martedì, Novembre 12

Ora un Mattarella d’annata per sventare Renzi – Grillo e Salvini Svelare e sventare i ‘colpi di mano’ di Grillo e Renzi da una parte e di Salvini e i lombardo-veneti dall’altro, poi un Governo tecnico per fare la Finanziaria e togliere dal Viminale Salvini e subito le elezioni

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La violenta e irrefrenabile corsa di Matteo Salvini verso le elezioni, a vederla con superficialità, appare confusa e pasticciata, anzi, pasticciona.
L’improvvisa decisione di fare la crisi (dopo il festival della mutanda), non si spiega facilmente, specie se si pensa che Salvini dovrebbe (o no?) conoscere le regole: che lui sia un rozzo propagandista dal linguaggio non controllato, che ‘nasce’ alla pubblica conoscenza quando la dirigenza della Lega viene travolta, tanto per cambiare, dalle questioni ‘finanziarie’ (leggi mazzette ecc. … e vuoi vedere che quelle di oggi sono una causa?) e con una sorta di ‘colpo di Stato’, Umberto Bossi viene rovesciato e alla fine Salvini assume il controllo. E cambia profondamente (crede) la natura del partito, non più solo nordico, e addirittura anti-terroni, ma ‘nazionale’ e poi sempre più nazionalista, sovranista, sempre più fascista, esplicitamente fascista, e ormai anche baciapile: non fa che baciare crocifissi e immagini sacreormai ridotte a pappetta.
Ma Salvini non riesce in almeno due cose che stanno a cuore ai lombardo-veneti, e specialmente a quella gran parte del partito delle origini, che è secessionista e che non vuole pagare le tasse e vuole il massimo di nero possibile: le autonomie e la riduzione delle imposte, dove non è andato oltre qualche, benché pesante, condono.
E quindi, io sono convinto di ciò, è quel gruppo, che fa capo a Giancarlo Giorgetti, a Attilio Fontana, e a Luca Zaiail più grande avversario di Salvini, una specie di Dibba stellino- che forza per la crisi, tanto più che è terrorizzato non tanto della legge finanziaria, quanto dalla possibilità che a furia di alzare il tiro veramente si rischi di trovarsi fuori dell’Europa, e non solo dell’euro, come molti vorrebbero. Quei sostenitori della Lega, vivono di affari, più o meno chiari, con l’estero, esportano moltissimo (spesso grazie al lavoro nero, di quegli stessi neri che vogliono cacciare, o magari, nelle more, schiavizzare) e quindi sono interessati alla pace con l’Europa e in Europa.

Infine, compare sulla scena la figura improvvisamente presente (benché debolissima, ma presente) di Giuseppe Conte, che stoppa una buona parte delle autonomie, mentre il ridanciano Alfonso Bonafede, in quel pasticcio di riforma della giustizia che presenta, mantiene la fine della prescrizione e non propone la separazione delle carriere tra Magistrati inquirenti e giudicanti, che stravolgerebbe la nostra Giustizia, ma che molto piace a molti, specie in quegli ambienti, per motivi troppo ovvi per ricordarli.

Da ciò l’accelerazione della crisi, che Salvini in gran parte subisce, tra l’altro urlando proprio contro la riforma della giustizia, ma che non viene fatta in maniera studiata e controllata, per cui la martellante e continua richiesta di Salvini di elezioni subito, che non ha senso alcuno, e Salvini non ha alcun interesse a fare capire quanto la sua richiesta sia sballata e impraticabile. Visto che non lo fa lui, cercherò di individuare i motivi che si oppongono di fatto alle elezioni immediate: immediate, ripeto, immediate, nulla di più, altro che Governi Scilipoti.

