domenica, Agosto 25

Oggi siamo tutti Sea-Watch, guardando Salvini e i mostri che cancelleranno la civiltà La Sea-Watch è stata così coraggiosa da forzare il blocco, noi quando ci desteremo da questo colpevole assopimento saremo costretti a provare schifo di noi

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Per capire a quale livello certi inadatti siano riusciti a precipitare, giorno dopo giorno, il nostro Paese, dobbiamo avere la pazienza di rileggere l’intervento di Alcide De Gasperi alla conferenza di pace di Parigi, il 10 agosto del 1946. 

Pesare e misurare ciascuna singola parola, però, perché settant’anni fa esse avevano un senso, una dignità, non erano usate da persone insignificanti, veri e propri falliti, assurti a ruoli impensabili.

Allora, nel dopoguerra, non c’erano disoccupati e nullafacenti che si riciclavano nelle istituzioni, a tentare effrazioni nel nostro meraviglioso vocabolario, perché avrebbero capito solo qualche decina di parole delle circa centocinquantamila che esso contiene.    

Per avere cognizione di quale squallore visiti gli animi di molti italiani, che pensano di risolvere i loro problemi abbracciando ideologie di morte, bisogna rileggersi lo stesso intervento del grande statista trentino. Infine, per misurare su quali speranze possiamo appoggiare il nostro futuro da Paese civile, oggi in mano a due potenziali amministratori di condominio, sarebbe necessario ripassare per la terza volta da quel testo.

Tengo a precisare che la storia dell’amministratore di condominio non è mia, ma di Enzo Biagi, che l’aveva confezionata in onore di Giancarlo Pagliarini, il quale, tuttavia, rispetto all’attuale personale politico del Governo è una specie di padre della patria, un vero luminare.  

Bisognerebbe farsi due chiacchiere con Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, oggi parlamentare europeo, sulla questione Sea-Watch e sugli accordi che sono stati stipulati con la Libia, prima da Marco Minniti e poi da Matteo Salvini, per rendersi conto di ciò che siamo diventati, di quante vite abbiamo venduto per tenere la nostra coscienza in ordine, facendo finta di avere risolto a livello diplomatico un problema spaventoso.
La verità è che abbiamo consegnato a degli aguzzini, madri, bambini, ragazzi nonché la nostra intera dignità, chiedendo a libici di fare il lavoro sporco, mentre noi dormiamo il sonno della ragione e ci gasiamo per la partita di pallone, illudendoci che il mostro generato dai nostri voti non divorerà presto anche noi.
Si, è così che finirà, non ci sarà nessuna Loreto, ma quando ci desteremo da questo colpevole assopimento, saremo tutti più poveri e pieni di sensi di colpa. Sarà ancora peggio che attaccare il tiranno per le gambe, perché saremo costretti a provare schifo di noi, del nostro silenzio, della nostra codardia. Sapremo che non abbiamo più il diritto di guardare i nostri figli negli occhi, perché quei coetanei che abbiamo scelto di fare morire non sono diversi da loro, non solo nell’aspetto ma neppure nei desideri. 

Adesso sarà schierata la forza pubblica, dice il Ministro, contro la nave piena di migranti. Si accanisce, il malandrino, contro persone che chiedono di vivere in un mondo migliore, ma diventa tenero e comprensivo con se stesso, responsabile giuridico di un partito che si è divorato decine di milioni euro di danaro pubblico, sottratti a quei servizi sociali con le casse vuote, incapaci di stare dietro a tutti i disagi di una società come la nostra. 

Un giorno, il sindaco leghista di una cittadina brianzola, dopo una mia conferenza, mi confidò in lacrime, che suo figlio, un ragazzino sudamericano adottato, era stato arrestato per oltraggio a un carabiniere, lo aveva spinto dopo essere stato fermato da una pattuglia, forse per eccesso di velocità. Quell’uomo, che esibiva il fazzoletto verde al taschino, mi chiedeva tra le lacrime perché le persone non capivano i comportamenti del ragazzo, che tanto aveva sofferto da bambino. 

Era un leghista, come Matteo Salvini, ma mi chiedo come fa a votare la Lega un uomo che abbia un minimo di umanità, mi chiedo con che coraggio quei milioni di cattolici che vota la Lega possano solo pensare di avere ascolto dal proprio Dio. In casi del genere aspettiamo vanamente un comunicato da parte del popolo delle famiglie, al quale la vita piace solo quando si annuncia. Difendono la ‘tecnica’ che, presuntuosamente, attribuiscono al Creatore, poi ne ignorano i frutti e votano in modo talmente ignobile che, fossi in loro, mi augurerei non ci fosse nessuna divinità. Molto meglio se non c’è niente dall’altra parte.   

Eppure, una lezione si vede, nelle parole di quell’amministratore leghista. Bisogna pestarci in naso per capire, per questo spero di vedere i figli di Matteo Salvini su quella nave, insieme ai figli di tutti coloro che lo votano. Solo così capiranno, sebbene non sia proprio del tutto sicuro.

Non avendo poteri particolari, farò la cosa più semplice, aderire fino in fondo a questo modello disumano. 

In tutti questi anni mi sono sempre chiesto come facessero a pagarmi tanti poveri lavoratori monoreddito, e mi sono comportato di conseguenza. Da oggi non lo farò, perché è il giorno in cui la Sea-Watch è stata così coraggiosa da forzare il blocco e perché è il giorno in cui sui giornali è apparsa la foto del papa e della bimba di 2 anni, morti mentre cercavano di raggiungere gli Stati Uniti, guidati da un altro umanoide simile al nostro. 

I miei connazionali che vogliono questo inferno, se lo godano fino in fondo, sperimentino cosa significa tendere vanamente una mano in cerca di aiuto. È bene sappiano che saranno più soli, che dovranno salvarsi coi loro mezzi e che non ce la faranno, perché siamo una specie cooperativa e da soli non possiamo nemmeno costruire una capanna.

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