venerdì, Novembre 15

OROB: la Cina lancia un messaggio positivo

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Londata di protesta popolare in Occidente, che per il momento ha assunto la forma del voto populista e dell’astensionismo, è motivata principalmente dalla paura per il futuro e dallo sdegno per il presente, ossia da passioni politiche distruttive. In Europa, come in Nord America, molti hanno la sensazione che le prossime generazioni se la passeranno peggio. Un progetto mastodontico come quello della Nuova Via della Seta è incoraggiante e rassicurante perché dimostra che il cambiamento è possibile, che ci saranno spazi di crescita e cooperazione personale e collettiva, oltre il paradigma del globalismo neoliberista.
Come ha osservato il nostro capo del Governo, Paolo Gentiloni: «Dal vertice di oggi viene un messaggio positivo, importante, un po’ anche in controtendenza rispetto alle spinte che oggi si registrano nel mondo. Certo tutto da verificare, ma oggi cè una parte importante del pianeta che si riunisce intorno all‘idea di un rilancio, attraverso l’immagine della Via della Seta, di connettività, di relazioni, tra l’Asia, l’Europa e dall’Europa anche verso l’Africa». È una prospettiva nuova, come pure una narrazione inedita, che fa tirare un sospiro di sollievo e lacera il velo di negativismo e disfattismo che ci impedisce di percepire la realtà in maniera obiettiva, e, soprattutto, di mettere in discussione lo status quo, a beneficio nostro e di chi verrà dopo di noi.
I cinesi cercano partenariati tra gruppi industriali e finanziari europei e cinesi per guadagnare quote di mercato e creare sinergie in ogni ramo economico, tecnologico, amministrativo e commerciale, ma sono anche attenti alle esigenze delle microimprese e hanno destinato una parte degli investimenti allo sviluppo di piattaforme per l’e-commerce. Ce n’è per tutti  -per i grandi e per i piccoli- e questo è di fondamentale importanza in termini di coesione sociale e auto-realizzazione personale.

È un progetto che mira a stabilizzare l’insieme degli Stati eurasiatici, in particolare quelli che circondano la Cina e quelli mediorientali, attraverso lo sviluppo economico e delle infrastrutture, per eliminare le opportunità di reclutamento da parte degliimprenditori del terrore islamista’ e per incentivare il dialogo tra i popoli.

Mentre noi europei vivacchiamo rassegnati, in attesa che le cose cambino spontaneamente o ci facciamo dominare dall’idea che i nostri figli e nipoti vivranno per forza di cose peggio di noi, il resto del mondo, sulla scia della Cina, traduce la fantascienza in realtà, creando indotti monumentali, centinaia di migliaia di posti di lavoro e ricerca e sviluppo utile per il prossimo balzo della civiltà umana: lo spazio.

Nei giorni immediatamente precedenti alla partenza alla volta di Pechino degli ospiti del vertice ‘Una Cintura, Una Strada‘, l’Agenzia Spaziale Europea e il suo equivalente cinese hanno infatti annunciato il loro progetto di fondare assieme una colonia lunare nel corso degli anni Venti. Contemporaneamente si discute su come mettere piede su Marte e, come ribadito da Vladimir Putin proprio a Pechino, le industrie aerospaziali di Russia e Cina stanno convergendo intorno a una serie di progetti strategici. La civiltà umana sta per espandersi nello spazio: ci andremo come esploratori, diplomatici e mercanti, oppure come conquistadores e ‘carne da cannone’?

La Nuova Via della Seta è il test di maturità che ci aiuterà a capire se saremo condannati a ripetere eternamente gli stessi errori o se siamo in grado di evolvere ed essere all’altezza delle sfide di questo millennio.

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Consulente di orientamento strategico e analista di tendenze