Secondo me, azzardo, Salvini ha capito osaputo’ (è il Ministro dell’Interno, non dimentichiamolo!) oltre che qualcosa si muove sul fronte Metropole, che il duo Renzi-Grillo (Renzillo) stava preparando il colpo di mano.
Beppe Grillo, che è solo un comico da avanspettacolo, sa di potereconvinceregli stellini, terrorizzati di andare alle elezioni, specie Luigi Di Maio & co., che non avrebbero né arte né parte (e infatti si parla di mandato ‘doppio-zero’!) e oramai sono disposti a tutto. Inoltre, la Casaleggio Associati preme per non perdere il controllo sul governo degli stellini. E quindi, cinicamente, dimentica il partitoo-ne-stà’ e ‘cambiamento’, e si accorda con Renzi, che inventa ‘azione civile’, e diventa il partito dell’inciucio.

Renzi, del resto, sta solo aspettando il momento di rompere il PD non con il PD: e il momento buono è questo. Lui, Renzi, ha moltissimi parlamentari (tutti Scilipoti in potenza, come Renzi, del resto) e può ‘fregare’ il suo ex-partito, cui, nell’offrire unascissione amichevole’, toglie gran parte della forza ora, perché se si vota non prende niente e deve ricominciare da capo. E quindi, insieme a ‘Lottoschi’ (Luca Lotti e Maria Elena Boschi), salta sul treno offerto da Grillo, che nel frattempo ha scoperto che quelli con i quali ha governato oltre un anno sono ‘barbari’ … e lui e Renzi? Sempre che non ‘conti’ un po’ troppo sul complice, che mentre si accorda con lui fa l’occhiolino a Nicola Zingaretti … mica fesso: speriamo che Zingaretti non ci caschi, quella,, sarebbe la fine del PD.

Ciò che, a prescindere da tutto, i due non comprendono è che questa operazione è una operazione di terrore puro e semplice. Entrambi, per motivi diversi, hanno paura non del fascismo, sia chiaro, anzi, forse semplicemente di non farlo loro.
Avete dimenticato le mene autoritarie della ‘riforma costituzionale’ di Renzi e il Parlamento scelto a sorte di Casaleggio-Grillo, per non parlare della vergognosa urgenza di ridurre gli inutili parlamentari? Per carità: potreste pensare che io ho poca stima nel senso democratico di Renzillo … sì potreste, a avreste piena ragione!

Però, dato che la natura dello Scilipoti bis è dettata dal terrore, è anche l’unico modo per dare certezze a Salvini, aumentarne al massimo le potenzialità, favorire la trasformazione del nostro Paese in un regime para-fascista. È una cosa talmente ovvia che lo capirebbe anche Di Maio. E quindi, bravo Renzillo!

Visto che non se ne parla, cerco di indicare, io, alcuni dei motivi per i quali le elezioni non si possono fare troppo presto e, probabilmente, sarebbe meglio farle con calma: senza che siano necessari questi colpi di mano, che quindi mirano ad altro, ben altro. Non essendo Walter Veltroni (che ieri si fa intervistare, ma non ha nulla da dire sul ‘colpo’ renziano … strano no?) non colloco la mia persona al centro della storia, e non indico l’istruzione (la cultura dottor Veltroni, la cultura, che è altro dell’istruzione, anche se la presuppone) al quarto posto di un elenco di cinque, anche se apprezzo che anche lui, tema le pulsioni ‘golpiste’ del buon papà Salvini. Mi limito dunque, perdonatemi, a riflettere sulla situazione e immaginare scenari.

Farle con calma le elezioni -lo dico per non dare l’impressione di fare scelte politiche- non vuol dire affatto non farle: è questo, come vedrete, l’unico suggerimento che darei.

Le Camere devono riunirsi. Su ciò decidono i capigruppo lunedì e martedì se lo fanno all’unanimità, se no devono convocare le aule, e già qui è una ulteriore ‘perdita’ di tempo, che, infatti, si realizza. Poi, con tutta la buona volontà, non si possono convocare circa 1.000 parlamentari in 24 ore, e quindi prima del 20 Agosto, o anche poco dopo, francamente non si può: e non si tratta di ‘alzare il culo’ come affettuosamente dice Salvini.

