venerdì, Agosto 14

Corea del Nord: deterrenza sempre più pericolosa

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Pronti a cancellare l’America dalla faccia della terra: questi i messaggi minacciosi che echeggiano dalla Corea del Nord. La loro controreazione ai movimenti militari statunitensi. Sok Chol Won, un ufficiale del governo nordcoreano ha dichiarato in un’intervista che, fino a quando gli Stati Uniti continueranno con questa aggressività, Pyongyang non interromperà i test missilistici e nucleari. La Corea del Nord si dichiara pronta ad attaccare la portaerei americana Carl Vinson che, intanto, è presa in una serie di manovre insieme a due cacciatorpedinieri giapponesi nel Pacifico occidentale. «Le nostre forze rivoluzionarie sono pronte ad affondare una portaerei USA a propulsione nucleare con un singolo attacco», questo ha scritto il quotidiano del Partito dei Lavoratori. Il regime è convinto che le milizie americane in Corea del Sud abbiano portato nel porto di Busan «attrezzature per cercare di portare avanti il ‘Jupiter Plan’, uno scenario (che prevede) una guerra biochimica contro il nord». E loro non rimarranno di certo fermi a guardare. La crescente tensione tra i due Stati ha visto anche l’arresto di un cittadino americano, ora il terzo detenuto USA in Nord Corea. La Cina, intanto, continua a sperare in una rinnovata calma da entrambe le parti. Il Ministro degli Esteri Wang Yi ha dichiarato che «sicurezza e stabilità sono molto fragili adesso e il pericolo di scoppio di un nuovo conflitto in ogni momento è grande» aggiungendo che «una guerra avrebbe conseguenze inimmaginabili». «La Cina chiede con forza a Stati Uniti e Corea del Sud di fermare le azioni che peggiorano le tensioni regionali e danneggiano gli interessi della sua sicurezza strategica, di cancellare il dispiegamento dei sistemi antimissile Thaad e di rimuovere gli equipaggiamenti», precisa il portavoce del Ministero a proposito del sistema antimissilistico in Sud Corea. Pechino, insomma, difenderà i suoi interessi. Ieri, infatti, la Cina ha mostrato al mondo la sua nuovissima portaerei. Una costruzione interamente prodotta e disegnata nel Paese. Non a caso il Ministro degli Esteri aveva parlato di necessarie dimostrazioni di capacità militare per proteggere i loro stessi interessi. Wang ha poi precisato che la cresciuta potenza militare cinese serve a «salvaguardare la pace regionale ed internazionale». Intanto, la ‘CNN’ parla di un tentativo di infiltrazione di hacker cinesi dentro i sistemi sudcoreani; non suona nemmeno tanto strano vista l’aperta opposizione cinese ai movimenti antimissilistici USA-Sud Corea. L’inizio delle operazioni di installazione del sistema THAAD ha avuto luogo con il trasporto dei pezzi nella zona di Seongju, dopo l’assenso della USFK (US Forces Korea) e le proteste dei cittadini residenti nell’area. I sofisticati mezzi antimissili dovrebbero fungere da deterrente o almeno ad intercettare missili lanciati da Pyongyang. Sul sito, però, manca ancora il rapporto di impatto ambientale, richiesto dall’accordo bilaterale Status of Forces Agreement (SOFA), che regola la presenza delle forze armate Usa in Corea del Sud.

Nelle ultime ore, da Pechino torna una proposta di tregua. Il generale Shao Yuanming, ufficiale dello stato maggiore dell’esercito cinese, ha affermato che «la Cina ha proposto la sospensione simultanea delle attività della Corea del Nord per sviluppare armi nucleari e missili e quella di esercitazioni militari su larga scala di USA e Corea del Sud». Sembra, inoltre, accordare la posizione degli Stati Uniti, espressa in un recente comunicato in cui Washington afferma di voler ottenere «la stabilità e la denuclearizzazione pacifica della penisola coreana» per mezzo del dialogo. «E’ un messaggio positivo e che deve essere sostenuto», ha dichiarato il portavoce del ministero degli esteri, Geng Shuang. Pare, poi, che Pyongyang abbia chiesto ai Paesi del sud-est asiatico di sostenerla nel braccio di ferro con gli Stati Uniti per dirimere un pericoloso «olocausto nucleare». L’appello è contenuto in una lettera indirizzata all’Asean (Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico), in cui si sottolinea che la Nord Corea è «sull’orlo della guerra» a causa dell’azione statunitense. Nella stessa, il ministro nordcoreano chiede di informarne i dieci Paesi asiatici per far si che si possa trovare una soluzione effettiva e che porti alla pace. In merito alla grandiosa quanto inquietante esercitazione di artiglieria dello scorso Martedì, in occasione dell’85° anniversario della fondazione delle forze armate nordcoreane, Pyongyang parla di un avvertimento per il Presidente Donald Trump. «E’ stata una risposta diretta agli atti di aggressione degli Stati Uniti». Abbiamo chiesto a Stefano Pelaggi, analista di Geopolitica.info, docente presso l’ Università la Sapienza di Roma ed, attualmente, Fellow Researcher al Center for Chinese Studies di Taiwan, di chiarirci le idee in merito.

Quali sono i rapporti tra Cina e Corea del Nord?

Le relazioni tra Cina e Corea del Nord sono molto forti: i libri di testi usati nella Repubblica Popolare descrivono accuratamente il sacrificio di tanti cinesi nella penisola coreana nel secondo dopoguerra e numerosi film sono stati realizzati sull’argomento. I cinesi sentono la Corea del Nord come un Paese fraterno, anche se, negli ultimi anni, l’atteggiamento dell’apparato politico sembra essere mutato. Le dichiarazioni ufficiali nei confronti di Kim Jong-un mostrano un’irritazione sempre maggiore: già dall’inizio del 2017 è stata bloccata da Pechino l’importazione di carbone dalla Corea del Nord, un settore che rappresenta una delle principali fonti di approvvigionamento di valuta straniera per Pyongyang.  L’interpretazione dell’opinione pubblica cinese è sempre un’operazione complessa e le dinamiche decisionali a Pechino sono, ovviamente, meno incentrate su una concordanza con gli umori della popolazione rispetto a qualsiasi democrazia occidentale. Ma in un momento critico, a pochi mesi dal congresso del partito, anche Pechino dovrà necessariamente ascoltare maggiormente le reazioni popolari. I sentimenti della maggior parte della popolazione sembrano contrari all’adozione del pugno di ferro nei confronti di Pyongyang, mentre le esigenze di ‘realpolitik’ di Pechino suggeriscono una soluzione drastica nei confronti dello scomodo alleato per evitare il rischio di perdere il controllo nella Regione. Pechino si trova a dover calibrare esigenze di politica interna ed ambizioni internazionali, di fronte ad una impasse inaspettata che rischia di minare sia il futuro della proiezione globale cinese, sia la sua ambiziosa strategia di diplomazia pubblica. Mentre l’Amministrazione Trump sembra aver in mano una carta decisiva per gli equilibri della regione.

Quali sono le effettive dotazioni che gli USA potrebbero usare per attaccare la Corea del Nord?  Qual è l’effettivo supporto militare che forniscono gli USA alla Corea del Sud?

Ci sono circa 40.000 truppe stazionate in Giappone e circa 25.000 in Corea, oltre alle basi di Singapore e Guam. In Corea del Sud ci sono 3 basi aereonautiche statunitensi oltre a una base della Marina e un’altra dell’esercito, e a numerose installazioni in tutto il Paese. Nonostante le voci critiche che si stanno levando in questi giorni, il potenziale bellico statunitense nella regione rimane quantitativamente molto superiore alla somma di quello di tutte le altre nazioni della regione.

Cos’è lo scudo missilistico THAAD e a cosa serve?

