ‘togliere la firma’ a un libro, è un mistero che la trinità al confronto è uno scherzo da settimana enigmistica, mah!
Potrei aggiungere, caro Eminenza Ratzinger, citando di novo la signora Calabrò, che Lei si chiama Ratzinger, non Benedetto XVI, che potrà fare scrivere sulla sua tomba, ma solo dopo morto.
Ipocrisia!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.