giovedì, Agosto 6

Pannella anni ‘80: ‘Fame nel mondo’, Transnazionale, Tortora, Cicciolina e i due Negri Marco Pannella: piccola storia di una vita grande / 4

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Gli ‘Anni ‘80’ di Pannella iniziano in pratica, anticipatamente, nel 1979 con l’impostazione della battaglia contro lo sterminio per fame nel mondo (più esattamente: ‘contro lo sterminio per fame e guerre’). Una intuizione personale, una decisione presa quasi in solitaria senza coinvolgere direttamente il Partito e annunciata al primo Congresso (il XXI, straordinario) di quell’anno, che si tiene a Roma, Aula Magna dell’UniversitàLa Sapienza’. In corso d’opera, e rapidamente, il PR la fa propria e diventerà il filo conduttore delle sue iniziative politiche: ‘Tre milioni di vite da salvare, è questa la pace da conquistare’ il claim della campagna per raggiungere l’obiettivo. Supportata anche da una ‘Lettera-appello’ di oltre cento premi Nobel. Nel 1985 verrà finalmente approvata la legge che istituisce il ‘Fai’, ‘Fondo aiuti italiani per la lotta alla fame nel mondo’. Alla guida del Governo ci sono i socialisti, e Bettino Craxi. Che ne approfitta per nominare un esponente del suo Partito, già membro dell’Esecutivo come Sottosegretario. E’ Francesco Forte, che diventa ‘Alto Commissario per gli interventi straordinari contro lo sterminio per fame’ presso il Ministero degli Affari Esteri. Anche se secondo alcuni riprovevoli maligni più che ‘Commissario alla fame’ era ‘Commissario alla sete’, stante la difficoltà ad interloquire lucidamente dopo le due del pomeriggio, causa ebbrezza alcolica. Quanto alla fame i fondi stanziati finiscono in non piccola parte a soddisfare bisogni ben diversi. Sia in Italia che in alcuni dei Paesi di principale destinazione, tra cui la Somalia di stretta ‘influenza’ dei socialisti italiani. Non a caso Pannella e i Radicali non avevano pienamente condiviso la legge approvata grazie al loro impulso. E ancor più critici sono rispetto alla sua effettiva gestione.

Quanto agli amatiodiati socialisti, principali destinatari di continui corteggiamenti politici e pure di richieste di iscrizione, come’doppia tessera’, da parte di Pannella, un quasigiovane comico ne sbeffeggia la tendenza alla manolesta dal palcoscenico del Festival di Sanremo del 1986. E’ genovese, si chiama Giuseppe ‘Beppe’ Grillo. Pagherà il prezzo dell’’espulsione’ dalla Rai, ma avrà poi un qualche ruolo nella politica italiana di alcuni decenni dopo, e in quella attuale. Numerose inchieste giudiziarie metteranno in risalto l’indole truffaldina dei nuovi socialisti, specie dopo la ‘mutazione antropologica’ operata dallo stesso Craxi dopo la propria elezione alla Segreteria del Psi del 1976. L’inchiesta di ‘Mani pulite’ nel 1992 solleverà finalmente il coperchio dell’’Associazione a delinquere’ insediatasi nel cuore della partitocrazia (anche se non l’unica e forse neanche la peggiore, e allora figuriamoci le altre…): ‘Tangentopoli’ avvicina la sua fine. Pannella convoca riunioni alle 7 del mattino con i parlamentari dei più diversi Partiti, inquisiti e no: e quelli sono talmente disperati che ci vanno in gran numero, ma non abbastanza fiduciosi da dargli veramente retta. Poi Pannella rifiuta la pressante offerta di divenire Segretario del PSI, e leader così di quanto resta dei vertici socialisti e della così detta ‘area laica’. «Ora tocca a te» , gli dice Craxi in un drammatico colloquio in cui il leader radicale rilancia chiedendo allo sconfitto ex leader socialista di impegnarsi in una battaglia in prima persona per svelare nel suo complesso il sistema del malaffare sui cui è imperniata la partitocrazia.  Craxi rifiuta, come rifiuta la parallela proposta radicale di candidarlo con la massima evidenza alle elezioni Europee che si terranno poche settimane dopo le Politiche. Poi sono anche Ottaviano del Turco e Fabrizio Cicchitto a riproporglielo. Invano. La ‘fine’ socialista verrà invece sancita dalle elezioni Politiche nazionali del 1994 che vedono la sua pratica dissoluzione e l’entrata in scena da protagonista di uno dei principali sodali di Craxi, quel Silvio Berlusconi di cui ci troviamo ancora oggi ad occuparci. Craxi si darà latitante in Tunisia, ad Hammamet, all’alba delle non poche condanne definitive. E lì morirà di malattia mal curata il 19 gennaio 2000. Una gran brutta fine, per entrambi.