Ciò detto, Salvini ha presentato una mozione di sfiducia a Conte, che, a sua volta, ha detto che vuole e vorrà parlare, e, come si è visto, non è irrilevante, lo ha detto prima che Salvini presentasse la mozione di sfiducia, anche perché Salvini nella sua arroganza pensava e pensa di poter fare e disfare ciò che vuole. Dovrebbe essere Conte a parlare per primo, e poi, dopo la relativa discussione, si potrebbe passare alla mozione di sfiducia e alla relativa discussione -se ne è accorto perfino Andrea Marcucci, che nega l’esistenza del progetto Renzillo … era solo una sua idea personale, e va a rappresentare il PD alla conferenza dei capigruppo! Su ciò decideranno i Presidenti di entrambe le Camere. In altre parole, vi saranno in entrambe le Camere dei dibattiti, non certo di mezz’ora, al termine dei quali si dovrà votare la mozione di Salvini contro Conte; sempre che non passi la tesi, un po’ stravagante, per la quale addirittura si dovrebbe discutere prima quella del PD contro Salvini -una mozione di sfiducia vero l’intero Governo, precede quella verso un singolo Ministro, direi. E dunque, ammesso che si arrivi alla votazione sulla fiducia al Governo, prima della fine del mese di Agosto non se ne parla.
Mi si permetta un inciso: ostentatamente Sergio Mattarella (che continua a correre il serio rischio di diventare di gran lunga il miglior Presidente della Repubblica della nostra storia) va in vacanza: come dire vedetevela voi, divertitevi, per ora, poi quando torno discutiamo -è vero che evita di farsi fotografare in costume da bagno, ma non si può avere tutto nella vita.

Infatti, ammesso che la sfiducia vi sia (e le trappole potrebbero essere parecchie, per non citare Renzi), Conte, ottenuto il voto contrario, dovrebbe andare da Mattarella a dimettersi.

Comunque, alla fine, tra le solite dichiarazioni ambigue che si possono leggere anche all’incontrario, sarà l’aula del Senato a fissare il calendario, mentre Conte, che aveva chiesto di parlare al Senato, dovrebbe parlare il 20 Agosto, ma potrebbe subito dopo andare a dimettersi, oppure attendere che si discuta la mozione leghista; se posso avanzare una previsione, farà così. Poi si vedrà, o meglio vedrà Mattarella.
Sorvolo sulla ‘diretta Facebook’ di Di Maio, una cosa vergognosa, ambigua, doppia, opportunista, strumentale: insomma o-ne-stà, o-ne-stà, o-ne-stà. Sul PD, l’ennesima delusione, neanche ora un minimo di chiarezza: la battaglia di Renzi contro il PD continua.

Mattarella, secondo prassi, può dire a Conte di restare in carica per l’ordinaria amministrazione. Già, sembra facile, ma siamo a fine Agosto, inizio di Settembre, e a fine Agosto il Governo deve indicare un Commissario alla UE: ne avrebbe il potere? essendosi dimesso. E qui giocherebbero Mattarella e i Presidenti delle Camere, che potrebbero tirare la cosa un po’ più in lungo, fino alla indicazione del rappresentante, che in quel caso (Governo non ancora dimesso, lo so è una ipotesi estrema, ma a tutto si deve pensare, no?) si potrebbe fare, ma chi, un altro sbrego a Salvini? Ci credo poco, e allora, la soluzione alla fine sarà che, dimissioni o non dimissioni del Governo, il Commissario non sarà indicato con grave danno per il nostro Paese: un danno che potrebbe riverberarsi sulle elezioni.

Ma ci sono altri tre problemi, molto seri, e, francamente, non vorrei essere nei panni di Mattarella, che qualunque cosa farà sarà attaccato a testa bassa da Salvini e stellini e chi più ne ha più ne metta.
Primo, si può andare ad elezioni essendo in carica questo Ministro dell’Interno? che, come noto, gestisce le elezioni e che controlla la Polizia?
Secondo, si può votare prima che il Parlamento si pronunci sulla questione della riduzione dei parlamentari -una sciocchezza eversiva, come ho detto più volte, non a caso abbracciata con entusiasmo da Renzi-, ma a farlo si inciderebbe su una importante decisione del Parlamento, che, per sbagliata che sia, è doveroso (lo dico in senso costituzionale) che possa esprimersi. In altre parole: si può impedire al Parlamento di pronunciarsi sul punto, ‘soloperché il Governo, non il Parlamento, non ha più la fiducia delle Camere?
Terzo, entro fine ottobre si deve approvare la modifica al DEF e poi si entra in sessione di bilancio, che se non approvato entro fine di anno, ci porterebbe all’esercizio provvisorio, un altro danno per gli italiani tutti: si può ignorare tutto ciò e andare a votare lo stesso?