Il Terminal High Altitude Area Defense sistema (THAAD) è un sistema di difesa ideato per abbattere missili balistici a corto, medio e intermedio raggio, ossia esattamente il tipo di attacco che la Corea del Nord dichiara di poter sferrare in Corea del sud. Il THAAD, prodotto dalla Lockheed Martin, è composto da cinque distinti componenti: gli intercettori, i lanciatori, un radar, un’unità di controllo del tiro e da attrezzature di supporto. Il radar, prima rileva l’arrivo di un missile in arrivo, consentendo agli operatori di identificare l’eventuale minaccia. In caso di valutazione della pericolosità del missile, un lanciatore montato su un mezzo mobile spara un proiettile, l’intercettore, sul missile balistico, cercando di neutralizzarlo usando la sua stessa energia cinetica. Il THAAD potrebbe costituire un importante sistema per la sicurezza in Corea del Sud, soprattutto perché sarebbe in grado di neutralizzare un attacco missilistico atomico senza far esplodere la testata nucleare. Il sistema, pur non essendo stato testato in un attacco nucleare, è già in uso da vari anni nella base di Guam e presumibilmente ha superato vari test. Un altro punto cruciale, riguarda l’accettazione da parte di Pechino del THAAD, negli scorsi mesi la notizia dell’installazione del sistema di difesa in Corea del Sud ha suscitato numerose proteste in Cina. Gli Stati Uniti hanno dichiarato che si tratta esclusivamente di un sistema di difesa ma Pechino ha obiettato che il THAAD sarebbe in grado di colpire un missile in territorio cinese. L’escalation della crisi sta di fatto autorizzando e legittimando la presenza del THAAD in Corea del Sud, una dinamica che colpisce in maniera diretta l’immagine della Cina nella regione.

La ‘NBC’ scrive che «i generali americani hanno insistito per anni che se la Nord Corea lanciasse un missile verso gli USA, gli americani sarebbero capaci di abbatterli», ma secondo gli scienziati e gli esperti, questa è un’affermazione discutibile. Il Los Angeles Times’ scrive che il sistema sta peggiorando: tutto ciò è vero? Qual è il punto? E’ in dubbio la dotazione americana?

La polemica, a mio avviso, fa parte della costante pressione a Washington di gruppi legati all’industria bellica e in generale ad alcune fazioni delle forze armate. La reale portata dell’arsenale nordcoreano è sconosciuta ma è impensabile supporre che Pyongyang abbia compiuto un tale salto tecnologico riuscendo a tenere il mondo intero all’oscuro dell’evoluzione del comparto missilistico. Non dobbiamo dimenticare che la funzione primaria dei lanci balistici consiste proprio nel mostrare i successi, attivando un meccanismo di deterrenza. Ad oggi il sistema di difesa statunitense appare assolutamente sufficiente per garantire la sicurezza dei cittadini sul suolo americano, alla luce dell’osservazione dei test effettuati dalla Corea del Nord.

La Carl Vinson è solo una questione di deterrenza o è anche altro? Potrebbe partecipare ad uno scontro eventuale? Che tipo di nave è? Gli USA hanno anche un sottomarino nucleare?

La portaerei USS Carl Vinson ha più di 5.000 soldati a bordo, è equipaggiata con missili Tomahawk e decine di jet stealth. Insomma si tratta di una formidabile macchina da guerra ma rispetto allo specifico contesto coreano non possiede una caratteristica essenziale, ossia, non ha un sistema capace di intercettare un attacco con missili balistici che Pyongyang ha la capacità di sferrare. Quindi, l’arrivo della portaerei statunitense ha soprattutto un valore di deterrenza, Washington ha voluto mostrare la volontà di rottura con la politica delle precedenti amministrazioni. Il sottomarino nucleare l’USS Michigan è arrivato negli scorsi giorni nel porto di Busan, in Corea del Sud. La mossa statunitense è ovviamente un ulteriore messaggio lanciato a Pyongyang. Si tratta di un sottomarino di classe Ohio, pensato come piattaforma di lancio per missili balistici a testata nucleare. E’ in grado di navigare a grandi profondità e ha la capacità di sfuggire alla stragrande maggioranza di sistemi di rilevazione.

