domenica, Ottobre 25

Olanda, testa a testa tra Rutte e Wilders

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Si sono aperte alle 7.30 in Olanda le urne per le elezioni più combattute e divisive dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, seguite con attenzione dal resto d’Europa per le ripercussioni politiche che potrebbe. Sono quasi 13 milioni gli elettori – compresi i 70mila elettori all’estero – chiamati a scegliere tra ben 28 partiti in lizza, ma gli occhi di tutti sono puntati sul testa a testa tra il partito del premier Mark Rutte, il liberale Partito per la Democrazia e la Libertà (Vvd), e la formazione populista, anti immigrati ed anti Islam, il Partito della Libertà (Pvv), guidata dal controverso Geert Wilders. I primi exit poll sono attesi immediatamente dopo la chiusura dei seggi alle 21. Secondo il ‘Peilingwijzer‘, sito che aggrega sei diversi sondaggi, Rutte continua a mantenere un leggero vantaggio sull’avversario : il partito del premier olandese Vvd è in testa con poco più del 17% (tra 24 e 28 seggi), seguito dal Pvv, con 19-23 seggi.

Stati Uniti: Donald Trump nel 2005 ha dichiarato un reddito di 150 milioni, pagando un totale di 38 milioni di tasse. E’ quanto ha confermato la Casa Bianca dopo lo ‘scoop’ di David Cay Johnston, giornalista investigativo americano che ha vinto un Pulitzer, che ha pubblicato la dichiarazione dei redditi dell’allora tycoon la scorsa notte durante il programma della Msnbc ‘The Rachel Maddow Show‘. Dalle due prime pagine della dichiarazione dei redditi di 12 anni fa del presidente è emerso che Trump e la moglie Melania hanno pagato solo 5,3% di tasse federali, con un’aliquota quindi bassissima del 4%. Ma hanno pagato 31 milioni in ‘alternative minumum tax’, una tassa che il neo presidente ha detto di voler abolire.

Intanto è iniziata da Tokyo la visita in Asia del segretario di Stato Rex Tillerson. Il responsabile della diplomazia statunitense incontrerà il ministro degli Esteri giapponese Fumio Kishida e successivamente il premier Shinzo Abe, con l’obiettivo di riaffermare l’impegno sul consolidamento dell’alleanza bilaterale tra i due Paesi. Tra i temi in ballo poi il dossier sulla Corea del Nord, con l’amministrazione Trump che ha confermato di valutare diverse soluzioni per porre un freno alle minacce nucleari del regime di Pyongyang. Mentre arrivano segnali di distensione dalla Cina, con il premier Li Keqiang che a pochi giorni dalla prima visita a Pechino di Tillerson ha ripetuto che Pechino non vuole una guerra commerciale con gli Usa.

UE: nell’Unione «alcuni passi avanti possono essere fatti con le cooperazioni rafforzate previste dai trattati. Questo, lo voglio dire chiaramente nell’aula del Parlamento Europeo, non porterà mai ad un’Europa di serie A e un’Europa di serie B, ad un’Europa dei piccoli e un’Europa dei grandi, a un’Europa dell’Est e ad un’Europa dell’Ovest». Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, parlando a Strasburgo nella sessione plenaria dell’Europarlamento.

Brexit: la legge che autorizza il governo l’avvio del percorso di uscita dall’Unione Europea riceverà domani il ‘royal assent’ della regina Elisabetta, ossia il passaggio formale di approvazione da parte dei sovrani britannici di ogni legge votata dal Parlamento prima che essa entri in vigore.

Libia: sono proseguiti nella notte gli scontri a Tripoli tra forze fedeli al Consiglio presidenziale guidato da Fayez al-Serraj e gruppi combattenti rivali. Attaccata anche la sede della tv satellitare Al-Nabaa, costretta a interrompere le trasmissioni.

Palestina:  il ministro degli esteri Angelino Alfano è tornato sulla questione: «La soluzione è quella dei due Stati e la pace si trova qui col dialogo diretto fra le parti e non in altri formati. L’ho detto al premier Benyamin Netanyahu e lo dirò al presidente Abu Mazen», al quale chiederà «l’estinzione di ogni messaggio di odio e di violenza: i terroristi non sono martiri». Alfano ha precisato che nell’incontro con Netanyahu non si è parlato solo di pace ma anche della forte cooperazione economica tra Israele e l’Italia.

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