martedì, Luglio 7

Nuovi Sindaci, la sfida ‘casa di vetro’

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La questione della trasparenza e dei ‘dati aperti’, proprio i tanto citati ‘open data’, è al centro delle attenzioni specialmente alla partenza delle nuove Giunte comunali in progressiva via di insediamento dopo l’esito delle Elezioni amministrative. A Milano nella squadra formata dal nuovo Sindaco di centrosinistra, Giuseppe Beppe Sala, si registra una importante novità. Di rilievo tanto più ‘nazionale’ visto il peso del capoluogo meneghino. Lorenzo Lipparini, dirigente dei Radicali Italiani di Marco Cappato che al secondo turno sono passati ad appoggiare Sala, è stato nominato Assessore con l’incarico di occuparsi di un aspetto chiave della trasparenza come quello per l’appunto dei ‘dati aperti’. Comincia quindi così un’effettiva azione sul fronte dell’apertura di informazioni verso i cittadini. La novità potrebbe essere tanto più significativa anche per le sue conseguenze nazionali ‘a cascata’. Si tratta infatti di una delega inedita, che è specificamente definita a ‘Partecipazione, Cittadinanza attiva e Open data’.  La Giunta della ‘Capitale economica’ (ammesso che la storica definizione abbia ancora un senso) è composta da dodici assessori, cinque donne e sette uomini.

Con le nomine delle Giunte comunali, ormai definita anche quella di Roma, si può cominciare a monitorare anche gli effettivi comportamenti di vecchi e nuovi protagonisti. E magari proprio a partire dalla presenza di apposite funzioni in materia di trasparenza. Sta cominciando a svolgere un prezioso lavoro in questo senso anche il già per altri versi meritorio strumento di ‘Openpolis’ (www.openpolis.it). Si vedranno le azioni dei nuovi Sindaci ed assessori, e anche abbastanza presto a cominciare dal ‘Piano d’azione’ che ogni primo cittadino è tenuto a presentare entro 45 giorni dall’insediamento della propria Giunta. Già da lì si capirà meglio come si ha intenzione di agire sul fronte dell’apertura dei dati della pubblica amministrazione verso i cittadini. Si può però già rilevare come sia positivo l’accostamento dei concetti di ‘dati aperti’ e ‘partecipazione’. Il resto dipende dall’effettiva attività messa in atto e quanto si passerà da buone intenzioni a ‘buone pratiche’. Complesso di attività cui peraltro lodevolmente molti Comuni si dedicano da tempo a trecentosessanta gradi, dialogando, proponendo ed intervenendo anche attraverso appositi siti. Tra cui particolarmente segnaliamo, per chi voglia seguirne l’evoluzione, www.interno.gov.it/it, con successivo indirizzamento a ‘buonepratiche’.

Peraltro già il fatto di assegnare assessorati ad hoc è significativo, visto che da alcuni anni a questa parte il numero degli assessori non è a piacere ma stabilito per legge. Il Decreto legislativo N. 267 del 2000, articolo 47, specifica le norme per la composizione delle Giunte. «La giunta comunale e la giunta provinciale sono composte rispettivamente dal sindaco e dal presidente della provincia, che le presiedono, e da un numero di assessori, stabilito dagli statuti, che non deve essere superiore a un terzo, arrotondato aritmeticamente, del numero dei consiglieri comunali e provinciali, computando a tale fine il sindaco e il presidente della provincia». Il numero massimo dei componenti della Giunta, fissato a 16 dalla legge citata, è stato abbassato a soli 12 dalla Legge N. 244 del 2007 (articolo 2, comma 23). Si vedrà come i Sindaci agiranno in proposito, non solo con assessorati, magari anche con Consiglieri delegati o in altre forme. A partire da Torino, Bologna, Roma e Napoli. La sfida a fare delle ‘nuove città’ delle case di vetro, altra antica definizione appena tornata di moda, è impellente e in qualche modo imposta dagli stessi esiti elettorali. Con uno stridente contrasto tra nuove classi dirigenti e l’agitarsi di ‘vetusti’ protagonisti (indipendentemente dall’età e dalla militanza in servizio politico). Con gli Angelino Alfano ed i Massimo D’Alema che riconquistano clamorosa centralità mediatica. Probabilmente un po’, e magari un bel po’, meno centralità politica. Quanto alla capacità di raccogliere consenso elettorale e voti è proprio, ormai, tuttaltra storia, e nella fattispecie dei due ‘leader’ in questione, più che altro una storia di fantascienza.

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