Ora: non avere Salvini al Governo (che ripeto durante le elezioni, sarebbe secondo me ai limiti della incostituzionalità) si può farlo solo, in maniera trasparente, accettando le dimissioni di Conte, facendo le consultazioni e … nominando un Governo che faccia le elezioni senza Salvini al volante, ma a quel punto anche la finanziaria.
Almeno si risolverebbe la folle situazione di ormai oltre 500 disgraziati sballottati in mezzo al mare con un caldo mostruoso, per la soddisfazione di Salvini al mare!
Ed ecco dove si inserisce (o si inseriva?) la sporca manovra di Renzillo, che ha, secondo me, un unico problema: è tutto da dimostrare che Mattarella permetterebbe una porcata di questo genere. Ma, intanto, tutti gli italiani avranno visto, e molti, ne sono certo, hanno vomitato, e a quel punto davvero Salvini avrà il Paese in mano: l’ennesima lucida manovra di Renzillo.
E non si vergognano, continuano a cianciare a tutto spiano!

Come si fa a non capire che la gente vuole un minimo di chiarezza, vuole sapere che si fa davvero, vuole sapere se l’IVA aumenta, se le tasse aumentano -salvo per i condonati e quelli che non le pagano-; la gente, credetemi, non si fida di Salvini, è su questo che si deve puntare e certo non può farlo Renzi!
E di fronte alla fortuna, perché è una fortuna, di un Salvini che promette il Paese di Bengodi e a cui si potrebbe con pacatezza e razionalità spiegare come stanno veramente le cose, si cincischia, si fanno manovrette, si mobilitano Marcucci, Renzi, Grillo … mah!

A parte ciò, un Governo tecnico, finalizzato solo a queste due cose, sarebbe possibile e perfino ragionevole: ma tecnico che più tecnico non si può! Cioè, Mattarella potrebbe dire esplicitamente che nomina un Governo per fare quelle cose, e dare contemporaneamenteappuntamento’ (avendone preventivamente conseguito il consenso dei rispettivi Presidenti) a subito dopo la finanziaria per lo scioglimento: sarebbe una sorta di scioglimento ritardato’, ma certo.
Credo che sarebbe ‘una prima volta’, ma forse ci si potrebbe pensare.
E visto il livello disperante di questo orrendo ceto politico, potrebbe anche convenirgli: la colpa sarà del Monti di turno e, temo per lui e la sua simpatia, Carlo Cottarelli.

Poi sarebbero le forze politiche a dovere dimostrare di essere forze politiche italiane degli italiani e non una accolita di gente desiderosa di un lauto stipendio. Non che ci sia da contarci molto, ma sperare è sempre legittimo. E potrebbero farlo, questa volta, dando la fiducia al Governo tecnico di tre mesi, magari sulla base della ipotesi da me avanzata a suo tempo, secondo cui in certi casi una ‘fiducia tecnica’ potrebbe essere un atto dovuto.

Se tutto ciò non è possibile, beh, avremo le elezioni a fine Ottobre-metà Novembre e tanto peggio per il Paese, grazie a Renzillo avremo il regime tanto agognato.

Mi domando solo come sia possibile che in un Paese moderno e passabilmente civile, si abbia questo ceto politico, che definire di Scilipoti è addirittura complimentoso.

P.S.
Un mio amico colto, mi ricorda una frase del pittore Max Lieberman, morto suicida nel 1935, che, tra un quadro e l’altro, affermava: «non si riesce a vomitare abbastanza» … e non desiderava un emetico!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.