domenica, Dicembre 8

Noi, vittime della Banca Popolare di Vicenza field_506ffbaa4a8d4

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Sono nata a Catania, in una Sicilia che tanti problemi ha avuto ed ha tutt’oggi, basta vedere, oltre alla malagestione politica, oltre a ciò che attiene alla malavita: pure l’acqua. Si, negli scorsi giorni abbiamo assistito ad una cosa incredibile, assurda: una città, Messina, che per sette giorni è rimasta senz’acqua. Certo se ne è parlato, certo si sono visti molti servizi nei telegiornali, ma non credo di aver assistito ad un serio approfondimento su un fatto di una gravità assoluta e totale.
Parlo con delle persone e già la questione è stata dimenticata…tanto ora l’acqua c’è…siamo fatti così…finchè le cose non ci toccano personalmente tendiamo a farcele scivolare come acqua (appunto).
In un periodo nel quale si parla di crisi economica, ripresa, controripresa, stiamo tutti meglio, e vengono snocciolati numeri da giornali e televisioni pensando siano a tutti comprensibili, mi ha colpito un problema che di numeri ne ha pochissimi, ma comprensibilissimi: Banca Popolare di Vicenza.
Non se ne parla molto nei canali nazionali, anzi, non se ne parla molto e basta …ma perché?
Problema MontePaschi messo da parte, Banca Etruria e socie sappiamo, ma Popolare di Vicenza nulla o poco più.
Il problema è in questi termini. Ne parlo a ragion veduta visto che ne sono vittima (correntista e socia). Sino ad un anno e mezzo fa, circa, i vari direttori e funzionari addetti vendevano a noi poveri clienti, le azioni di suddetta banca ad un prezzo di 62 euro, quasi costringendoti in caso si avesse bisogno di fidi o mutui, dando le più ampie garanzia sulla bontà dell’investimento.
D’improvviso, un anno e mezzo fa circa, queste azioni non potevano più essere vendute adducendo le più fantasiose scuse, dall’assemblea rinviata al rimpasto dei vertici.
Arriviamo ad oggi e scopriamo che hanno deciso che le azioni valgono 6,3 euro, quindi dieci volte di meno, promettendoti che con l’ingresso in borsa saliranno…ma cosa? Saliranno le scale??
Nessuno ne parla apertamente, ma ci sono centinaia di migliaia di correntisti che hanno visto sparire nel nulla i propri risparmi e tutto va bene così.
Mi ripeto…una persona che aveva investito (per così dire) 10.000 euro, oggi se ne trova nominalmente 1000, visto che comunque non si può ancora vendere nulla. Prendo in mano l’estratto titoli che la banca ha mandato all’inizio di febbraio e trovo scritto che le azioni valgono 42 euro.
Ripeto: acquisto azioni nel 2014 per euro 62 l’una, ad inizio febbraio 2016 la banca dice che valgono 42, oggi valgono 6,3 euro.
Nessuno parla, ma ci sono migliaia di famiglie disperate che hanno perso tutto, poiché non hanno ridotto i mutui di dieci volte come le azioni, ma poi mi domando: ma è giusto che ciò possa accadere senza che nessuno, a parte le vittime, ne paghi le conseguenze? No, assolutamente no. E i vari direttori e funzionari che garantivano la serietà della banca con che faccia oggi si permettono ancora di prendere per i fondelli???
‘Parole, parole, parole’ cantava qualcuno. Andando avanti così ci rimarrà qualcosa? Cosa lasceremo ai nostri figli? Forse è meglio non rispondersi.

 

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