lunedì, Novembre 11

Nuovi pianeti scoperti dalle sonde spaziali La ricerca spaziale con i suoi potenti mezzi di osservazione si sta allargando a distanze sempre più vaste

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Siamo sempre più convinti di non essere soli in questo universo anche se nella nostra era sarà difficile dare una risposta razionale al quesito più pretenzioso che la razza umana si pone da sempre. Da osservatori, senza nessuna pretesa di dettar consigli alla scienza, riteniamo possibile, ma ancora non certo, che vi siano ancora forme di vita al di fuori del pianeta Terra; se è così, probabilmente gli esseri viventi avranno altre costituzioni biologiche, sociali ed economiche.

La ricerca spaziale con i suoi potenti mezzi di osservazione sta allargando questa domanda a distanze sempre più vaste ma non riteniamo possibile una risposta, almeno per ora. Ora però leggiamo che ad appena 60 anni luce dalla Terra –ovvero ci vorrebbero solo 720 mesi per poter raggiungerla se viaggiassimo a circa 300.000 chilometri al secondo- c’è una super-Terra, con un raggio doppio e una massa superiore di quattro volte del nostro pianeta. Per quanto possa apparire bizzarra, la notizia è scientificamente vera, confermata dalla rivista Astronomy & Astrophysics, che è un magazine di tutto rispetto e la scoperta a quanto si apprende, si deve allo studio coordinato da Davide Gandolfi, del dipartimento di Fisica dell’università di Torino. La verità galileiana è che il pianeta è il primo scoperto grazie ai dati inviati dal telescopio spaziale TESS della Nasa, lanciato il 18 aprile 2018 da Cape Canaveral nell’ambito del programma Explorer. Come è comprensibile, se ne sa poco. La massa osservata lascia credere che il pianeta sia roccioso e che sia circondato da un’atmosfera ma il suo ambiente non sarebbe compatibile con la vita della nostra Terra. È una scoperta importante però, che apre la strada a studi futuri sulle proprietà dei pianeti che orbitano attorno ad altre stelle della nostra galassia. Poi un’altra rivista autorevole, Nature ci informa dell’individuazione di un esopianeta più vicino a noi, ovvero di una massa oltre tre volte superiore a quella terrestre, con una temperatura della sua superficie di -170°C. La cosa confortante è che rispetto al corpo scoperto dagli occhi elettronici di TESS, questo appena descritto, già denominato Barnard’s Star b, è a soli sei anni luce da noi. Una distanza sufficiente per toglierci comunque l’idea di andare a morire di freddo in un altro mondo! Naturalmente ci concediamo un po’ di ironia senza per questo nulla togliere all’importanza critica di queste scoperte che sono rese possibili grazie a tecniche del tutto nuove che amplificano la conoscenza e portano a una cognizione sempre più razionale della nostra vita. Poiché non basta una lente o un dispositivo di alta tecnologia per concludere una ricerca, per certificare queste scoperte si usano profili di comparazione che danno risposte ancora verosimili alle interrogazioni poste. Il metodo impiegato per Barnard, per esempio, ha misurato le variazioni della distanza fra una stella e un punto di osservazione rilevando i cambiamenti nella velocità della stella che presumono la presenza del pianeta. Ogni valutazione è avvenuta attraverso apprezzamenti effettuati in Spagna, in Cile e alle Isole Canarie. Se qualcuno ancora si domanda a che servono queste ricerche, la risposta potrebbe essere che oltre al valore delle scoperte scientifiche queste indagini si ottengono grazie al dialogo degli abitanti della Terra e dei loro scienziati. Ma il nostro globo è già così complesso!

Come leggiamo con non poco disappunto, sta tornando la credenza fuori ragione che vede le Terra diversa da quella osservata e verificata dal III secolo a.C, ovvero una superficie addirittura piatta e non sferica. E chi è convinto che viviamo in un modello bidimensionale, assicura che all’umanità vengano negate tutte le verità ottenute dall’esplorazione spaziale per allargarsi a sindacare sulle scie chimiche che rincretiniscono le persone, sui vaccini che fanno morire i bambini invece di salvarli e che negano addirittura le intuizioni della relatività di Albert Einstein e di altri scienziati di caratura e -a parere di chi scrive- discutono anche del posizionamento del gelato al cioccolato nel firmamento.

Non è facile stimare, viene scritto, quante persone siano convinte che la Terra non sia un globo; secondo Google Trend, da metà 2015 c’è stato un aumento crescente di ricerche che avevano per oggetto il flat earth, con un picco quasi fuori scala a fine novembre 2017. La Nuova Zelanda sarebbe al primo posto, per quanto secondo i terrapiattisti l’Oceania non esiste e l’intero quinto continente sarebbe frutto di un complotto non si sa di chi; ma il 2% dei negazionisti sono americani, gli stessi che sono andati sulla Luna mentre l’Italia è al vergognoso 38° posto (altro che settima potenza mondiale!), con un alto incremento di interesse negli ultimi quattro anni, abbracciando un falso storico di fine Ottocento

Da parte nostra siamo convinti che molti impostori con il terrapiattismo sono dei facilitatori di ignoranza, come se non bastassero le rifrme scolastiche sempre più scadenti e di queste cialtronerie ci vivono per i libri venduti, i convegni organizzati, le insostenibili partecipazioni televisive che danno loro una visibilità che altrimenti non avrebbero mai potuto ottenere. Sono molti i presuntuosi: abbiamo addirittura sentito degli ignoranti affermare che l’astronauta Umberto Guidoni sia stato un normale autista! Noi non perderemo nemmeno tempo a parlarne. Sollecitare una discussione sulla sfericità della Terra offenderebbe i nostri lettori e il buon gusto che cerchiamo sempre di preservare!

Insomma, per questi stupidi e megalomani, la vera storia dell’umanità ci sarebbe stata nascosta, perché chi controlla il passato di fatto è padrone del futuro. Ma questi rigurgiti che rifiutano la scienza vengono anche da lontano: nel gioco di luci e ombre dell’oscurantismo più oscuro, il terrapiattismo è stato giustificato con uno pseudo-scetticismo che impone una verifica immediata per ogni questione posta.

Oggi che siano dalle teorie cospirative a governare questo marasma cognitivo è scontato. Onestamente riteniamo che tanti ignoranti sono guidati da imbroglioni, ma nemmeno abbiamo voglia di passare anche noi per cospirazionisti! Ci poniamo solo il problema di non dare troppo spazio all’inconsapevolezza. Già si sono aperte troppe finestre di credenze fuori norma. Continuare su queste strade porta ad un rischio molto grande: quello del consenso alla tirannia istituzionale ed è un danno che tutti dovremmo essere convinti di evitare. Per l’anno che sta per entrare e per i futuri, è sempre da evitare. Buon 2019 ai nostri lettori.

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