Qual è la posizione di Taiwan riguardo questa crisi e quali sono i rapporti che ha con la Corea del Nord?

La posizione di Taiwan è simile a quella degli altri Paesi della regione, tutti sono preoccupati dall’escalation del conflitto in Corea del Nord. Taiwan ha delle relazioni, intermittenti e sporadiche, con la Corea del Nord. Come molti altri Paesi dell’area, vende occasionalmente materiale, perlopiù tecnologico, attraverso canali semi ufficiali. La rapida modificazione dei rapporti sino-statunitensi ha colto di sorpresa Taipei e la crisi nordcoreana rappresenta l’ennesimo fattore di instabilità nell’area. Una partita che non riguarda direttamente Taiwan ma che potrebbe avere dirette conseguenze in caso di una escalation del conflitto.

E qual è la posizione degli altri Paesi dell’area, come Singapore? Ed il loro rapporto con la Corea del Nord? Cosa possono rischiare questi in tale crisi?

Gli altri Paesi guardano con preoccupazione alla crisi in Corea del Nord. I nuovi sviluppi nella regione ruotano intorno alla vicenda; in Giappone la spinta militarista e nazionalista sta trovando una nuova linfa vitale proprio alla luce delle notizie provenienti dalla Corea del Nord.

C’è il rischio di un nuovo test nucleare per il 28 Aprile?

Nonostante il costante aggravarsi della situazione in Corea del Nord le possibilità di un nuovo test nucleare rimangono basse. I segnali provenienti da Pechino sono stati abbastanza chiari ed il presidente Trump ha più volte sottolineato la volontà statunitense di reagire in maniera decisa di fronte a nuove provocazioni. Kim Jong-un ha dimostrato di essere un attore irrazionale, nell’accezione delle relazioni internazionali, ossia di agire frequentemente al di fuori delle consuete dinamiche che regolano i rapporti tra gli Stati. Tuttavia, il nuovo corso della presidenza Trump ed il ruolo che la vicenda nordcoreana ha assunto per gli equilibri della regione, hanno allontanato significativamente Pechino da Pyongyang. Le notizie che provengono dalla Corea del Nord sono sempre incomplete e frammentarie, si tratta dell’unico Paese al mondo dove la stampa e gli analisti non hanno un accesso a fonti credibili e certe. Quindi, le conclusioni e le previsioni sono spesso soggette a variabili difficilmente quantificabili. Tuttavia, un eventuale nuovo test nucleare potrebbe avere delle conseguenze molto gravi e anche un attore ‘irrazionale’ come Kim Jong-un è a conoscenza delle possibili ripercussioni, in particolare all’interno del mutato quadro politico della regione.

Visto che la Cina continua a dire che c’è il pericolo di una guerra imminente, fino a che punto questa è una dichiarazione tattica? O forse è semplice verità?

Secondo me la Cina vuole scaricare la Corea del Nord, perchè la strategia di Trump sta mettendo in difficoltà Pechino. La Cina vuole presentarsi come una potenza benevola ed efficace, il fatto che non riesca a controllare un suo Paese satellite impensierisce il PCC e indebolisce la posizione di Pechino nella regione. Gli USA possono poi giustificare una presenza militare nella regione, i continui richiami alla mediazione cinese sulla vicenda fatti da Mar a lago in poi da Tramp sono in questa direzione. mostrare come la Cina non sia in grado di gestire la cosa e come sia necessario un intervento USA.

La nuovissima portaerei cinese di cui si sta parlando è stata lanciata in funzione di pura deterrenza o di minaccia? 

La portaerei cinese è un progetto che va avanti da anni e di cui tutti sono a conoscenza, l’apparizione di numerosi articoli dedicati alla portaerei su testate di studi strategici, specialmente statunitensi, ieri e oggi, sono il frutto delle discussioni sulle capacità belliche cinesi e nient’altro.

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