lunedì, Aprile 6

Onu: Trump e la distruzione della Corea del Nord Brexit: tensione tra May e Johnson. Francia, calano ancora i consensi per Macron

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Era il discorso più atteso e Donald Trump non ha deluso. All’Assemblea Generale dell’Onu, il presidente americano ha attaccato Pyongyang: «Se ci attaccano non c’è altra scelta che distruggere la Corea del Nord». «Rocket man (come definisce Trump il presidente nordcoreano, ndr) in una missione suicida per se stesso e per il suo regime», ha detto il presidente, che poi ha aggiunto: «E’ un oltraggio che ci siano Paesi che sostengono Pyongyang», sottolineando che «la Corea del Nord deve realizzare che la denuclearizzazione è l’unico futuro».

«E’ un periodo di grandi promesse ma anche di grandi pericoli», ha detto ancora Trump, «i terrorismi e gli estremismi si sono rafforzati, sono diffusi in ogni angolo del pianeta e sono sostenuti nel mondo da diversi regimi». Poi ha ribadito: «Metterò sempre l’America al primo posto e difenderò sempre gli interessi americani. Lavoreremo sempre con gli alleati ma non si potrà più approfittare di noi. Non vogliamo imporre il nostro stile di vita a nessuno ma l’America vuole essere un modello».

Nel frattempo il Giappone è pronto a collocare un sistema antimissile ad Hokkaido, l’isola più a nord dell’arcipelago, capace di coprire la stessa traiettoria percorsa dall’ultimo razzo lanciato dalla Corea del Nord. La decisione segue quella analoga dello scorso agosto di schierare nuove batterie di missili Pac-3 a Hiroshima e a tre prefetture a ovest del Giappone, dopo la minaccia della Corea del Nord di lanciare un razzo sull’isola di Guam, nell’oceano Pacifico occidentale. «Faremo ogni sforzo possibile per garantire la sicurezza dei cittadini e prepararci a ogni emergenza», ha detto il ministro della Difesa Itsunori Onodera.

Altro tema caldo di questa Assemblea Generale dell’Onu la questione Rohingya. La Missione internazionale d’inchiesta sulla Birmania del Consiglio Onu dei diritti umani ha chiesto un accesso illimitato al Paese ed un’estensione del proprio mandato per poter stabilire in un rapporto fatti e circostanze delle violazioni dei diritti umani ed abusi nel Paese, in particolare nello Stato Rakhine. La leader birmana e premio Nobel per la pace San Suu Kyi ha detto che la maggior parte dei villaggi abitati dalla minoranza musulmana dei Rohingya in Birmania non sono stati fatti oggetto di violenze, e ha invitato i diplomatici a visitarli. Per Arakan Project, un’organizzazione per i diritti umani, invece la minoranza musulmana dei Rohingya è stata quasi completamente cancellata dalla township di Maungdaw e ha documentato attacchi nelle tre township nel Rakhine. A protestare anche oltre 10mila musulmani in Bangladesh, che hanno marciato verso l’ambasciata della Birmania a Dacca.

Poi altro tema è stato quello degli abusi sessuali nelle missioni Onu. E nel suo intervento, il Segretario generale del Palazzo di Vetro, Antonio Guterres, si è detto pronto a sradicare il problema una volta per tutte: «Noi siamo qui per prendere azioni coraggiose, urgenti e molto necessarie per sradicare lo sfruttamento sessuale e l’abuso una volta per tutte nelle Nazioni Unite. Non possiamo permettere che gli atti indicibili commessi da pochi offuschino il lavoro di migliaia di uomini e donne che difendono i valori della Carta delle Nazioni Unite, spesso con grande rischio personale e sacrificio».

Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Angelino Alfano ha partecipato alla riunione ministeriale UE sulla Libia a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu. Nel corso del suo intervento, Alfano ha tenuto a ribadire i punti fermi della posizione dell’Italia e in particolare l’esigenza di una reductio ad unum delle varie e scoordinate iniziative intraprese dalla comunità internazionale e la necessità di un unico negoziato sotto la bandiera della Nazioni Unite.

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