sabato, Maggio 30

Ospedale Msf colpito a Kunduz, gli Usa ammettono l'errore field_506ffb1d3dbe2

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«L’ospedale è stato colpito per sbaglio». Gli Usa tornano sui propri passi e ammettono che durante il bombardamento di Kunduz (Afghanistan) la struttura ospedaliera di Medici senza frontiere è stata colpita per errore. Un errore che è costato la vita a 22 persone, tra cui tre medici di Msf. Se prima gli Stati Uniti avevano parlato di «danno collaterale», ora è il generale John Campbell, il comandante della missione Resolute Support della Nato e a capo delle forze americane in Afghanistan, a fare un passo indietro proprio davanti alla Commissione Difesa del Senato, dove si indaga sull’accaduto.

Campbell ha precisato che «la decisione di condurre i raid» su Kunduz «è stata presa all’interno della catena di comando americano» su richiesta degli afghani che combattono i talebani. «L’ospedale è stato colpito per errore. Non prenderemmo mai di mira di proposito una struttura ospedaliera», ha detto il generale, che ha ricordato anche che ci sono tre inchieste in corso (una anche del ministero di Giustizia) e che sarà fatta «chiarezza su quello che è successo». A chiederla è anche Msf, che invoca una commissione d’inchiesta internazionale sull’attacco a Kunduz: è palese, per l’organizzazione, la violazione della convenzione di Ginevra e quindi quanto accaduto deve essere oggetto d’indagine da parte di una commissione indipendente prevista dalla stessa convenzione.

Intanto però il generale Campbell lancia l’allarme: le forze di sicurezza afghane chiedono ancora sostegno agli Usa, visto che l’offensiva talebana e dell’ISIS si è fatta più forte nel Paese negli ultimi tempi. Cosa che cozza fortemente con il piano di Obama di ritirare la maggior parte delle truppe dalla zona e lasciare solo una forza di appoggio nell’ambasciata già nel 2016. Campbell ha annunciato di aver consegnato un piano alla Casa Bianca riguardante il mantenimento nel Paese oltre il 2017 di un numero adeguato di truppe.

(video di Al Jazeera English)

 

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