venerdì, Novembre 15

Orban, nuovo attacco alla Ue: ‘Non vuole fermare i migranti’ Onu: 'La Corea del Nord sta mantenendo il suo programma nucleare e balistico'

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L’UE vuole rafforzare la difesa dei confini esterni attraverso l’agenzia Frontex solo per facilitare l’ingresso dei migranti. E’ dura l’accusa del premier ungherese Viktor Orban. «La burocrazia europea non vuole fermare l’immigrazione, bensì gestirla», ha detto, confermando poi anche che il suo governo farà ricorso alla Corte europea contro la decisione del Parlamento europeo della scorsa settimana, che ha condannato le violazioni dello stato di diritto in Ungheria: «L’Ungheria difenderà da sola i suoi confini perché il nostro Paese non è un corridoio o un punto di raccolta per migranti».

Nel frattempo a tre giorni dal summit informale Ue sulla questione dei migranti, il cancelliere austriaco (e presidente di turno Ue) Sebastian Kurz, nel corso di un incontro a Parigi con il presidente francese Emmanuel Macron, ha annunciato l’organizzazione di un vertice Ue-Africa a dicembre. Da parte sua, Macron ha invocato una stretta sull’espulsione dei migranti irregolari. Kurz ha anche detto di sostenere la proposta del presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, per un rafforzamento di Frontex con 10.000 agenti dal 2020 e ha ribadito che i Paesi europei di primo ingresso, come l’Italia, hanno bisogno di solidarietà europea ma devono accettare in cambio gli aiuti europei per gestire gli arrivi.

Il premier ceco Andrej Babis però ha messo in dubbio la necessità dell’esistenza di Frontex: «Grecia, Italia, Malta e Spagna non hanno bisogno di Frontex perché hanno la loro guardia costiera».

Il capo degli affari politici dell’Onu, Rosemary DiCarlo, durante una riunione del Consiglio di Sicurezza sulla Nord Corea richiesta dagli Usa, lancia l’allarme: «Sono stati fatti progressi sulla costruzione della fiducia e sulla riduzione delle tensioni militari, ma ci sono segnali che la Corea del Nord sta mantenendo il suo programma nucleare e balistico». Mentre l’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley, ha detto: «Colloqui difficili e delicati con la Corea del Nord sono in corso. Il vertice Trump-Kim ci ha portato sulla strada della completa denuclearizzazione, ma non siamo ancora a quel punto. E fin quando non ci arriveremo, non dobbiamo allentare le potenti sanzioni internazionali in vigore». Mentre sulla Russia ecco l’attacco: «Ha imbrogliato sulle sanzioni imposte dal Consiglio di Sicurezza alla Nord Corea con sistematiche violazioni, e sta lavorando per indebolire le misure restrittive».

Fra la Russia e la Turchia ci sono molti problemi, alcuni dei quali sono molto difficili. Lo ha detto Vladimir Putin in apertura dei colloqui con Recep Tayyip Erdogan, in visita a Sochi. Il presidente russo però ad ogni modo ha sottolineato che le relazioni fra i due Paesi si stanno sviluppano in modo dinamico e positivo. Sul conflitto in Siria invece Erdogan ha ribadito: «Combattiamo insieme contro i gruppi terroristici che si annidano tra i ribelli. Ma questa non deve diventare una scusa per bombardare Idlib».

Intanto la Russia ha ribadito che i video considerati come prove del coinvolgimento di Mosca dall’indagine internazionale sull’abbattimento del volo MH17 sui cieli ucraini sono stati falsificati. Secondo il ministero della Difesa russo, ci sono i dati che dimostrerebbero come il missile Buk è stato consegnato nel 1986 all’Ucraina e mai riportato in Russia. «I passi distruttivi intrapresi dalla leadership ucraina sono causa di profondo dispiacere. Cercando di servire gli interessi geopolitici stranieri e le loro stesse ambizioni politiche, le autorità di Kiev stanno dimostrando la volontà di distruggere tutto ciò che è stato realizzato in decenni e per rompere i legami che numerose generazioni dei nostri predecessori hanno costruito nel corso dei secoli”», ha invece scritto in una nota il ministero degli Esteri russo.

E’ di sette civili uccisi il bilancio di raid aerei della Coalizione a guida saudita in Yemen. Il bombardamento è avvenuto, secondo alcune fonti, a sud-est di Sanaa, la capitale in mano agli insorti Houthi, ostili all’Arabia Saudita e da più parti indicati come vicini all’Iran.

In Francia, dopo le dimissioni a sorpresa del suo braccio destro, Bruno Juillard, la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, ha detto di aver preso atto della decisione e di aver nominato al suo posto l’assessore al bilancio, Emmanuel Grégoire. L’ex fedelissimo ha deciso di gettare la spugna, evocando ‘profondi disaccordi’ sui metodi e le scelte della sindaca e ha denunciato la sua ‘incostanza’.

Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel si è detto disposto al dialogo con gli Usa, a condizione che «non venga messa in discussione la nostra sovranità», condannando allo stesso tempo l’embargo sull’isola imposto da Washington. Ma avverte: se il governo degli Usa «manterrà il suo aberrante atteggiamento contro Cuba, allora non ci sarà dialogo. Questo perché non si può aspirare ad un dialogo in cui da una parte vi sia prepotenza, volontà egemonica e pressioni». Mentre per quanto riguarda la politica interna ha detto che è a favore dei matrimoni gay nell’ambito del piano di governo di «eliminare qualsiasi tipo di discriminazione nella società».

Tornando agli Usa, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Geng Shuang avverte: Pechino prenderà le misure necessarie se gli Stati Uniti decideranno nuovi dazi sull’import di prodotti made in China. Infatti il presidente americano Donald Trump è dato dai media nazionali come intenzionato a presentare un nuovo pacchetto di dazi da totali 200 miliardi di dollari.

Chiudiamo con il Brasile, perché Jair Bolsonaro, il candidato di estrema destra in testa ai sondaggi per le presidenziali di ottobre, ha denunciato la possibilità di una frode elettorale a favore del Partito dei Lavoratori (Pt), nel suo primo messaggio politico inviato dall’ospedale dove è stato ricoverato dopo l’attentato dello scorso 6 settembre.

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