lunedì, Maggio 27

Panama: strategia vincente? Panama è tra gli stati più in crescita al mondo: quali sono i motivi e cosa andrebbe ancora fatto

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Lo abbiamo evidenziato più volte: l’America Latina è in crescita. Alcuni stati, certo, stanno affrontando una situazione non proprio rosea, ma altri, al contrario, hanno raggiunto tassi di sviluppo economico davvero notevoli. Panama è sicuramente tra questi. Al centro dell’emisfero occidentale, Panama collega l’America centrale a quella meridionale. Il noto Canale,  da sempre, simboleggia geograficamente questa stessa caratteristica: da più di un secolo,  l’opera lunga 8.1 chilometri, è essenziale per il commercio globale e l’economia del Paese, collegando ambiziosamente l’oceano Atlantico con quello Pacifico.

Ma cosa distingue questo Stato dal resto dell’America Latina? Cosa lo sta portando al vertice?

Ad oggi, Panama cresce annualmente del 7%. Tra i suoi motori economici, sono da annoverare la logistica, le banche, i servizi legali, le assicurazioni, i trasporti, il traffico aereo, -specie recentemente -, ed il turismo. Il settore dei servizi rappresenta quasi l’80% del PIL. Nonostante vi sia ancora una importante carenza nel sistema educativo ed una incomprensione sulla necessità di riformare il settore della formazione professionale, il tasso di crescita è costante da ormai un decennio e riguarda un po’ tutte le sfere, da quella strutturale, a quella finanziaria e commerciale. Lo sviluppo infrastrutturale di Panama City, tra tutti,  negli ultimi anni, è stato impressionante.

E le buone notizie sembrano proprio essere a lungo termine: Panama, infatti, è destinata a diventare l’economia in più rapida crescita dell’America Latina, con una quantità record di reddito per il Paese centroamericano. Il Governo, secondo ‘Bloomberg’, si aspetta che il giro monetario che attraversa il Canale di Panama aumenterà del 50% quest’anno fino a toccare 1,6 miliardi di dollari, ovvero circa il 7% delle entrate fiscali. Tutto questo sta accadendo anche per un altro motivo: lo Stato ha deciso di investire 5.3 miliardi di dollari l’anno scorso per ampliare il suo fiore all’occhiello. L’espansione ha reso più facile il passaggio delle grandi navi, oltre ad aumentare il suo stesso ruolo nel settore della navigazione globale. L’investimento ha riguardato anche una nuova struttura che ha reso possibile un aumento significativo del tonnellaggio trasportato attraverso il corso d’acqua.

Le prospettive globali sono molto migliori quest’anno rispetto all’anno scorso e questo sta generando un effetto a cascata a Panama, aumentando la domanda di servizi“, ha dichiarato il ministro delle finanze  Dulcidio De la Guardia. E visto il grande flusso di soldi generato dal canale, cosa fa il Governo? Sta usando le entrate prodotte per accelerare la crescita in altre aree dell’economia. Ad esempio, puntando su un’altra delle aree rivelatesi parecchio fruttuose: il traffico aereo. Panama sta espandendo l’aeroporto internazionale di Tocumen ad un costo di  800 milioni di dollari. Espansione, però, anche della linea metropolitana che si prevede verrà completata entro il 2019, con un investimento pari a 1.86 miliardi di dollari. Insomma, si punta tutto sulle proprie forze.

Alcuni paragonano Panama a Singapore: popolazioni ridotte ed eterogenee , risorse fisiche limitate e un posizionamento globale privilegiato basato su servizi internazionali che ha reso queste economie ‘di nicchia’. La differenza rimane una: Singapore, però, è riuscita a sfruttare quello che Panama ancora non riesce a fare: l’istruzione per favorire la crescita economica e lo sviluppo delle risorse umane.

Eh già, perché la strategia di puntare sul miglioramento delle proprie forze funzionerà anche, ma Panama non ha capito forse che potrebbe crescere ancor di più se puntasse sulle proprie debolezze.

Come è accaduto spesso in America Latina, Panama, infatti, ha sottostimato il settore educativo; seppur qualche azione è stata fatta, si è concentrata sulle cose meno importanti e non sul l’istruzione superiore e sulla ricerca. Le scuole pubbliche sono, generalmente, di bassa qualità e incapaci di fornire le competenze necessarie. La conseguenza è che chi può permetterselo si rivolge ai privati: ecco che nascono le solite disuguaglianze in una struttura sociale sempre più polarizzata. Panama investe ancora solo lo 0,7% del prodotto interno lordo (PIL) nell’istruzione superiore, meno della metà rispetto a Stati Uniti e ad altri paesi.

Tuttavia, occorre sottolineare che Panama le risorse per invertire queste tendenze le ha eccome. Una tra tutte, la sua Città della Conoscenza, una zona libera accademico-economica che ospita l’hub delle Nazioni Unite per l’America Latina e i Caraibi (e numerose altre organizzazioni internazionali), insieme a numerosi centri di ricerca, scuole e università straniere, tra cui un campus della Florida State University.

La maggior parte di queste istituzioni non ha ricercatori permanenti breve ma offre comunque un complemento internazionale all’istruzione superiore nazionale. Per legge, la Città della Conoscenza è libera dal regolamento del Ministero della Pubblica Istruzione e dell’Università di Panama – un enorme vantaggio – e ospita anche il Segretariato Nazionale di Panama per la Scienza, la Tecnologia e l’Innovazione (SENACYT), un organismo autonomo responsabile della ricerca scientifica e innovazione.

Un’altra entità autonoma pubblico-privata è INDICASAT, il primo centro di ricerca biomedica ufficiale di Panama, sempre nella Città della Conoscenza. Da qualche tempo ha iniziato a ottenere significativi passi avanti nella ricerca, in gran parte in collaborazione con importanti partner internazionali. È chiaro: molto di più potrebbe essere fatto per tutte queste risorse con un ulteriore sostegno governativo e privato ed un implemento nella collaborazione. Ma visto l’andamento, non è una cosa da escludere.

Negli ultimi dieci anni, Panama è stata una delle economie in più rapida crescita al mondo lo dice anche la World Bank. A medio termine, la crescita di Panama rimarrà probabilmente tra le più alte dell’America Latina. Anche gli investimenti pubblici dovrebbero rimanere elevati con la costruzione della terza linea della metropolitana, un quarto ponte sul Canale di Panama, il progetto di sviluppo urbano Colón Urban Regeneration e altro. Anche gli investimenti privati ​​dovrebbero rimanere forti.

Panama, grazie a tale andamento, ha compiuto progressi significativi anche nella riduzione della povertà che, negli ultimi anni, continua a scendere, indipendentemente dalla linea politica utilizzata. Tra il 2015 e il 2017, il tasso è sceso da 15,4 a circa il 14,1%, mentre la povertà estrema è diminuita marginalmente dal 6,7 ​​a un 6,6% stimato.

Nonostante i guadagni sulla riduzione della povertà, però, permangono forti disparità regionali. La povertà prevale nelle aree rurali, principalmente abitate da popolazioni indigene. L’accesso ai servizi di base, poi, non è per tutti e rimane legato a fattori quali la posizione geografica, i livelli di istruzione, l’etnia e il livello di reddito delle famiglie. Ad esempio, ci sono meno di 11 anni di aspettativa di vita per le donne e gli uomini indigeni che vivono nei loro territori rispetto al resto della popolazione e il tasso di mortalità materna è cinque volte più alto nelle donne indigene rispetto alla media nazionale.

Panama è ben posizionata per continuare a progredire verso gli obiettivi della Banca mondiale di porre fine all’estrema povertà e promuovere la prosperità condivisa, grazie sia alle prospettive di crescita sia alla rinnovata attenzione del Governo all’inclusione. Tuttavia, è ovvio che per raggiungere una crescita elevata e inclusiva nel medio-lungo termine, dovranno essere affrontati alcuni grossi ostacoli. Di questo, ne abbiamo già parlato.

Il Governo ha stabilito un piano di sviluppo strategico quinquennale che entro il 2019 dovrebbe portare a obiettivi precisi quali il miglioramento della produttività e la diversificazione della crescita, il miglioramento della qualità della vita, il rafforzamento del capitale umano, delle infrastrutture e della sostenibilità ambientale. Il tutto seguendo I fari dell’inclusione e della competitività.

Panama è sempre stata un cruciale crocevia regionale e globale. L’utilizzo di questo vantaggio geografico per spingere in alto la propria ambizione in tutte le aree deve essere qualcosa di prioritario.

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