martedì, Marzo 19

Nudi nella natura field_506ffb1d3dbe2

0
1 2


Dunque ci sono i dati ufficiali, derivanti dagli iscritti alle varie associazioni e ci sono i numeri complessivi di chi pratica il naturismo anche al di fuori di una realtà associativa. La domanda in Italia è forte ma spesso non viene soddisfatta dalle strutture, tanto che spesso si è portati a vivere tale tipo di esperienza in Paesi più tolleranti e aperti. Ma da cosa deriva questo gap tra il nostro Paese e altre realtà che morfologicamente e storicamente ci assomigliano? “L’alibi che viene evocato è quello di una società che ha remore di tipo religioso e moralistico, ma ciò non ci risulta vero. Infatti basta poco a sollecitare interesse. Il fatto di essere cattolici o la presenza del Papa influiscono poco, basta guardare la Spagna che è cattolica quanto e forse più di noi. C’è un problema a livello di associazionismo che non ha saputo attivarsi a livello pubblico con iniziative di larga portata e rivolte anche ai non iscritti e a livello di cultura, perché l’impatto con un corpo nudo può essere visto in diversi modi a secondo dell’educazione. Si rischia dunque di emettere giudizi morali impropri”, precisa Castellani.

La libertà di movimento data dall’assenza di vestiti coincide con una scelta di libertà da una società che ci impone di indossare una maschera. Si sceglie di essere se stessi, a casa come su una spiaggia. Sono cinque, attualmente, le spiagge ufficiali naturiste: il lido di Dante sul litorale di Ravenna, la spiaggia di Guvano, a Corniglia in provincia di La Spezia, la spiaggia di Capocotta ad Ostia, quella della Laguna del Mort a Jesolo e l’ultima arrivata, la spiaggia di Fiumicino, voluta dal sindaco. Le Regioni naturiste per eccellenza sono poi la Toscana e il Lazio. In una penisola, solo cinque spiagge possono sembrare poche ma Castellani specifica: “In realtà le spiagge dove si pratica il naturismo sono circa un centinaio, al di là di quelle ufficiali. Basterebbe poco per attirare operatori pubblici ma anche politici. Siamo avvantaggiati dal punto di vista climatico e paesaggistico dunque potremmo puntare anche questo tipo di turismo”.

I principali oppositori del movimento naturista si appellano al “senso del pudore”, ad un autocontrollo che sarebbe totalmente assente, in realtà, esistono luoghi dove lo stare nudi è assolutamente normale. Intere famiglie nudiste dai bambini più piccoli alle persone di età matura, si tramandano da generazioni tali usi. I giovani, a dispetto della trasgressività sempre più dilagante, mostrano ancora parecchie remore in tal senso. Infine il fenomeno è maggiormente diffuso tra gli uomini.

I circa 500.000 naturisti ufficiali non soddisfano appieno Castellani che detta la sua ricetta per incrementare tali numeri: “Bisogna agire su vari livelli e capire che l’associazionismo è in crisi dappertutto. D’altronde se vado a mare e mi voglio spogliare perché dovrei pagare una tessera o iscrivermi? Girare i Comuni è prezioso così come sarebbe importante che le associazioni godessero di un riconoscimento pubblico e di una maggiore possibilità di interazione con la società civile”.

Un fenomeno importante, che incuriosisce a livello filosofico, da analizzare in tutti i suoi aspetti e da valorizzare come importante occasione per il turismo in Italia.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore