domenica, Agosto 18

Nomadi: un lungo viaggio tra la gente field_506ffb1d3dbe2

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Percorrere un cammino molto lungo attraverso epoche diverse, passando per cambiamenti drastici senza mai perdere l’affetto di migliaia di appassionati, questo sono, ancora oggi, i Nomadi.
Una carriera soprattutto onesta, divisa in periodi che ne hanno scandito la storia con la guida di quel Beppe Carletti al timone di una nave mai alla deriva, nonostante le avversità e le tempeste. Per le generazioni meno giovani, dire Nomadi significa dire Augusto Daolio, cantante e leader nel senso migliore del termine, scomparso troppo presto ma ancora nel cuore dei seguaci. I loro concerti, tantissimi nel corso degli anni, sono ancora oggi un happening con precisi rituali, occasione di ritrovo per i tanti sostenitori inquadrati in un pacifico esercito fedele.

I Nomadi rappresentano un fenomeno atipico nel panorama musicale italiano; altre band storiche ancora in attività, hanno vissuto o vivono più che altro sul revival dei tempi d’oro, i Nomadi, invece, coniugano i grandi successi del passato con una produzione continua ed attuale.
Attivi dal lontanissimo 1963, entrano nella scena musicale al pari di altre centinaia di gruppi come complesso beat, rigorosamente con capelli lunghi ed abiti stravaganti, caratteristica comune che agli inizi significava derisione e a volte aggressioni fisiche. Le frequenti esibizioni nelle balere emiliane sfociano nel primo 45 giri, ovviamente quasi invenduto, ma preludio ad imminenti collaborazioni importanti. Il Cantagiro del ’66 porta il primo successo, ‘Come Potete Giudicar‘, una cover, come si usava allora, dal testo ingenuo ma polemico verso lo status quo benpensante del tempo: «come potete giudicar, come potete condannar, chi vi credete che noi siam per i capelli che portiam…». Dopo questo inno beat, Mogol, che aveva scritto il loro primo singolo, propone loro ‘Non è Francesca‘ di Lucio Battisti ma i Nomadi rifiutano ed iniziano a lavorare con un Francesco, l’ancora acerbo Guccini.
Il sodalizio si rivelerà felice e fortunato grazie a brani celebri come ‘Noi Non Ci Saremo‘, ‘Canzone Per Un’Amica‘, dedicata dall’autore ad una ragazza deceduta in un incidente: «lunga e diritta correva la strada, l’auto veloce correva… » e, soprattutto, ‘Dio È Morto‘, brano che fece scalpore. Fu subito censurato dalla radio pubblica bacchettona dei tempi, ma veniva trasmesso da Radio Vaticana che ne aveva colto il senso profondo«…nei campi di sterminio Dio è morto, coi miti della razza Dio è morto, con gli odi di partito Dio è morto».
Di quel periodo è anche la cover della splendid ‘Nights In White Satin‘ dei Moody Blues che diventa una canzone struggente dal testo intenso e drammatico, Ho Difeso Il Mio Amore‘: «C’era una data, l’otto di maggio, lei era bella, era tutto per lui. Poi venne un altro, gliela strappa di mano, cosa poi sia successo lo capite anche voi. Ho difeso, ho difeso il mio amore…». Alternando brani di denuncia ad altri sentimentali, i Nomadi passano ora di successo in successo con ‘Un Pugno Di Sabbia‘, con la sigla della trasmissione ‘Mille E Una Sera‘, e, siamo nel 1972, con la loro canzone simbolo, un classico della nostra musica tornato in auge qualche tempo fa grazie al karaoke, ‘Io Vagabondo‘. La voce caratteristica di Augusto, risalta nella fortunata ‘Un Giorno Insieme‘ e nella triste ‘Tutto A Posto‘, mentre il live con Guccini ottiene larghi consensi grazie anche ad un brano commovente come Auschwitz‘.

La strada dei Nomadi continua tra mille concerti, anche con colleghi prestigiosi, fino alla quasi rottura della band che tra mille peripezie avverrà solo parzialmente. La morte in un incidente del bassista Dante Pergreffi, anticipa la lunga malattia che porterà con sé il leader Augusto Daolio, che si spegne a soli 45 anni nel 1992 lasciando il gruppo ed i fans nello sconforto.

I Nomadi post-Augusto moltiplicano le iniziative benefiche a favore di decine di situazioni problematiche in tutto il mondo, impossibile elencarle tutte e riprendono il loro cammino sostenuti dai propri appassionati che aumentano vistosamente.
La difficile eredità alla voce, viene raccolta da un nuovo cantante, Danilo Sacco, che vocalmente ricorda molto Augusto e che resterà nella band fino al 2011, quando sarà rimpiazzato da Cristiano Turato, tuttora presente.

Ogni anno si svolge il raduno nazionale dei fans a Novellara ed è impressionante vedere l’affetto smisurato che circonda questo gruppo leggendario. Al mondo, solo i Rolling Stones ed i Beach Boys possono vantare una carriera più lunga, ma questi due gruppi famosi non vantano nel loro curriculum le tantissime partecipazioni ad eventi benefici e i tanti incassi devoluti per le cause dei più deboli ed indifesi come la band emiliana. Hanno suonato in ogni angolo della penisola, la loro carovana è sempre in movimento e ad accoglierli c’è sempre un pubblico fedele e festante che fa di ogni concerto un rito suggestivo ed unico. Impegno sociale sia nei gesti che nelle canzoni quindi, ma hanno saputo anche raccontare l’amore e parlare ai giovani e della gioventù nelle sue varie forme come in un brano poco noto, ‘Michelina‘, che parla degli adolescenti che crescono tra sogni e speranze, in un mondo sempre difficile da vivere, così nel 1963 come oggi: «Nell’armadio della notte, son rinchiuse le tue stelle e di mandorle una pioggia, Michelina hai sulla pelle. Un passaggio della vita, l’esplosivo è già tagliato, la tua pelle nella seta sta fiorendo da ogni lato. Michelina. Michelina… ». Sempre Nomadi.

 

 

 

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