mercoledì, Agosto 21

Operazione Sophia, tensione Italia-Germania-Ue Gilet gialli anche in Spagna. Venezuela, Trump potrebbe riconoscere Juan Guaido presidente

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«Se l’Italia, Paese che ospita e che ha il comando della missione, vuole interrompere operazione Sophia, può prendere questa decisione». Così il commissario Ue alla Migrazione Dimitris Avramopoulos torna sulla polemica creatasi dopo l’addio delle navi tedesche alla missione e le parole del ministro dell’Interno Matteo Salvini. «Sophia è un’operazione di successo e dovrebbe proseguire», ha ribadito Avramopoulos, che però ha voluto precisare: «Non c’è alcuna questione di sospensione della Germania della missione Sophia, il ritiro della nave era stato pianificato di routine per il febbraio di quest’anno. Sta alla Germania decidere come impiegare i propri mezzi. Berlino continuerà a partecipare, non ci sono indicazioni che non renderà disponibili i suoi mezzi in futuro».

La portavoce di Angela Merkel ha poi chiarito: «Il governo tedesco s’impegna al livello europeo perché la missione Sophia possa andare avanti». ma il ministero della Difesa, poco prima aveva confermato implicitamente il no alle navi: «Se ci saranno le condizioni per ripristinare il compito principale della missione Sophia, e cioè il contrasto ai trafficanti di uomini, la Germania è pronta a mandare di nuovo le sue navi».

A favore dell’operazione il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani: «Va conservata, si può modificare, si può rafforzare ma bisogna costringere tutti i Paesi europei ad essere parte di un’azione contro l’immigrazione. Deve esserci più solidarietà da parte degli altri Paesi dell’Ue. L’immigrazione non è una questione che riguarda solo il sud e non è neanche una questione che riguarda solo la Germania quando si tratta dei profughi siriani». Dello stesso avviso il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi: «L’Italia non ha mai chiesto la chiusura di Sophia. Ha chiesto che siano cambiate, in rigorosa e doverosa coerenza con le conclusioni del Consiglio Europeo di giugno 2018, le regole relative agli sbarchi delle persone salvate in mare». Ma Berlino, tramite il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer, ribatte: «Con Roma abbiamo un accordo fatto, che l’Italia dovrebbe firmare e che non viene firmato per ragioni di politica interna. Ma noi ci sforziamo molto perché questo accada».

Dal governo italiano però arrivano altri distinguo, come quello del vicepremier Luigi Di Maio: «La missione Sophia, firmata dal governo Renzi, deve continuare ma se gli altri Paesi del Mediterraneo aprono i porti. Iniziamo a portare i migranti a Marsiglia». Che poi è tornato a scagliarsi contro Parigi: «Ce l’abbiamo con il governo Macron che ci fa la morale sui migranti, ma di fatto poi li spinge verso l’Italia».

«Assicurare che il Regno Unito esca dall’Ue con un deal» è l’unica garanzia per evitare un no deal, e un rinvio non è all’ordine del giorno. Lo ha ribadito la premier inglese Theresa May nel Question Time ai Comuni, respingendo ancora una volta la richiesta del leader dell’opposizione Jeremy Corbyn di un divorzio senz’accordo. Lo stesso ministro del Commercio Estero, Liam Fox, ha liquidato l’ipotesi di un rinvio come il peggior sbocco possibile.

In Spagna, tassisti ‘in rivolta’ a Madrid e Barcellona, da tre giorni in sciopero contro quella che considerano ‘concorrenza sleale’ dei servizi privati in app Uber e Cabify. Oggi blocchi stradali e cassonetti e copertoni bruciati nelle strade. Alcuni manifestanti hanno anche indossato i gilet gialli per la sicurezza stradale usati anche dal movimento di protesta in Francia.

Negli Usa, lo shutdown, che oramai dura da 33 giorni, mette a rischio la lotta alla criminalità e al terrorismo. A lanciare l’allarme l’associazione di categoria che rappresenta i 13 mila uomini dell’Fbi. Intanto il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, rifugiato dal 2012 nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, ha preparato un’azione legale da presentare negli Stati Uniti per cercare di obbligare l’amministrazione Trump a svelare l’esistenza di una possibile inchiesta segreta contro di lui.

Intanto Donald Trump potrebbe riconoscere Juan Guaido, ora alla guida dell’assemblea nazionale, come legittimo presidente del Venezuela. A dirlo la Cnn citando tre fonti a conoscenza del dossier. Il presidente infatti starebbe aspettando di vedere se Guaido si autoproclamerà presidente ad interim. Nel frattempo si aggrava il bilancio delle vittime delle proteste cominciate ieri notte: secondo l’ufficio del Pubblico ministero venezuelano quattro persone sono morte durante saccheggi registrati all’alba nello Stato di Bolívar.

In Israele, il premier Benyamin Netanyahu ha diffidato oggi l’Iran dal cercare di influenzare le elezioni politiche del 9 aprile. «Piuttosto che interferire nelle elezioni, Soleimani farebbe meglio a verificare lo stato delle basi iraniane che sta cercando di creare in Siria», ha scritto su Twitter, tirando in ballo il comandante delle Guardie rivoluzionarie, gen. Qassem Soleimani.

La Thailandia andrà al voto il 24 marzo, per la prima volta dal colpo di stato del 2014. Lo ha annunciato oggi la Commissione elettorale.

Chiudiamo andando in India, perché il partito del Congresso ha annunciato poche ore fa l’ingresso ufficiale in politica di Priyanka Gandhi, figlia di Rajiv e Sonia Gandhi, e sorella di Rahul, attuale presidente del partito, oggi all’opposizione. Priyanka è stata nominata Segretario generale del Congresso per la parte est dell’Uttar Pradesh.

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