mercoledì, Novembre 25

Olimpiadi Invernali: San Marino, un Titano ai Giochi Anche quest’anno è riuscita a portare un atleta ai giochi Invernali. Si tratta del diciannovenne Alessandro Mariotti

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Nelle Olimpiadi Invernali di Pyeongchang di imminente chiusura, uno sguardo attento va dedicato a quelle nazioni, piccole solo come popolazione e rappresentanza, che meglio di tutte incarnano lo spirito olimpico così come il Barone de Coubertin l’aveva declinato sin dall’inizio: partecipare è il successo reale. Da Andorra a Timor Est, da Malta (la cui altitudine massima è di 258 metri!) a Portorico.

Abbiamo già visto ed apprezzato in questa piccola rubrica atleti che partecipano per il solo gusto di farlo, come le squadre femminili di bob di Giamaica e Norvegia, o l’atleta di Tonga nello sci di fondo, ma vogliamo oggi dare uno sguardo alla nazione che ci è più vicina geograficamente, e che vediamo troppo spesso solo come una piccola colonia italiana, ossia San Marino.

Anche quest’anno la Repubblica del Titano è riuscita a portare un atleta ai giochi Invernali. Si tratta del diciannovenne Alessandro Mariotti, studente di Scienza dell’educazione, che ha gareggiato nelle gare di Slalom speciale e gigante. Nel 2017, ai mondiali di sci alpino, arrivò sessantaseiesimo ad oltre tredici secondi da Hirscher. Questo da l’idea dello spirito con cui questo ragazzo parteciperà: non certo per vincere, ma per celebrare semplicemente – e con orgoglio – la sua presenza, rendendo così felice la sua nazione per averne testo minato l’esistenza davanti al mondo.

Dopo oltre due settimane di gare, di imprese sportive e di lotte serrate per la vittoria, si tende troppo spesso a dimenticare che lo sport nasce come sfida principalmente verso se stessi, e che partecipare ad una competizione è già motivo di soddisfazione, soprattutto se si rappresenta qualcosa, che nel caso di Mariotti è proprio l’esistenza di questa minuscola Repubblica stretta tra le Marche e la Romagna. Vincere una gara soddisfa solo l’orgoglio personale, che è tanto ma non tutto, quando si parla di sport. C’è anche la sfida con se stessi, il coronamento di un sogno che sembrava impossibile, il senso di partecipare ad un evento globale testimoniando la presenza – piccola ma non meno orgogliosa – della propria nazione.

Proprio per questo motivo, le parole di Mariotti meriterebbero di essere ricordate: «Sono consapevole di realizzare un sogno, mio personale ma anche il sogno di ogni sportivo. Spero di lasciare un messaggio positivo, vorrei che la mia partecipazione alle Olimpiadi serva a far capire a tanti ragazzi che praticare sport regala soddisfazioni apparentemente inarrivabili. Fate il tifo per me».

Un giovane saggio ed entusiasta, il più bel messaggio di speranza per il futuro che questi Giochi ci regalano, assieme alla sfilata delle due Coree unite.

In chiusura di queste Olimpiadi, sono gli atleti come Alessandro Mariotti che dovremmo ricordare di più: il suo essere presente in Corea a testimoniare la passione per una disciplina sportiva fatta senza speranze di soldi o di vittorie è il più bel messaggio Olimpico. A partire da lunedì, il sanmarinese tornerà ai suoi studi ed ai suoi esami con la consapevolezza comunque che qualcosa di grande l’ha già fatto.

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