Riprendendo direttamente le fila del fronte radicale, il 4 novembre del 1979 viene eletto Segretario Giuseppe ‘Geppy’ Rippa al termine del XXII Congresso del PR (il secondo annuale, ordinario, che si tiene come sempre a inizi novembre, stavolta a Genova: il Partito Radicale all’epoca faceva più Congressi che colazioni, poi ha perso un po’ l’abitudine). Sulla base di una mozione che ricomponeva le polemiche scoppiate in seguito all’abbandono dei lavori da parte di Pannella e di numerosi altri militanti del partito, partiti per Parigi a manifestare a favore del segretario uscente Jean Fabre arrestato perché obiettore di coscienza. Poi nel 1983 si arriva al nuovo appuntamento elettorale nazionale dopo quel primo ‘boom’ radicale del 1979 che aveva portato il PR al 3,45% e a ventuno eletti complessivamente tra Camera e Senato. Tra cui Leonardo Sciascia, entrato anche a far parte della ’Commissione Moro’, la prima di tante. Esperienza che lo porterà, tra l’altro, anche a scrivere il pamphlet ‘L’affaire Moro’. Siamo ancora nel cuore degli ‘Anni di piombo’, cui come già si ricordava, Pannella e i suoi avevano risposto con anni di nonviolenza. A fronte della successiva diaspora di molti degli eletti radicali, e di una presenza politica meno elettoralmente incisiva (almeno si suppone), Pannella si inventa lo ‘sciopero del voto’, invitando a non recarsi alle urne, oppure votare scheda bianca o nulla. Per chi volesse esprimere un preferenza c’è comunque la presentazione delle liste, trainate dalla candidatura di Antonio ‘Toni’ Negri, leader dell’’Autonomia Operaia’ padovana arrestato il 7 aprile 1979 con l’accusa di eversione e tentativo di insurrezione (parzialmente fondata) e persino di essere uno dei telefonisti delle ‘Brigate Rosse’ nel caso Moro (totalmente infondata). I Radicali denunciano l’orrore di una infinita carcerazione preventiva, oltre che le mistificazioni dell’inchiesta, e lo eleggono alla Camera dei Deputati. Scarcerato grazie all’acquisita immunità parlamentare, il suo riarresto verrà sancito da un voto della Camera. Lui penserà bene di trovare rifugio in Francia, un po’ meno bene di non tornare per riconsegnarsi alla giustizia italiana come momento di iniziativa politica contro le sue storture. Come gli aveva indicato ancor prima dell’inizio Marco Pannella.

Mentre nel Partito e nell’animo di Pannella cala l’astro dell’’esterno’ Toni Negri, cresce quello di Giovanni Negri, che tra poco verrà eletto Segretario e lo sarà per quattro anni, oltreché pluriparlamentare. Pannella incassa lo smacco (al momento del primo, in anni successivi anche del secondo). E rilancia subito con Enzo Tortora. ‘Il noto presentatore’ (così negli atti giudiziari) era stato arrestato il 17 giugno 1983. ‘Concorso esterno’ con la ‘Nuova camorra’ napoletana del boss Raffaele Cutolo. Manette ai polsi in un spettacolare mattina di diretta audiovideo, lunghissima carcerazione preventiva, la difesa di alcuni colleghi (non molti, ma tra loro Indro Montanelli, Enzo Biagi, Piero Angela, Vittorio Feltri), di Pannella, Sciascia e pochi altri. Preso in mano il ‘caso’, e la ‘difesa’ anche politica del conduttore genovese, ci si indirizza verso la sua presentazione, ed elezione, al Parlamento Europeo del 17 giugno1984. Esattamente ad un anno dall’arresto. Tortora concorda con Pannella il proprio provocatorio espatrio, dal quale però rientra (lui, il liberale Tortora, a differenza del ‘comunista’ Negri) per consegnarsi alle Forze dell’Ordine, in Piazza Duomo a Milano. Verrà assolto con formula piena in secondo grado, riconosciuto poi definitivamente innocente («Non sono innocente, sono estraneo» rivendicava) dalla Cassazione che conferma in toto la sentenza del precedente grado di giudizio. Il Procuratore Diego Marmo lo aveva accusato di essere «un cinico mercante di morte»: chiederà scusa dell’errore nel 2014, trentuno anni dopo, ormai in pensione. Tortora nel frattempo era già finito in ‘pensione definitiva’ il 18 maggiio1988, a cinquantanove anni. Stroncato da un tumore che ha probabilmente (certamente?) le proprie radici e la sua esplosione nella lunga carcerazione preventiva e in quella indegna vicende giudiziaria.

