lunedì, Ottobre 21

OROB: la Cina lancia un messaggio positivo

0
1 2


La Nuova Via della Seta (‘Una Cintura, Una Strada‘), un progetto che per il momento ha mobilitato investimenti pari ad almeno 10 volte quelli del Piano Marshall, prevede la costituzione di infrastrutture di trasporto e comunicazione per il trasferimento rapido di persone, merci, risorse e idee attraverso il continente eurasiatico e l’Africa e, in prospettiva, varcato lo stretto di Bering con tunnel ferroviari sottomarini, le Americhe, coinvolgendo in una prima fase 6070 Nazioni. 220 miliardi di euro sono già stati investiti nel corso del 2016 e dei primi mesi del 2017.
I treni merci che percorrevano la tratta centrasiatica per collegare la Cina all’Europa sono stati circa 150 nel 2015, 240 nel 2016 e dovrebbero salire a 5.000 entro il 2020. Il tutto senza ridimensionare il traffico marittimo e quello aereo, anzi  -Trieste e Venezia saranno i principali beneficiari portuali italiani-, perché lobiettivo primario resta quello di fare in modo che i rapporti commerciali e culturali tra Occidente e Oriente si intensifichino il più possibile, in modo tale che, molto pragmaticamente e come raccomandato sia da Immanuel Kant sia da Confucio, la contabilità costi-benefici favorisca la cooperazione a scapito dello scontro.

Presentando il summitBelt and Road, del 14 e 15 maggio, il leader cinese, Xi JinPing, ha replicato con velenosa e maliziosa sottigliezza a chi descrive la Nuova Via della Seta come uno strumento dimperialismo cinese: «La Cina è disposta a condividere le sue esperienze di sviluppo economico con tutti i Paesi. Noi non intendiamo interferire negli affari interni degli altri Paesi; non esporteremo il nostro sistema sociale e modello di sviluppo e tantomeno imporremo agli altri il nostro punto di vista». Dal canto suo Klaus Schwab, fondatore e Presidente esecutivo del World Economic Forum, ha indirettamente confermato l’interpretazione cinese quando ha dichiarato che «l’iniziativa One Belt and One Road è la cornice pionieristica internazionale di una concezione di piattaforma aperta che non necessita di leader, ma di curatori che fungano da catalizzatori e coordinatori per garantire che i risultati siano un successo per tutte le parti in causa».

Il vecchio ordine egemonico postbellico, formato da Stati Uniti, Europa occidentale e Giappone, si è ufficialmente concluso con questo vertice. Lo spostamento del centro di gravità dell’economia mondiale è già ora un dato di fatto. Tra la nascita di Cristo e il 1820 il baricentro economico del mondo si trovava nell’Asia centrale, non lontano dall’India. Nel giro di un secolo si spostò nel Nord Europa, in prossimità dell’Islanda. Tra il 1960 e il 2000 era ancora localizzato a nord della Norvegia. Nel corso del primo decennio del secolo è rapidamente tornato nell’Asia Centrale, questa volta non troppo distante dai confini cinesi, che varcherà in questi anni. L’Europa, geograficamente, è prima di tutto la più vasta appendice dellAsia occidentale. Nei prossimi decenni lo diventerà anche economicamente, man mano che il suddetto baricentro si muoverà verso Shanghai, Hong Kong e Singapore. Il Giappone resterà coprotagonista grazie alla sua probabile adesione all’iniziativa russa dell’Anello Energetico Asiatico, che includerà, per l’appunto, l’arcipelago nipponico, la Cina, la Russia, la Corea del Sud e, più avanti, la Corea del Nord.

La Nuova Via della Seta segna il ritorno in auge del modello produttivistico e labbandono, almeno in Asia, del modello dicrescitafinanziarizzata istantanea tipica del modello anglosassone e soggetta a tremende bolle speculative. L’alternativa proposta, che è poi la medesima ricetta responsabile del miracolo economico tedesco, italiano e giapponese del dopoguerra, è una crescita governata e nondrogata’, legata al manifatturiero, alla formazione specialistica, alla ricerca e sviluppo, alla cooperazione dinamica tra pubblico e privato nell’erogazione di investimenti produttivi, all’impegno costante per il mantenimento della stabilità e della sicurezza dell’area.

Tra i benefici previsti a medio lungo termine non va dimenticata la prospettiva di una progressiva riduzione della massiccia immigrazione afroasiatica in Europa, grazie allo sviluppo del manifatturiero, del turismo e dell’agricoltura da esportazione lungo la fascia che si estende dal Marocco all’Afghanistan. Il volume degli scambi commerciali potrebbe triplicarsi nel giro di un decennio, con significativi benefici per quel mezzo miliardo di asiatici meridionali che versa in condizioni di esistenza miserevoli. Non è da escludere che si possa assistere a una piccola fuga di cervelli europei, invitati a dare una mano nello sviluppo di queste economie emergenti. In ogni caso la Cina non sarà l’unico attrattore di giovani ambiziosi e capaci.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore

Consulente di orientamento strategico e analista di tendenze