Poi si procede nel decennio con la continuazione dell’incredibile cavalcata di ‘invenzioni’ pannelliane e radicali. Invenzioni anche nel senso siciliano di ‘trovatura’ (cfr. Andrea Camilleri).

1984. Elezione di Giovanni Negri e Giuseppe ‘Peppino’ Calderisi rispettivamente a Segretario e Tesoriere del Partito Radicale.

1985. Nascita e presentazione delle ‘Liste Verdi’ alle Elezioni Amministrative. Il simbolo internazionale del ‘Sole che ride’ era stato ‘regalato’ da Pannella e dai Radicali, che ne detenevano l’utilizzo per l’Italia. (Così come, in anni successivi, sarà regalata la storica testata, pannelliana e radicale, di ‘Liberazione’ a ‘Rifondazione comunista’ di Fausto Bertinotti)

1987. ‘O lo scegli o lo sciogli’ lo slogan alla base del grande slancio che porta oltre diecimila uomini e donne da ogni parte del mondo ad iscriversi al Partito Radicale per impedire la cessazione delle attività. Premi Nobel, Ministri, parlamentari, sacerdoti, scrittori, uomini di cultura, ex terroristi prendono per la prima volta la tessera del PR, spesso la prima in assoluto di un Partito. E’ dello stesso anno anche la clamorosa (letteralmente) elezione di Elena Anna Staller, detta Ilona, detta ‘Cicciolina’, nata a Budapest (Ungheria) il 26 novembre 1951, alla Camera dei Deputati.

1988. Inizia a delinearsi il Partito Transnazionale. Congresso di Bologna: Sergio Stanzani e Paolo Vigevano prendono il posto di Negri e Calderisi.

1989. Congresso di Budapest (Ungheria). Reale avvio del ‘Partito Radicale Transnazionale’.

L’itinerario del cammino Transnazionale si realizza attraverso i due Congressi, a partire da quello di Bologna nel 1988 che vede il passaggio di testimone da Negri (Giovanni) e Calderisi a Sergio Stanzani (Segretario) antico compagno di battaglie politiche di Pannella sin dagli anni dell’Unione Goliardica Italiana, e Paolo Vigevano (Tesoriere). Per il PR è un ‘Governo degli Ingegneri’, come lo definisce lo stesso leader, visto che entrambi lo sono. E sono loro che attraversano quell’anno ponendo le basi per l’appunto del Partito (Radicale) Transnazionale che comincia a strutturarsi al Congresso di Budapest nel 1989. Che in pratica ‘chiude’ politicamente quel fecondissimo decennio. Parafrasando l’efficace slogan della ‘Democrazia Cristiana’ per le Elezioni politiche del 1975, rivendicante ‘30 anni di libertà, alcuni buoni, altri meno buoni, ma tutti nella liberà’, Marco Pannella (e i suoi radicali) potrebbero ben dire di questo incredibilmente produttivo periodo ‘Dieci anni di invenzioni politiche, alcune buone, altre meno buone, ma tutte per la libertà’.

(Continua)

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Sull'autore

Gabriele Paci Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’. Già, tra l’altro, Direttore di ‘Notizie Radicali’ Agenzia stampa quotidiana. Isio Maureddu Esponente storico del ‘Partito Radicale’ e oggi del ‘Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito’. Già Consigliere generale di ‘Radicali italiani’. Amico e stretto collaboratore di Pannella, in particolare negli ultimi dieci anni.